
Capannoni industriali, guida alla progettazione antisismica
PROGETTAZIONE
Capannoni industriali, guida alla progettazione antisismica
Presentato il Documento redatto da Protezione Civile, Reluis, CNI e Assobeton
Vedi Aggiornamento
del 18/06/2013
21/06/2012 - Sono state presentate ieri le “Linee di indirizzo per interventi locali e globali su edifici industriali monopiano non progettati con criteri antisismici”.
Il documento è stato redatto dal gruppo di lavoro “Agibilità sismica dei Capannoni Industriali”, composto da rappresentanti di Protezione Civile, Reluis, Consiglio Nazionale degli Ingegneri e ASSOBETON, in collaborazione con la Federazione Regionale Ordini Ingegneri dell’Emilia Romagna.
Il documento - si legge nella premessa - ha la finalità di fornire le conoscenze più avanzate e indicare un percorso operativo per combinare l’esigenza di sicurezza a breve termine - agibilità sismica - con quelle a medio lungo termine - miglioramento e/o adeguamento sismico, nel rispetto delle NTC 2008 e della relativa Circolare 617 del 2 febbraio 2009.
Esso può rappresentare - prosegue la premessa - un supporto per i tecnici operanti sul patrimonio costruito prefabbricato nell’impostazione, nel pieno e assoluto rispetto dell’autonomia e della titolarità delle scelte progettuali, di un percorso coerente con il quadro normativo vigente e finalizzato a restituire alla collettività piani di intervento sostenibili sotto il profilo economico e sociale, nonché compatibili con le esigenze di sicurezza e di operatività in una fase di emergenza sismica, e più in generale certamente anche nell’ambito di azioni di prevenzione del rischio sismico, in quelle aree del paese soggette a riclassificazione sismica effettuata in tempi recenti.
Alla presentazione, tenutasi ieri pomeriggio a Bologna, sono intervenuti il Presidente di Reluis, Gaetano Manfredi, il Capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, il Direttore dell’Ufficio Valutazione, prevenzione e mitigazione del rischio sismico della Protezione Civile, Mauro Dolce, il Presidente del Consiglio nazionale degli Ingegneri, Armando Zambrano.
“Si tratta in sintesi - ha affermato Zambrano - di provvedimenti necessari per evitare il ribaltamento delle fondazioni, per incrementare la resistenza delle sezioni di base, garantire la tenuta delle azioni sismiche dell'accoppiamento trave pilastro, assicurare il mantenimento in servizio dei pannelli di tamponamento, garantire la stabilità delle scaffalature. Un contributo, quindi, non esaustivo né prescrittivo all'azione del progettista, chiamato a risolvere una serie di problemi”.
“Su 12 milioni di edifici, di cui 11 milioni e 200mila residenziali e 800mila con altre destinazioni, solo 1 milione e 300mila rispettano i criteri antisismici, come prescrive la nuova norma, la 3274/2003 - ha dichiarato Fabio Bonfà, Vice Presidente del CNI. Da qui la proposta degli ingegneri di dotarsi, per un'efficiente politica antisismica, del Fascicolo del Fabbricato, una vera e propria carta d’identità del nostro patrimonio urbanistico. “Prima ancora di una scelta politica - ha sottolineato Bonfà - si tratta di un fattore culturale. Se si considera che negli ultimi quarant’anni sono stati spesi 145 miliardi di euro per le varie ricostruzioni, senza tenere conto dei costi indiretti in termini di mancata produttività, infortuni, inabilità e quant’altro, siamo di fronte a risorse che sarebbero potute essere utilizzate per la prevenzione piuttosto che per la ricostruzione.”
Ed il valore della prevenzione è stato sottolineato anche da Felice Monaco, Coordinatore della Federazione degli Ingegneri dell'Emilia Romagna, sostenendo che questa “deve diventare la stella polare per quanto riguarda l’affermazione di una cultura del terremoto per fare comprendere come sia fondamentale, per i cittadini, convivere in sicurezza con i fenomeni sismici, viste le caratteristiche del nostro Paese”.
Guarda la registrazione degli interventi
Durante il convegno il Presidente del CNI, Armando Zambrano, ha voluto ricordare con un minuto di silenzio le 27 vittime del sisma, tra cui l'ingegnere modenese Gianni Bignardi, deceduto a causa del crollo del capannone dell'azienda Meta di San Felice sul Panaro.
