
Terremoto Emilia: verificati 6.736 edifici, il 37% è agibile
AMBIENTE
Terremoto Emilia: verificati 6.736 edifici, il 37% è agibile
Protezione Civile e tecnici al lavoro per la valutazione di agibilità in emergenza post-sismica
Vedi Aggiornamento
del 27/06/2012
13/06/2012 - Nelle zone dell’Emilia colpite dal sisma le strutture già controllate sono 6.323: di queste, 2.392 sono state classificate agibili, 1.081 temporaneamente inagibili ma agibili con provvedimenti di pronto intervento, 356 parzialmente inagibili, 84 temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimenti, 2.072 inagibili e 338 inagibili per rischio esterno.
In Lombardia, invece, le strutture finora controllate sono 413. Di queste, 119 sono state classificate agibili, 82 temporaneamente inagibili ma agibili con provvedimenti di pronto intervento, 36 parzialmente inagibili, 14 temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimenti, 142 inagibili e 20 inagibili per rischio esterno.
In totale, dunque, nelle due Regioni sono stati verificati 6.736 edifici; di questi circa il 37% sono stati classificati agibili, il 17% temporaneamente inagibili ma agibili con provvedimenti di pronto intervento, il 6% parzialmente inagibili, il 2% temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimenti, il 33% inagibili e il 5% inagibili per rischio esterno.
I dati sono stati diffusi ieri dalla Protezione Civile che sta coordinando senza sosta i sopralluoghi di valutazione dell’agibilità post-sismica svolti, con la scheda Aedes, da squadre di rilevatori in edifici pubblici e privati nell’area colpita dal terremoto.
Le squadre, composte da tecnici della Protezione Civile Nazionale, prevalentemente appartenenti al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, alle Regioni, agli Enti locali, alle Università dell’Emilia Romagna e agli Atenei che operano nell’ambito della rete di laboratori di ingegneria sismica (ReLUIS), sono coadiuvate da geometri, architetti e ingegneri formati con corsi specifici secondo precedenti protocolli d’intesa siglati con i rispettivi Consigli nazionali.
La Protezione Civile ricorda che la valutazione di agibilità in emergenza post-sismica è una valutazione temporanea e speditiva, cioè formulata sulla base di un giudizio esperto e condotta in tempi limitati, in base alla semplice analisi visiva ed alla raccolta di informazioni facilmente accessibili, volta a stabilire se, in presenza di una crisi sismica in atto, i cittadini possano utilizzare gli edifici colpiti dal terremoto restando ragionevolmente protetti dal rischio di gravi danni.
Per la certificazione di agibilità sismica occorre seguire la procedura indicata dal DL 74/2012, che prevede una una verifica di sicurezza delle strutture eseguita da un professionista abilitato (leggi tutto).
Foto tratta da: protezionecivile.gov.it
In Lombardia, invece, le strutture finora controllate sono 413. Di queste, 119 sono state classificate agibili, 82 temporaneamente inagibili ma agibili con provvedimenti di pronto intervento, 36 parzialmente inagibili, 14 temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimenti, 142 inagibili e 20 inagibili per rischio esterno.
In totale, dunque, nelle due Regioni sono stati verificati 6.736 edifici; di questi circa il 37% sono stati classificati agibili, il 17% temporaneamente inagibili ma agibili con provvedimenti di pronto intervento, il 6% parzialmente inagibili, il 2% temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimenti, il 33% inagibili e il 5% inagibili per rischio esterno.
I dati sono stati diffusi ieri dalla Protezione Civile che sta coordinando senza sosta i sopralluoghi di valutazione dell’agibilità post-sismica svolti, con la scheda Aedes, da squadre di rilevatori in edifici pubblici e privati nell’area colpita dal terremoto.
Le squadre, composte da tecnici della Protezione Civile Nazionale, prevalentemente appartenenti al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, alle Regioni, agli Enti locali, alle Università dell’Emilia Romagna e agli Atenei che operano nell’ambito della rete di laboratori di ingegneria sismica (ReLUIS), sono coadiuvate da geometri, architetti e ingegneri formati con corsi specifici secondo precedenti protocolli d’intesa siglati con i rispettivi Consigli nazionali.
La Protezione Civile ricorda che la valutazione di agibilità in emergenza post-sismica è una valutazione temporanea e speditiva, cioè formulata sulla base di un giudizio esperto e condotta in tempi limitati, in base alla semplice analisi visiva ed alla raccolta di informazioni facilmente accessibili, volta a stabilire se, in presenza di una crisi sismica in atto, i cittadini possano utilizzare gli edifici colpiti dal terremoto restando ragionevolmente protetti dal rischio di gravi danni.
Per la certificazione di agibilità sismica occorre seguire la procedura indicata dal DL 74/2012, che prevede una una verifica di sicurezza delle strutture eseguita da un professionista abilitato (leggi tutto).
Foto tratta da: protezionecivile.gov.it