
Terre da scavo, le Regioni non possono semplificare il riutilizzo
Condividi
NORMATIVA
Terre da scavo, le Regioni non possono semplificare il riutilizzo
La Corte Costituzionale bacchetta il Veneto: il reimpiego dei materiali estratti deve essere uniforme
Vedi Aggiornamento
del 22/03/2017
Vedi Aggiornamento del 22/03/2017
15/10/2014 - La gestione delle terre e rocce da scavo è una materia statale e le Regioni non possono introdurre semplificazioni normative. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale, che con la sentenza 232/2014 ha dichiarato illegittima la Delibera 179/2013 del Veneto.
La delibera del Veneto aveva previsto una serie di semplificazioni per i piccoli cantieri, dai quali venivano estratte terre e rocce in quantità inferiori a 6 mila metri cubi.
Secondo il legislatore regionale, le procedure previste dal DM 161/2012 sull’utilizzo delle terre e rocce da scavo erano troppo complicate e non idonee per le attività dei piccoli cantieri, per i quali gli addetti ai lavori avevano già chiesto iter più snelli.
La norma regionale è stata però impugnata perché avrebbe invaso l’esclusiva competenza dello Stato in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema.
Come già affermato per altre disposizioni regionali, poi dichiarate illegittime, la Corte Costituzionale ha confermato l’impugnativa ribadendo che le procedure per lo smaltimento e il riutilizzo delle terre da scavo devono essere regolate dallo Stato per garantire livelli di tutela uniformi sul territorio nazionale e che alle Regioni non è riservata nessuna competenza residua.
La Corte Costituzionale ha inoltre ricordato che le esigenze di semplificazione per i piccoli cantieri sono state accolte a livello nel DL 69/2013, in base al quale i materiali estratti dai piccoli cantieri possono essere utilizzati come sottoprodotti a condizione che rispettino determinati requisiti.
Dal momento che la norma statale ha regolato la questione, la Corte Costituzionale ha dichiarato esauriti gli effetti della delibera, che è stata quindi annullata.
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Twitter e Google+
La delibera del Veneto aveva previsto una serie di semplificazioni per i piccoli cantieri, dai quali venivano estratte terre e rocce in quantità inferiori a 6 mila metri cubi.
Secondo il legislatore regionale, le procedure previste dal DM 161/2012 sull’utilizzo delle terre e rocce da scavo erano troppo complicate e non idonee per le attività dei piccoli cantieri, per i quali gli addetti ai lavori avevano già chiesto iter più snelli.
La norma regionale è stata però impugnata perché avrebbe invaso l’esclusiva competenza dello Stato in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema.
Come già affermato per altre disposizioni regionali, poi dichiarate illegittime, la Corte Costituzionale ha confermato l’impugnativa ribadendo che le procedure per lo smaltimento e il riutilizzo delle terre da scavo devono essere regolate dallo Stato per garantire livelli di tutela uniformi sul territorio nazionale e che alle Regioni non è riservata nessuna competenza residua.
La Corte Costituzionale ha inoltre ricordato che le esigenze di semplificazione per i piccoli cantieri sono state accolte a livello nel DL 69/2013, in base al quale i materiali estratti dai piccoli cantieri possono essere utilizzati come sottoprodotti a condizione che rispettino determinati requisiti.
Dal momento che la norma statale ha regolato la questione, la Corte Costituzionale ha dichiarato esauriti gli effetti della delibera, che è stata quindi annullata.
Segui la nostra redazione anche su Facebook, Twitter e Google+
Norme correlate
Sentenza 10/10/2014 n.232
Corte Costituzionale – Impugnazione Delibera della Giunta della Regione Veneto 11/02/2013, n. 179
Decreto Legge 21/06/2013 n.69
Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia (Decreto Fare)
Regolamento 11/02/2013 n.179
Regione Veneto - Procedure operative per la gestione delle terre e rocce da scavo per i quantitativi indicati all'articolo 266, comma 7, del D.lgs. n. 152/2006 e s.m.i. Riferimento Delibera n. 9/CR del 21.01.2013
Decreto Ministeriale 10/08/2012 n.161
Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare - Regolamento recante la disciplina dell'utilizzazione delle terre e rocce da scavo
Notizie correlate

NORMATIVA Terre da scavo, le procedure per il riutilizzo

NORMATIVA Terre da scavo, Parlamento: ‘non abbassare i livelli consentiti di amianto’

NORMATIVA Terre da scavo, Ance: il nuovo decreto non incentiva il riutilizzo

NORMATIVA Terre da scavo, le semplificazioni sull’amianto non convincono il Consiglio di Stato

NORMATIVA Terre da scavo, nuovo via libera al decreto per il riutilizzo

NORMATIVA Terre da scavo, pronto il nuovo decreto per il riutilizzo

AMBIENTE Ispra: il riutilizzo delle terre da scavo riduce i rifiuti in edilizia

NORMATIVA Terre da scavo, per trasportarle basta una comunicazione giornaliera

NORMATIVA Terre da scavo, se contaminate sono rifiuti
NORMATIVA Terre da scavo, in arrivo semplificazioni per i piccoli cantieri
NORMATIVA Terre da scavo, le Regioni non possono semplificarne l'uso
TECNOLOGIE Terre e rocce, anche la Valle d’Aosta ne disciplina la gestione
GEOTECNICA Terre e rocce, l’Umbria presenta il regolamento per i piccoli cantieri
TECNOLOGIE Liguria, disciplinata la gestione di terre e rocce da scavo
NORMATIVA Terre e rocce, il Veneto disciplina la gestione nei piccoli cantieri
NORMATIVA Terre da scavo, l’Ance chiarisce i dubbi
NORMATIVA Terre da scavo, Ance: subito le norme per piccoli cantieri
NORMATIVA Terre da scavo, in Gazzetta Ufficiale le regole definitive
Altre Notizie