
Partite Iva: ingegneri contrari al nuovo regime fiscale dei minimi
PROFESSIONE
Partite Iva: ingegneri contrari al nuovo regime fiscale dei minimi
Zambrano, CNI: colpiti i professionisti a basso reddito, già in grave difficoltà. Critiche anche da InarSind
Vedi Aggiornamento
del 10/03/2015
05/12/2014 - Se il Senato non interverrà con nuove modifiche, dal 2015 la soglia di reddito che determina l’applicazione del regime fiscale dei minimi per i professionisti scenderà dagli attuali 30mila a 15mila euro.
Il testo della Legge di Stabilità 2015 approvato lo scorso 30 novembre dalla Camera prevede infatti, per i professionisti con ricavi fino a 15 mila euro, un’imposta forfettaria al 15% (a fronte dell’attuale 5%), senza limiti né di età né temporali (oggi si può usufruire della minore tassazione per 5 anni e fino al 35° anno di età).
Contrario ai ‘nuovi minimi’ il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, secondo il quale, con le nuove condizioni “si riduce drasticamente la possibilità per molti professionisti a basso reddito e fortemente provati dalla crisi di usufruire di un regime fiscale agevolato, contravvenendo allo spirito stesso con cui queste misure erano state pensate.
Inoltre, secondo alcune simulazioni del Centro Studi del CNI, in determinate situazioni il nuovo regime dei minimi risulta non avere alcuna convenienza rispetto a quello ordinario.
“Modificare il regime dei minimi - afferma Armando Zambrano, Presidente del CNI - è un segno del totale distacco tra classe politica e mondo del lavoro. Nel momento in cui il sistema delle professioni registra un drammatico calo dei ricavi, soprattutto tra i professionisti più giovani e meglio formati, si tagliano alcune agevolazioni fiscali proprio a chi è in difficoltà”.
“Ingegneri e professionisti - prosegue Zambrano - vedono ridursi drasticamente un’agevolazione fiscale che ha un’incidenza minima sul bilancio dello Stato. Al tempo stesso, il Governo stanzia risorse per rifinanziare il bonus di 80 euro per i dipendenti pubblici, prevede un taglio dell’Irap alle imprese, oltre alle agevolazioni per il contributo dei minimi per artigiani e commercianti”.
“Il CNI - conclude Zambrano - esprime tutto il proprio dissenso rispetto a questo provvedimento, ora in esame al Senato. Ancora una volta cercheremo di fare sentire la nostra voce. Il lavoro professionale è una parte importante dell’economia di questo Paese e deve essere incentivato, non mortificato”.
Per la CGIA di Mestre “il provvedimento snatura interamente lo spirito iniziale della legge, il cui obiettivo era quello sostenere l’imprenditoria giovanile, nonché tutte quelle categorie particolarmente penalizzate dalla crisi e che non hanno altro modo di lavorare se non quello di aprirsi la Partita Iva”.
Alla protesta contro i ‘nuovi minimi’ si associa InarSind, il Sindacato degli Ingegneri e Architetti Liberi Professionisti. “Il Governo ha deciso di dichiarare guerra ai professionisti, e in particolare ai giovani che si affacciano al mondo del lavoro garantendo professionalità e servizi, ma che faticano a campare. Se la Legge di Stabilità non cambia, per loro sarà impossibile lavorare” - dichiara il Presidente Salvo Garofalo
Secondo InarSind, quella del Governo “è una scelta ottusa perché fino a oggi le Partite Iva agevolate hanno garantito a chi lavora in settori difficili, colpiti dalla crisi, di restare a galla. Così facendo migliaia di ragazzi, e chi si affaccia al mondo del lavoro magari dopo un licenziamento, saranno espulsi dal mercato o ricacciati nel nero”.