Foto tratta da: Report dei sopralluoghi del 23 e 28 maggio 2012 di ReLUIS
Il documento è stato redatto dal gruppo di lavoro “Agibilità sismica dei Capannoni Industriali”, composto da rappresentanti di Protezione Civile, Reluis, Consiglio Nazionale degli Ingegneri e ASSOBETON, in collaborazione con la Federazione Regionale Ordini Ingegneri dell’Emilia Romagna.
Il documento - si legge nella premessa - ha la finalità di fornire le conoscenze più avanzate e indicare un percorso operativo per combinare l’esigenza di sicurezza a breve termine - agibilità sismica - con quelle a medio lungo termine - miglioramento e/o adeguamento sismico, nel rispetto delle NTC 2008 e della relativa Circolare 617 del 2 febbraio 2009.
Esso può rappresentare - prosegue la premessa - un supporto per i tecnici operanti sul patrimonio costruito prefabbricato nell’impostazione, nel pieno e assoluto rispetto dell’autonomia e della titolarità delle scelte progettuali, di un percorso coerente con il quadro normativo vigente e finalizzato a restituire alla collettività piani di intervento sostenibili sotto il profilo economico e sociale, nonché compatibili con le esigenze di sicurezza e di operatività in una fase di emergenza sismica, e più in generale certamente anche nell’ambito di azioni di prevenzione del rischio sismico, in quelle aree del paese soggette a riclassificazione sismica effettuata in tempi recenti.
Alla presentazione, tenutasi ieri pomeriggio a Bologna, sono intervenuti il Presidente di Reluis, Gaetano Manfredi, il Capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, il Direttore dell’Ufficio Valutazione, prevenzione e mitigazione del rischio sismico della Protezione Civile, Mauro Dolce, il Presidente del Consiglio nazionale degli Ingegneri, Armando Zambrano.
“Si tratta in sintesi - ha affermato Zambrano - di provvedimenti necessari per evitare il ribaltamento delle fondazioni, per incrementare la resistenza delle sezioni di base, garantire la tenuta delle azioni sismiche dell'accoppiamento trave pilastro, assicurare il mantenimento in servizio dei pannelli di tamponamento, garantire la stabilità delle scaffalature. Un contributo, quindi, non esaustivo né prescrittivo all'azione del progettista, chiamato a risolvere una serie di problemi”.
“Su 12 milioni di edifici, di cui 11 milioni e 200mila residenziali e 800mila con altre destinazioni, solo 1 milione e 300mila rispettano i criteri antisismici, come prescrive la nuova norma, la 3274/2003 - ha dichiarato Fabio Bonfà, Vice Presidente del CNI. Da qui la proposta degli ingegneri di dotarsi, per un'efficiente politica antisismica, del Fascicolo del Fabbricato, una vera e propria carta d’identità del nostro patrimonio urbanistico. “Prima ancora di una scelta politica - ha sottolineato Bonfà - si tratta di un fattore culturale. Se si considera che negli ultimi quarant’anni sono stati spesi 145 miliardi di euro per le varie ricostruzioni, senza tenere conto dei costi indiretti in termini di mancata produttività, infortuni, inabilità e quant’altro, siamo di fronte a risorse che sarebbero potute essere utilizzate per la prevenzione piuttosto che per la ricostruzione.”
Ed il valore della prevenzione è stato sottolineato anche da Felice Monaco, Coordinatore della Federazione degli Ingegneri dell'Emilia Romagna, sostenendo che questa “deve diventare la stella polare per quanto riguarda l’affermazione di una cultura del terremoto per fare comprendere come sia fondamentale, per i cittadini, convivere in sicurezza con i fenomeni sismici, viste le caratteristiche del nostro Paese”.
Guarda la registrazione degli interventi
Durante il convegno il Presidente del CNI, Armando Zambrano, ha voluto ricordare con un minuto di silenzio le 27 vittime del sisma, tra cui l'ingegnere modenese Gianni Bignardi, deceduto a causa del crollo del capannone dell'azienda Meta di San Felice sul Panaro.
Foto tratta da: Report dei sopralluoghi del 23 e 28 maggio 2012 di ReLUIS