
Reti energetiche, dal CdM ok al decreto sugli interventi urgenti
NORMATIVA
Reti energetiche, dal CdM ok al decreto sugli interventi urgenti
Dopo la bocciatura della Corte Costituzionale necessario l’accordo con le Regioni sui commissari straordinari
Vedi Aggiornamento
del 25/03/2011
28/06/2010 - Il Governo approva misure urgenti in materia di energia. Giovedì scorso il Consiglio dei Ministri ha dato l’ok allo schema di decreto legge in materia di trasmissione, distribuzione e produzione di energia con carattere strategico nazionale. La nuova norma si prefigge di colmare il vuoto legislativo creato dalla Corte Costituzionale con la sentenza 215/2010, che ha bocciato la nomina dei commissari straordinari prevista dal DecretoLegge 78/2009, convertito dalla Legge 102/2009.
In base al nuovo decreto, su proposta dei Ministri dello sviluppo economico, Infrastrutture, Ambiente e Semplificazione normativa, il Consiglio dei Ministri, di intesa con le Regioni e le Province Autonome coinvolte, individua gli interventi e le opere urgenti connesse con la trasmissione, distribuzione e produzione di energia.
A definire il carattere di urgenza sono le esigenze di sviluppo economico, che possono portare anche all’individuazione di mezzi e poteri straordinari. Gli interventi possono essere realizzati con il finanziamento da parte di soggetti privati.
Le intese siglate tra Regioni e Governo devono definire le modalità di azione dei commissari straordinari, nonché la dotazione di mezzi a loro disposizione.
Nel caso in cui non sia raggiunto l’accordo tra Governo e Regioni, dopo trenta giorni dalla consegna dell’atto alla Conferenza delle Regioni o dopo il primo incontro con l’ente locale interessato, il Governo può individuare in modo indipendente gli interventi e definire i criteri per l’attività dei commissari straordinari.
I commissari sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri.
La novità consiste nella durata della nomina. Senza accordo tra Potere centrale e periferico, da raggiungere entro trenta giorni dall’entrata in vigore del decreto, le cariche decadono al momento della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della sentenza 215/2010, che come ricordiamo ha bocciato il ricorso ai commissari straordinari perché non connesso ad effettivi requisiti di urgenza.
Col consenso delle Regioni il panorama potrebbe però cambiare. In presenza di pubbliche amministrazioni che non abbiano rispettato i termini di legge, ai commissari potrebbero essere riconosciuti poteri di sostituzione e deroga. Utili alla realizzazione degli interventi considerati urgenti e prioritari.
In base al nuovo decreto, su proposta dei Ministri dello sviluppo economico, Infrastrutture, Ambiente e Semplificazione normativa, il Consiglio dei Ministri, di intesa con le Regioni e le Province Autonome coinvolte, individua gli interventi e le opere urgenti connesse con la trasmissione, distribuzione e produzione di energia.
A definire il carattere di urgenza sono le esigenze di sviluppo economico, che possono portare anche all’individuazione di mezzi e poteri straordinari. Gli interventi possono essere realizzati con il finanziamento da parte di soggetti privati.
Le intese siglate tra Regioni e Governo devono definire le modalità di azione dei commissari straordinari, nonché la dotazione di mezzi a loro disposizione.
Nel caso in cui non sia raggiunto l’accordo tra Governo e Regioni, dopo trenta giorni dalla consegna dell’atto alla Conferenza delle Regioni o dopo il primo incontro con l’ente locale interessato, il Governo può individuare in modo indipendente gli interventi e definire i criteri per l’attività dei commissari straordinari.
I commissari sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri.
La novità consiste nella durata della nomina. Senza accordo tra Potere centrale e periferico, da raggiungere entro trenta giorni dall’entrata in vigore del decreto, le cariche decadono al momento della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della sentenza 215/2010, che come ricordiamo ha bocciato il ricorso ai commissari straordinari perché non connesso ad effettivi requisiti di urgenza.
Col consenso delle Regioni il panorama potrebbe però cambiare. In presenza di pubbliche amministrazioni che non abbiano rispettato i termini di legge, ai commissari potrebbero essere riconosciuti poteri di sostituzione e deroga. Utili alla realizzazione degli interventi considerati urgenti e prioritari.