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Detrazione 55%, proposta l'estensione del bonus alle porte

Detrazione 55%, proposta l'estensione del bonus alle porte

Dopo la pronuncia negativa dell’Agenzia delle Entrate l'idea arriva dal Senatore del PdL Antonio Paravia

Vedi Aggiornamento del 13/11/2009
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 13/11/2009
21/01/2009 - Il Parlamento rilancia sulla detrazione del 55% delle spese sostenute per gli interventi di risparmio energetico. Dopo aver riconfermato il bonus fiscale, messo precedentemente in forse dal Decreto Legge anticrisi 185/2008, arriva dal PdL la proposta di estenderlo anche alle porte.
 
La possibilità era stata precedentemente scartata dall’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 475/E, che ammette il bonus fiscale solo nel caso in cui il portone abbia le stesse caratteristiche di una finestra (leggi tutto).
 
L’idea di estendere il bonus alle porte è stata ventilata dal Senatore Antonio Paravia, appartenente al PdL, relatore del Ddl sullo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese. All’interno del disegno di legge, approvato dalla Camera dei deputati e ora in fase di discussione al Senato, è infatti presente un capitolo dedicato all’energia.
 
Tra le proposte di Paravia oltre all’allargamento dell’agevolazione del 55% alle porte che garantiscono il risparmio energetico, compaiono incentivi al sistema gpl e l’invio delle bollette di luce e gas in modalità che abbattono i costi.
 
La riconferma dell’incentivo per il risparmio energetico sugli immobili ha lasciato soddisfatti gli addetti ai lavori del settore edilizio, che attendono dall’Agenzia delle Entrate l’emanazione di provvedimenti per la semplificazione degli adempimenti.
 
In particolare le associazioni di settore, tra cui la Finco, Federazione industrie prodotti impianti e servizi per le costruzioni, mirano a ripensare all’esclusione dalla detrazione fiscale degli immobili non strumentali dei costruttori. Quelli cioè comprati e ristrutturati dai costruttori per essere rivenduti.
 
Una posizione che per Angelo Artale, direttore di Finco, non solo danneggia i costruttori, ma infrange il protocollo di Kyoto dal momento che elimina un incentivo al risparmio sulle emissioni di anidride carbonica.
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