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Partite Iva, allo studio minimi senza limiti d’età

Partite Iva, allo studio minimi senza limiti d’età

Nella Legge di Stabilità potrebbero esserci agevolazioni a tempo indeterminato per i redditi fino a 30 mila euro

Vedi Aggiornamento del 19/06/2018
Partite Iva, allo studio minimi senza limiti d’età
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 19/06/2018
13/10/2015 - Partite Iva tassate al 5% nei primi cinque anni di attività e agevolazioni per redditi fino a 30 mila euro senza limiti d’età. Potrebbero essere queste le linee guida per la riforma a vantaggio dei liberi professionisti, che dovrebbe trovare spazio nella legge di stabilità da approvare entro la fine dell’anno.
 

Nuova riforma delle Partite Iva

Come riportato da Emiliana Alessandrucci, presidente del Coordinamento nazionale delle libere professioni (Colap), nei giorni scorsi il viceministro dell’Economia e delle Finanze, Luigi Casero, ha affermato che i professionisti rappresentano uno dei punti di forza del Paese.
 
Il viceministro ha infatti annunciato che si sta studiando la possibilità di introdurre nella legge di Stabilità l'aliquota agevolata al 5% per i primi 5 anni di attività. La tassazione dovrebbe poi salire al 15%. Per quanto riguarda il reddito massimo per poter usufruire delle agevolazioni, il tetto dovrebbe essere riportato a 30 mila euro, ma stavolta senza nessun limite di tempo o di età.
 
La speranza è, ha sottolineato Emiliana Alessandrucci, che dopo gli annunci ci siano riscontri reali. D’altra parte, nei giorni scorsi la Camera, impegnata nell’esame della Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza, ha approvato una risoluzione che impegna il Governo a rivedere il regime di tassazione delle partite Iva.
 
Anche il responsabile economico del Pd, Filippo Taddei, ha dichiarato che, dopo il Jobs Act, la prossima riforma del lavoro riguarderà il mondo delle Partite Iva.
 

Partite Iva, come funziona adesso la tassazione

Fino al 31 dicembre 2015, per chi apre Partita Iva, per i primi cinque anni di attività, o fino al compimento del trentacinquesimo anno d’età, i redditi fino a 30 mila euro usufruiscono di una tassazione forfettaria al 5%, comprensiva di imposta sostitutiva di Irpef, Iva e Irap.
 
Se non ci saranno interventi correttivi, dal primo gennaio 2016 diventeranno operativi i nuovi minimi, introdotti con Legge di Stabilità per il 2015, ma mai entrati pienamente in vigore dal momento che il Milleproroghe ha dato per un altro anno la possibilità di optare per il vecchio sistema.
 
Il nuovo sistema prevede un’imposta sostitutiva al 15% per redditi fino a 15 mila euro ed è riservato ai professionisti con Partita Iva che nell’anno precedente hanno sostenuto spese fino a 5 mila euro lordi per lavoro accessorio e lavoratori assunti anche a progetto e che, al momento della chiusura dell’esercizio finanziario, hanno registrato un costo dei beni strumentali (tra cui non rientrano gli immobili usati per l’esercizio della professione) fino a 20 mila euro.

Chi entra nel regime forfetario è escluso dagli studi di settore e può destinare fino al 49% del proprio reddito per eventuali collaboratori. Non possono accedervi i professionisti che durante l'anno, oltre ad esercitare la libera professione, percepiscono anche un reddito da lavoro dipendente superiore a 20 mila euro. Si tratta di un regime meno vantaggioso rispetto ai vecchi minimi, che però non ha limiti di tempo né di età.

 
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