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Federcostruzioni: sistema al collasso, la crisi non si arresta

Federcostruzioni: sistema al collasso, la crisi non si arresta

Chiesto un piano efficace per salvare un settore che occupa 3 milioni di addetti

Vedi Aggiornamento del 07/08/2013
Vedi Aggiornamento del 07/08/2013
23/05/2013 - 19 trimestri consecutivi di calo della produzione nelle costruzioni e quasi il 50% di compravendite in meno stanno avendo ripercussioni gravissime su tutta la filiera che ha già perso 550 mila posti di lavoro.
 
Un pesantissimo grido d’allarme quello lanciato dal Direttivo di Federcostruzioni riunito ieri a Roma.
 
Secondo le imprese che rappresentano tutta la filiera dell’industria delle costruzioni, con gli oltre 80 settori collegati e un giro di affari di 373 miliardi all’anno, i dati evidenziati dall’Istat e analizzati dall’Ance nell’ultimo rapporto congiunturale rappresentano un settore al collasso con una caduta che non accenna a diminuire, anzi negli ultimi mesi ha ripreso a correre.
 
“Il Governo dica subito se vuole mettere in campo un piano efficace per salvare un settore che occupa circa 3 milioni di addetti in Italia e può fare molto per far ripartire l’economia”, commenta il Presidente di  Federcostruzioni Paolo Buzzetti.
 
“Oltre a rivedere l’Imu è necessario introdurre misure a sostegno dei mutui per le giovani coppie, rendere strutturali gli incentivi per la riqualificazione degli edifici - dall'energia ai mobili - e dare avvio a un concreto piano nazionale di ammodernamento degli edifici pubblici a partire dalle scuole, e di messa in sicurezza del territorio”. Sono cose che “vanno fatte subito nei primi cento giorni o potrebbe essere troppo tardi”, conclude Buzzetti.


Fonte:   Ufficio stampa Federcostruzioni
 
 
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