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Grandi opere, nominati i commissari per la realizzazione

Grandi opere, nominati i commissari per la realizzazione

Via al monitoraggio sui dieci cantieri strategici, Di Pietro: mansioni troppo costose

Vedi Aggiornamento del 06/11/2009
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 06/11/2009
18/09/2009 - Grandi opere velocizzate grazie all’ausilio dei commissari. Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha firmato il decreto che attribuisce a 10 commissari la responsabilità per il corretto svolgimento dei lavori di altrettante opere, considerate dal Governo prioritarie per lo sviluppo del Paese. La nomina è stata prevista dalla Legge 2/2009, che ha convertito il DL Anticrisi 185/2008.
 
Oltre a Pietro Ciucci, presidente dell’Anas, responsabile per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, sono stati individuati altri nove commissari. Si tratta di:

- Antonio Bargone, presidente della concessionaria Sat ed ex sottosegretario ai Lavori Pubblici, al quale è stato affidato il controllo dell’autostrada tirrenica Cecina - Civitavecchia.

- Mauro Fabris, ex sottosegretario ai Lavori Pubblici, che si occuperà della galleria del
Brennero e delle opere adduttrici.

- Vincenzo Pozzi, ex presidente dell’Anas, che vigilerà sul nuovo corridoio autostradale tirrenico comprendente la nuova Pontina.

- Walter Lupi, ex provveditore alle opere pubbliche di Lombardia e Liguria, che curerà il terzo valico ferroviario tra Milano e Genova.

- Paolo Besozzi, tecnico al quale è stata affidata la Pontremolese.

- Roberto Viviani per la statale jonica 100 in Calabria.

- Amedeo Gargiulo, dirigente del Ministero delle Infrastrutture che seguirà la realizzazione della metropolitana C a Roma.

- Giorgio Grossi, che vigilerà sul nodo ferroviario di Palermo.

- Eugenio Gaudenzi, che si occuperà della viabilità di accesso al porto di Ancona.
 
Competenze: I commissari svolgeranno un compito di monitoraggio e coordinamento sulle opere che finora hanno subito ritardi nella fase di avvio, sollecitando, dove necessario, le Amministrazioni competenti. Saranno anche un punto di riferimento e intermediazione con Anas, Fs, comuni, province, regioni, sovrintendenti, Vigili del Fuoco e Ministero dell’Ambiente. Previsti anche poteri sostitutivi, che scatteranno, però, solo in condizioni di emergenza o completo blocco delle attività. Il mancato rispetto dei tempi per la realizzazione delle grandi opere non farà scattare i compensi dovuti ai commissari.
 
È proprio sui compensi che si fonda l’opposizione di Antonio Di Pietro de L’Italia dei Valori. A suo avviso i commissari, oltre a non garantire un’effettiva accelerazione delle grandi opere, sarebbero inutili e costosi. È infatti in arrivo un dossier da presentare in Parlamento e alla Corte dei Conti sullo spreco di risorse dovuto alla duplicazione di funzioni che già spettano a provveditori e Ministero delle Infrastrutture. Per Di Pietro la figura del commissario diventerebbe utile nella fase esecutiva, ma solo con poteri propri della figura commissariale.
 
Altro elemento di dissenso è il conflitto di interesse che colpirebbe Antonio Bargone e Pietro Ciucci. Il primo avrà il compito di coordinare e stimolare la stessa società di cui è presidente. Il secondo, presidente dell’Anas e amministratore delegato della società “Stretto di Messina”, una volta dotato di poteri straordinari potrebbe scavalcare il Cipe. Verrebbe così a mancare il controllo collegiale sulla spesa.
 
Contestata anche la priorità delle opere di interesse strategico, che non contempla l’Alta Velocità ferroviaria tra Brescia e Verona.
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