
Appalti, il Durc deve essere regolare per tutta la procedura di gara
LAVORI PUBBLICI
Appalti, il Durc deve essere regolare per tutta la procedura di gara
La possibilità di sanatoria entro 15 giorni data dal DL Fare vale solo per la richiesta degli sgravi fiscali
Vedi Aggiornamento
del 17/03/2015
19/06/2014 - Il Durc deve risultare regolare per tutta la durata della procedura di gara fin dal momento della presentazione della domanda di partecipazione. Lo ha chiarito il Tar Campania, che con la sentenza 3334/2014 ha spiegato come opera la sanatoria del Documento unico di regolarità contributiva prevista dalla Legge del Fare.
La Legge del Fare 98/2013 prevede che gli enti preposti al rilascio del Durc, nel caso in cui riscontrino delle mancanze, possono invitare l’interessato a regolarizzare la sua posizione entro quindici giorni.
Si tratta di un’agevolazione per gli operatori del settore, che prima di subire un diniego hanno la possibilità di mettersi in regola.
A detta del Tar Campania, però, questa chance non è sempre valida, ma si riferisce solo al Durc rilasciato per il riconoscimento di sgravi contributivi all’impresa.
Al contrario, ha affermato il Tar, nel caso in cui si debbano verificare i requisiti per la partecipazione ad una gara d’appalto, gli enti preposti non possono concedere all’interessato i quindici giorni per la regolarizzazione della sua posizione contributiva. La regolarità deve infatti risultare dal momento della presentazione della domanda ed essere conservata per tutta la procedura di selezione.
Se così non fosse, puntualizza il Tar, ci si porrebbe in contrapposizione rispetto al Codice Appalti, in base al quale il Durc deve essere regolare dal momento della presentazione della domanda fino alla stipula del contratto dopo l’aggiudicazione della gara.
Ma non solo, perché secondo i giudici amministrativi, se si concedesse la possibilità di regolarizzare la propria posizione contributiva non verrebbe tutelato l’interesse pubblico, che prevede la scelta di un contraente affidabile e non di un’impresa irregolare che può successivamente sanare la sua posizione.
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La Legge del Fare 98/2013 prevede che gli enti preposti al rilascio del Durc, nel caso in cui riscontrino delle mancanze, possono invitare l’interessato a regolarizzare la sua posizione entro quindici giorni.
Si tratta di un’agevolazione per gli operatori del settore, che prima di subire un diniego hanno la possibilità di mettersi in regola.
A detta del Tar Campania, però, questa chance non è sempre valida, ma si riferisce solo al Durc rilasciato per il riconoscimento di sgravi contributivi all’impresa.
Al contrario, ha affermato il Tar, nel caso in cui si debbano verificare i requisiti per la partecipazione ad una gara d’appalto, gli enti preposti non possono concedere all’interessato i quindici giorni per la regolarizzazione della sua posizione contributiva. La regolarità deve infatti risultare dal momento della presentazione della domanda ed essere conservata per tutta la procedura di selezione.
Se così non fosse, puntualizza il Tar, ci si porrebbe in contrapposizione rispetto al Codice Appalti, in base al quale il Durc deve essere regolare dal momento della presentazione della domanda fino alla stipula del contratto dopo l’aggiudicazione della gara.
Ma non solo, perché secondo i giudici amministrativi, se si concedesse la possibilità di regolarizzare la propria posizione contributiva non verrebbe tutelato l’interesse pubblico, che prevede la scelta di un contraente affidabile e non di un’impresa irregolare che può successivamente sanare la sua posizione.
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