“L’imponibile di 15mila euro e l’aliquota al 15% porteranno anche i giovani professionisti alla povertà assoluta, il tutto mentre si danno 80 euro ai dipendenti e si rendono opzionali i contributi fissi per artigiani e commercianti. In pratica il Governo ha deciso di fare cassa sulle spalle dei professionisti e in particolare dei giovani. InarSind si batterà affinché il Senato cambi la Legge di Stabilità e preveda agevolazioni per le professioni e per i giovani” - conclude Garofalo.
Il testo della Legge di Stabilità 2015 approvato lo scorso 30 novembre dalla Camera prevede infatti, per i professionisti con ricavi fino a 15 mila euro, un’imposta forfettaria al 15% (a fronte dell’attuale 5%), senza limiti né di età né temporali (oggi si può usufruire della minore tassazione per 5 anni e fino al 35° anno di età).
Contrario ai ‘nuovi minimi’ il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, secondo il quale, con le nuove condizioni “si riduce drasticamente la possibilità per molti professionisti a basso reddito e fortemente provati dalla crisi di usufruire di un regime fiscale agevolato, contravvenendo allo spirito stesso con cui queste misure erano state pensate.
Inoltre, secondo alcune simulazioni del Centro Studi del CNI, in determinate situazioni il nuovo regime dei minimi risulta non avere alcuna convenienza rispetto a quello ordinario.
“Modificare il regime dei minimi - afferma Armando Zambrano, Presidente del CNI - è un segno del totale distacco tra classe politica e mondo del lavoro. Nel momento in cui il sistema delle professioni registra un drammatico calo dei ricavi, soprattutto tra i professionisti più giovani e meglio formati, si tagliano alcune agevolazioni fiscali proprio a chi è in difficoltà”.
“Ingegneri e professionisti - prosegue Zambrano - vedono ridursi drasticamente un’agevolazione fiscale che ha un’incidenza minima sul bilancio dello Stato. Al tempo stesso, il Governo stanzia risorse per rifinanziare il bonus di 80 euro per i dipendenti pubblici, prevede un taglio dell’Irap alle imprese, oltre alle agevolazioni per il contributo dei minimi per artigiani e commercianti”.
“Il CNI - conclude Zambrano - esprime tutto il proprio dissenso rispetto a questo provvedimento, ora in esame al Senato. Ancora una volta cercheremo di fare sentire la nostra voce. Il lavoro professionale è una parte importante dell’economia di questo Paese e deve essere incentivato, non mortificato”.
Per la CGIA di Mestre “il provvedimento snatura interamente lo spirito iniziale della legge, il cui obiettivo era quello sostenere l’imprenditoria giovanile, nonché tutte quelle categorie particolarmente penalizzate dalla crisi e che non hanno altro modo di lavorare se non quello di aprirsi la Partita Iva”.
Alla protesta contro i ‘nuovi minimi’ si associa InarSind, il Sindacato degli Ingegneri e Architetti Liberi Professionisti. “Il Governo ha deciso di dichiarare guerra ai professionisti, e in particolare ai giovani che si affacciano al mondo del lavoro garantendo professionalità e servizi, ma che faticano a campare. Se la Legge di Stabilità non cambia, per loro sarà impossibile lavorare” - dichiara il Presidente Salvo Garofalo
Secondo InarSind, quella del Governo “è una scelta ottusa perché fino a oggi le Partite Iva agevolate hanno garantito a chi lavora in settori difficili, colpiti dalla crisi, di restare a galla. Così facendo migliaia di ragazzi, e chi si affaccia al mondo del lavoro magari dopo un licenziamento, saranno espulsi dal mercato o ricacciati nel nero”.
“L’imponibile di 15mila euro e l’aliquota al 15% porteranno anche i giovani professionisti alla povertà assoluta, il tutto mentre si danno 80 euro ai dipendenti e si rendono opzionali i contributi fissi per artigiani e commercianti. In pratica il Governo ha deciso di fare cassa sulle spalle dei professionisti e in particolare dei giovani. InarSind si batterà affinché il Senato cambi la Legge di Stabilità e preveda agevolazioni per le professioni e per i giovani” - conclude Garofalo.