Professionisti e Irap, irrilevante l’alto reddito
29/10/2012 - L’ammontare dei compensi percepiti dal professionista è irrilevante per determinare se il reddito è assoggettabile ad Irap. Al contrario, per capire se il tributo è dovuto, è necessario accertare l’autonoma organizzazione.
È arrivata a queste conclusioni la Commissione Tributaria regionale di Roma, che con la sentenza 518/2012 si è pronunciata sul caso di un ingegnere, che dopo essersi visto addebitare l’imposta aveva fatto domanda di rimborso.
La richiesta di rimborso era stata motivata con l’assenza del requisito di autonoma organizzazione. L’attività dell’ingegnere era infatti stata svolta in forma individuale, senza dipendenti o collaboratori, e prevalentemente presso la sede del committente data la delicatezza delle operazioni.
A detta del Fisco, invece, l’autonoma organizzazione poteva essere rilevata dagli alti compensi, nonché dalle spese strumentali e da quelle di rappresentanza.
Valutando gli elementi disponibili, la Commissione tributaria ha dato ragione al professionista, affermando che questi aveva pagato un tributo non dovuto.
Per avvalorare la sua posizione, la Commissione tributaria ha citato altre pronunce della Corte Costituzionale. In base alle quali l’autonoma organizzazione per esistere necessita di personale, beni strumentali e mezzi finanziari per potenziarla.
La Commissioneha inoltre sottolineato che la ricchezza prodotta dall’impiego di facoltà mentali, attitudini e spirito di iniziativa costituisce profitto derivante dalla capacità del professionista. Essendo già tassati con l’Irpef, i profitti non possono quindi essere sottoposti ad altra imposta.