27/06/2016 - Reintroduzione delle tariffe professionali e giusto valore delle prestazioni, formazione, ruoli e responsabilità per l’innovazione. Sono i temi che hanno animato il dibattito del 61° Congresso nazionale degli Ordini degli ingegneri d’Italia, conclusosi venerdì a Palermo.
Gli ingegneri hanno mostrato ancora una volta che il tema dei compensi rappresenta un nervo scoperto perché la riforma delle professioni ha generato una corsa al ribasso, non riconoscendo il giusto valore alle prestazioni erogate. D’altra parte hanno illustrato una serie di iniziative per cogliere le opportunità dell’innovazione e la partecipazione alla definizione delle norme UNI di settore.
Tariffe professionali, CNI vs Antitrust
Sul tema dei compensi professionali si è svolto un botta e risposta tra il presidente del Consiglio nazionale degli Ingeneri (CNI), Armando Zambrano, e il presidente dell’Antitrust, Giovanni Pitruzzella.
“Non chiediamo il ripristino delle tariffe obbligatorie - ha affermato Zambrano - tuttavia, occorre fare una riflessione seria sulla qualità delle prestazioni professionali e il corretto valore che ad esse va dato”.
“Sull’abolizione delle tariffe non si torna indietro” ha chiarito Pitruzzella. Un’affermazione che però ha provocato interventi di dissenso e richieste di chiarimento da parte della platea.
“Nessun professionista europeo attualmente ha gli obblighi ai quali sono sottoposti i professionisti italiani, noi la riforma l’abbiamo fatta fino in fondo” ha controbattuto Zambrano, che ha chiesto degli strumenti per riconoscere il corretto valore alle prestazioni professionali in modo da garantire la qualità e le esigenze dei committenti.
Pitruzzella ha concluso il dibattito proponendo un confronto col CNI su cambiamenti, problemi e opportunità. “Credo - ha anticipato Pitruzzella - che le professioni in questo avranno un ruolo fondamentale se sapranno cambiare i loro modelli organizzativi”.
Formazione e norme UNI
Formazione e collaborazione nella definizione di norme semplici da applicare sono state un altro punto di confronto per gli ingegneri.
Fabio Bonfà, Vicepresidente vicario del CNI, ha posto l’attenzione sulle borse di studio realizzate con l’Italian Scientists and Scholars on North America Foundation (Issnaf) e sulle altre iniziative che negli ultimi tre anni hanno dato a più di sessanta giovani ingegneri la possibilità di formarsi al Mit o alla Nasa.
Luigi Vinci, Presidente della Scuola superiore di formazione per l’Ingegneria, ha illustrato le collaborazioni con Certing e Scintille, la Conferenza sulla Formazione Continua, che a settembre giungerà alla quarta edizione, e il corso in modalità e-learning “La progettazione delle opere di difesa dalle alluvioni e dalle frane”.
Il presidente Zambrano si è poi soffermato sull’accordo, valido fino a tutto il 2017, con UNI (Ente Italiano di Normazione). Il CNI sarà presente in molte commissioni perché la formulazione delle norme sia semplice e consenta una agevole applicazione pratica. In cambio, ha reso noto il presidente di UNI, Piero Torretta, gli ingegneri potranno accedere alle norme tecniche a tariffe particolarmente agevolate.
Durante i lavori si sono svolte anche due tavole rotonde, Nella prima “Professione ingegnere: ruolo e responsabilità” il Provveditore Opere Pubbliche Sicilia e Calabria, Donato Carlea, ha sottolineato la necessità di iniziative per il dissesto idrogeologico, mettere al centro il progetto e dare spazio ai giovani.
Nella tavola rotonda “Manifattura 4.0: l’ingegneria alla sfida dell’innovazione e dell’efficienza”, Gianni Potti, presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, ha sottolineato che nel nuovo sistema produttivo la nuova forma di capitale è rappresentata da connettività e dati. “Per fare un esempio - ha spiegato - esempio Uber non possiede taxi”, segno che i mezzi di produzione sono cambiati, tanto da rimettere al centro l’uomo e non la macchina.
Ingegneri, i dati sulla professione
Durante i lavori il presidente Zambrano ha riportato che negli ultimi cinque anni ci sono stati 100mila nuovi laureati in ingegneria e 10mila nuovi iscritti all’Albo. Il trend occupazionale degli ingegneri, inoltre, se si fa eccezione del settore delle costruzioni, rimane molto buono. Ma occorre utilizzare questa forza ispirandosi all’articolo 3 della legge sulle professioni che associa a queste indipendenza ed autonomia di giudizio. In questo senso la riforma del sistema ordinistico non deve essere un obbligo ma un’opportunità: un modo per rispondere al meglio alle esigenze degli iscritti e del Paese”.
Come evidenziato nella tavola rotonda “Sistemi Ordinistici: la sfida del cambiamento della società e dei processi economici”, in Europa si sta consolidando una visione positiva dei sistemi ordinistici. Lorenzo Castellani, Direttore scientifico della Fondazione Einaudi, ha sottolineato come “per anni abbiamo sentito parlare degli ordini in termini negativi, strutture da eliminare, ma bisogna fare le opportune distinzioni e una buona soluzione è la federalizzazione. Castellani ha inoltre messo in guardia dai rischi di annientamento dei professionisti connessi all’ingresso delle grandi società di capitali, come le banche, nelle società di ingegneria.
Scintille, l’ingegneria che si fonde con altre discipline
Durante il congresso sono stati premiati i vincitori del contest “Scintille”, con progetti nei quali ingegneria e altre discipline hanno dato vita ad una contaminazione virtuosa. Quest’anno il terzo premio è andato a Erica Donarini per lo sviluppo di un modello di validazione quantitativa delle performance nell’uso della chirurgia laparoscopica 2D vs 3D. Il secondo a Lucio Tommaso De Paolis per l’Augmented Surgical Navigator, strumento a supporto della chirurgia epatica. Il vincitore del concorso è risultato Emanuele Contis col progetto Indòru - Boutique del Suono.