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Marche, il Consiglio di Stato boccia l’albo dei certificatori

Marche, il Consiglio di Stato boccia l’albo dei certificatori

Accolta la richiesta degli ingegneri; sospesi gli atti in materia di certificazione energetica

Vedi Aggiornamento del 27/09/2011
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 27/09/2011
14/06/2011 - Il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta degli ingegneri marchigiani di sospendere i provvedimenti della Regione Marche in materia di certificazione energetica degli edifici.
 
Ribaltando una precedente ordinanza del Tar Marche, secondo il quale non c’erano le condizioni di interesse ad agire da parte degli ingegneri, i giudici di Palazzo Spada hanno dato ragione alla Federazione regionale degli ingegneri delle Marche che nel 2010 aveva chiesto l’annullamento delle Delibere di Giunta 359/2010, 361/2010, 1141/2009, 1499/2009, 760/2009. Si tratta dei provvedimenti con i quali la Regione Marche ha definito le procedure per la certificazione della sostenibilità energetico-ambientale degli edifici e istituito l’albo dei certificatori.
 
Gli ingegneri fanno sapere di non essere contrari alla formazione professionale, che anzi promuovono costantemente tramite gli Ordini, ma di ritenere ingiusta e illegittima l’istituzione di un elenco specifico di certificatori, al quale possono iscriversi anche figure sprovviste delle conoscenze e delle competenze necessarie a svolgere l’attività di certificatore. Conoscenze e competenze che - spiegano - agli ingegneri derivano dal curriculum di studi e che sono assegnate loro per legge a livello nazionale.

“Finalmente è l’autorevole voce del Consiglio di Stato che, ribaltando l’Ordinanza del TAR Marche, fa chiarezza sulla questione certificazione energetica ed accoglie la nostra tesi, annullando gli atti regionali poiché chiaramente lesivi della nostra professione”. Questo il commento del Presidente della Federazione degli Ordini degli Ingegneri delle Marche, Pasquale Ubaldi.
 
Resta ancora aperta la questione dell’illegittimità della Legge regionale sulla quale dovrà esprimersi invece la Corte Costituzionale alla quale il TAR Marche ha rimesso gli atti, poiché crea di fatto una nuova figura professionale, competenza questa unicamente dello Stato e non delle Regioni.
 
“Ribadiamo la nostra disponibilità - conclude Ubaldi - ad un confronto sempre più aperto con la Regione per costruire norme regionali rispettose del quadro normativo nazionale, che contemperino la necessità di formare tecnici adeguatamente preparati con il rispetto della professione e delle competenze assegnate per legge a livello nazionale”.
 
Ricordiamo che la questione dell’albo regionale dei certificatori energetici è stato al centro dello scontro fra professionisti ed Enti locali anche in altre Regioni (Piemonte, Puglia).
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