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Classificazione acustica e norme antincendio, meno oneri per le Pmi

Classificazione acustica e norme antincendio, meno oneri per le Pmi

Ministro Brunetta: 'risparmio di 1,5 miliardi con i Dpr approvati dal Consiglio dei Ministri'

Vedi Aggiornamento del 05/12/2012
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 05/12/2012
03/03/2011 - Semplificazioni in vista per le Pmi, sulle quali graveranno meno oneri in materia di inquinamento acustico, normativa antincendio e scarico delle acque reflue. È lo spirito di due bozze di Dpr, approvate oggi in Consiglio dei Ministri, che secondo il Ministro Brunetta assicureranno un risparmio di 1,5 miliardi di euro in termini di minori costi e adempimenti burocratici.

I decreti attuano l’articolo 49 della manovra estiva in coerenza con lo Small Business Act, che prevede di realizzare entro il 2012 la riduzione del 25% dei costi a carico delle piccole e medie imprese. Attualmente, invece, le Pmi fronteggiano oneri pari a 3,4 miliardi di euro per obblighi informativi, presentazione di documenti e tenuta di registri.
 
Come funzionerà la semplificazione
Il primo schema di Dpr semplifica gli adempimenti amministrativi inerenti all’inquinamento acustico e allo smaltimento delle acque reflue. Tutto senza incidere sul Codice Ambiente, d.lgs. 152/2006, e con un risparmio stimato in 800 milioni annui.
 
Per facilitare l'attività economica e di impresa, gli adempimenti per prevenire l’inquinamento acustico seguiranno il criterio di proporzionalità. Saranno cioè commisurati alle attività svolte. Il decreto individua infatti settori a bassa rumorosità, che non saranno più soggetti alla presentazione della documentazione di impatto acustico.
 
Per le attività, le cui emissioni non superino i limiti fissati dal documento di classificazione acustica comunale, la documentazione di impatto acustico potrà essere resa con una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà.
 
La natura delle attività svolte diventa rilevante anche per lo smaltimento delle acque reflue. Nel caso in cui non si siano verificati cambiamenti rispetto alle precedenti autorizzazioni, la bozza prevede semplificazioni per il loro rinnovo. Il testo stabilisce inoltre un ricorso più esteso all’autocertificazione.
 
La seconda bozza regola invece lo snellimento delle procedure per la prevenzione degli incendi, che pesa per 1,4 miliardi annui sulle casse delle Pmi. Il decreto distingue tre tipologie di attività in funzione delle percentuali di rischio. Allo stesso tempo lega gli adempimenti, necessari per la prevenzione, alla valutazione dei progetti e alle esigenze di tutela degli interessi pubblici.
 
Per i settori meno rischiosi, quindi, non sarà più necessario il parere di conformità. I progetti relativi a queste attività dovranno essere presentati contestualmente alla Scia.
 
I controlli saranno sempre effettuati entro 60 giorni solo sulle attività più rischiose. Per le altre diventerà operativo il metodo a campione.

Secondo il Ministro Brunetta, i nuovi orientamenti saranno operativi prima dell'estate. Al termine della riunione del CdM, il Ministro per la Semplificazione ha annunciato che le attività di sblurocratizzazione seguiranno nei prossimi mesi con interventi nel settore degli appalti e della sicurezza sul lavoro.
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