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Piano Città, definiti i contenuti per l’apertura più veloce dei cantieri

Piano Città, definiti i contenuti per l’apertura più veloce dei cantieri

Già pronti 230 milioni di euro non utilizzati in precedenti e analoghi programmi urbani

Vedi Aggiornamento del 12/06/2012
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 12/06/2012
24/05/2012 - Riqualificazione delle aree urbane degradate e sviluppo delle città come motore per il settore edile. Possibile con il “Piano Sviluppo Città” e il contratto di valorizzazione urbana, presenti all’interno delle misure d’urgenza in materia di infrastrutture e trasporti, che potrebbero essere varate dal prossimo Consiglio dei Ministri.
 
Secondo lo schema di decreto, al momento allo studio del Governo, i programmi di riqualificazione e sviluppo sono proposti dai Comuni ad una cabina di regia, che accorda i finanziamenti in base a valutazioni sugli effetti economici e sociali degli interventi.
 
Procedure per il finanziamento degli interventi di recupero
I Comuni inviano alla Cabina di regia proposte di interventi per la valorizzazione di aree urbane degradate indicando i finanziamenti necessari, i soggetti interessati, le eventuali premialità urbanistiche e i tempi per la realizzazione.
 
La cabina di regia seleziona le proposte in base all’immediata cantierabilità dell’intervento, alla capacità di attivare un effetto moltiplicatore del finanziamento pubblico nei confronti degli investimenti privati, nonché alla possibilità di risolvere i fenomeni di tensione abitativa, migliorare la dotazione infrastrutturale e valorizzare il patrimonio immobiliare e ambientale.
 
La cabina di regia è istituita con decreto dal Ministro delle Infrastrutture dopo aver predisposto il piano nazionale per lo sviluppo delle città. È composta da due rappresentanti del Ministero delle infrastrutture, uno del Ministero dell’Economia, uno dello Sviluppo economico e uno dell’Istruzione e dell’Ambiente. È prevista la partecipazione alla cabina di regia anche di Agenzia del demanio, Cassa depositi e prestiti, Conferenza delle Regioni, Anci e Fondo Investimenti per l’Abitare.
 
Fondo Piano Città e risorse disponibili
Come si legge nella relazione, il nuovo strumento di programmazione mira a coordinare, razionalizzare e velocizzare gli interventi isolati, come la costruzione di parcheggi, alloggi e scuole, snellire le procedure e coinvolgere gli investitori privati. Per questo è prevista l’istituzione di un apposito Fondo per l’attuazione del Piano sviluppo città, in cui confluiscono le risorse non utilizzate o provenienti da revoche, derivanti dai programmi di edilizia di competenza del Ministero delle infrastrutture, che dalle stime del Dicastero ammontano a circa 230 milioni di euro.

Sul totale della disponibilità di risorse, 219,5 milioni di euro derivano da fondi già destinati all’attuazione del piano nazionale di edilizia abitativa ai sensi del DL 112/2008. Altri 4,5 milioni derivano da programmi di recupero urbano finanziati dalla Legge 662/1996, mentre 5 milioni sono recuperati da programmi sperimentali previsti dalla Legge 457/1978. Ulteriori risorse potranno infine rendersi disponibili con altre revoche o economie relative ai programmi innovativi in ambito urbano finanziati dalle Leggi 338/2000 e 21/2001.
 
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