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Toscana, nuove regole per i centri commerciali

Toscana, nuove regole per i centri commerciali

Pianificazione sovracomunale, riutilizzo di strutture esistenti e valutazione della sostenibilità

Vedi Aggiornamento del 27/11/2012
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 27/11/2012
27/09/2012 - Pianificazione sovracomunale delle grandi strutture di vendita, con priorità al riutilizzo delle strutture già esistenti; nuovi criteri di valutazione della sostenibilità; perequazione degli oneri di urbanizzazione a livello intercomunale.
 
Sono questi gli aspetti principali del disegno di legge approvato due giorni fa dal Consiglio regionale della Toscana, che modifica le leggi regionali 28/2005 (Codice del commercio) e 1/2005 sul governo del territorio, in attuazione delle norme di liberalizzazione del commercio introdotte dal decreto Salva Italia.
 
Per quanto riguarda l’apertura delle grandi strutture di vendita, le previsioni di insediamento sono consentite solo se sostenibili a livello di ambito sovracomunale e, nel caso di nuova edificazione, se non sussistano alternative di riutilizzazione e riorganizzazione degli insediamenti e delle infrastrutture esistenti. Per effettuare tale verifica, il Comune convocherà una conferenza di pianificazione con i Comuni appartenenti all’ambito sovracomunale, la Regione, la Provincia e i Comuni confinanti che ricadono in un altro ambito sovracomunale.
 
La conferenza deve verificare che le previsioni siano coerenti con il Piano di Indirizzo Territoriale (PIT). Infatti, con le modifiche apportate dal nuovo ddl alla Lr 1/2005, il PIT conterrà le prescrizioni e gli indirizzi per la pianificazione territoriale in questo settore. A tali prescrizioni le Province e i Comuni dovranno conformarsi nei loro strumenti di pianificazione territoriale e negli atti di governo del territorio.
 
Riguardo alla fase decisionale della conferenza di pianificazione, il parere negativo della Regione avrà un effetto vincolante e, a seguito della verifica, potranno essere formulate misure di mitigazione e compensazione delle previsioni e specifiche prescrizioni. Analogo potere vincolante del parere regionale è previsto, per gli insediamenti superiori ai 5000 metri quadrati, in sede di conferenza dei servizi la quale, una volta localizzata la previsione, dovrà valutare il progetto.
 
Fra i criteri di verifica della sostenibilità ambientale, vi è l’incidenza sulla permanenza degli esercizi commerciali di prossimità nelle aree più scarsamente popolate (anche per scongiurare il rischio dei “food desert”), e sui caratteri specifici dei centri storici, al fine di garantire la permanenza delle attività commerciali di interesse storico, di tradizione e di tipicità.
 
“Queste modifiche alla LR 1/2005 - ha affermato l’assessore al governo del territorio Anna Marson - che hanno purtroppo rallentato la revisione complessiva della legge per l’impegno che hanno comportato per i nostri uffici (sia della stesura iniziale che del lavoro in commissione), anticipano alcune innovazioni significative che pensiamo di generalizzare anche nella disciplina di altre trasformazioni del territorio. Accolgo quindi con soddisfazione il plauso di numerose componenti del consiglio rispetto ad esse, e mi auguro che la discussione prosegua prossimamente in modo altrettanto collaborativo sulla modifica più organica alla legge sul governo del territorio”.
 
Una legge analoga è stata varata lo scorso anno dalla Regione Puglia: secondo il regolamento approvato dalla Giunta, le nuove grandi strutture di vendita dovranno essere a impatto zero (leggi tutto).
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