12/10/2016 - Introdurre un sistema premiale per l’ecobonus, allargare il sismabonus alla sostituzione dei tetti in amianto con impianti fotovoltaici, estendere gli incentivi per tre anni e azzerare o ridurre gli oneri per gli interventi di recupero e riqualificazione.
Queste alcune delle proposte per
‘Una finanziaria green per rilanciare l’Italia’ che Legambiente ha presentato ieri alla Camera per ridisegnare la fiscalità in chiave ambientale nella prossima legge di bilancio.
La ricetta di Legambiente,
senza creare debito pubblico né nuove tasse, mira a rilanciare l’economia in chiave ecologica in cinque filoni fondamentali: riqualificazione edilizia e manutenzione del territorio, clima ed energia, mobilità sostenibile, economia circolare e beni comuni.
Finanziaria green: le misure per l’edilizia
Per Legambiente gli incentivi dovrebbero essere legati al miglioramento delle prestazioni energetiche e agli adeguamenti antisismici realizzati negli immobili. Per la parte energetica si passerebbe da due famiglie di incentivi (50% di detrazioni per ristrutturazioni senza obiettivi energetici, 65% per quelle certificate) ad un
sistema premiale in funzione del salto di classe energetica realizzato, e quindi di riduzione delle bollette delle famiglie.
Per la parte sismica si avrebbe una detrazione pari al
65% per gli interventi
di adeguamento sismico, prevedendo la stessa detrazione per la
sostituzione dei tetti in amianto con impianti fotovoltaici.
Attraverso un’
estensione per tre anni degli incentivi e la loro
trasferibilità alle imprese ed alle Esco che realizzano gli interventi, si supererebbe il problema di accesso agli incentivi da parte delle famiglie a basso reddito. In questo modo si darebbe una spinta incisiva nella direzione della riqualificazione antisismica e energetica diffusa del patrimonio edilizio.
Secondo Legambiente queste misure hanno già dimostrato la loro efficacia nel rilancio dell’economia e dell’occupazione in un settore importante come quello edilizio; i dati del Rapporto di Servizio Studi della Camera e Cresme sugli effetti dei bonus casa confermano che il credito di imposta per ristrutturazioni e risparmio energetico ha rappresentato una straordinaria misura anticiclica: nell’anno in corso sono previsti
investimenti per 29 miliardi di euro e 436 mila occupati tra diretti e indotti.
Nel documento si suggerisce anche di rivedere la tassazione in materia edilizia, istituendo un
contributo per il consumo di suolo negli interventi edilizi legato alla perdita di valore ecologico e paesaggistico, i cui proventi dovranno essere destinati in via esclusiva alla riqualificazione del patrimonio edilizio da parte dei Comuni, e in parallelo
riducendo o azzerando gli oneri per gli interventi di riuso e riqualificazione con obiettivi energetici e statici.
In questo modo si renderebbero
molto più convenienti gli interventi di recupero del patrimonio esistente, anche da un punto di vista fiscale, scoraggiando invece il consumo di suolo di aree agricole e naturali.
Infine Legambiente propone di
istituire un fondo nazionale per le bonifiche dei siti orfani e delle aree pubbliche a partire dal contributo economico dei produttori di rifiuti speciali e pericolosi.
Rinnovabili: puntare all’autoproduzione
Secondo l’associazione ambientalista l’autoconsumo da fonti rinnovabili è oggi penalizzato dalla tassazione vigente; per questo è necessario
rivedere la fiscalità sull’autoconsumo da fonti rinnovabili in modo da spingere investimenti nelle energie pulite.
La modulazione del pagamento degli oneri di sistema dovrebbe essere rivista
sulla base del tipo di fonte utilizzata e delle emissioni di gas serra prodotte e almeno il 75% del gettito degli oneri di sistema dovrebbe provenire dalla componente variabile, in modo da spingere la convenienza economica per investimenti in autoproduzione da fonti rinnovabili.
Inoltre si dovrebbe consentire la distribuzione di energia da
fonti rinnovabili all’interno degli edifici e nelle
aree produttive.
Finanziaria green: riciclo e mobilità sostenibile
Sulle attività estrattive Legambiente propone di
fissare un canone minimo in tutta Italia (almeno il 20% dei prezzi di vendita dei materiali cavati) con l’obiettivo di spingere il recupero e riuso dei materiali ai sensi delle direttive europee.
Per riciclare i rifiuti in maniera virtuosa si suggerisce di
penalizzare lo smaltimento in discarica aumentando il costo del conferimento in discarica (ecotassa).
Bisogna inoltre
rimodulare l’IVA su beni e prodotti, attraverso aliquote differenziate tra il 4% e il 22%
sulla base di criteri ambientali trasparenti. L’obiettivo è di spingere il mercato e gli investimenti delle imprese verso modi di produzione e consumo sostenibili e a filiera locale.
Infine per favorire una mobilità sostenibile si punta a
spostare le risorse dalla strada al ferro e premiare gli investimenti in innovazione, rivedendo la fiscalità sui carburanti, ridefinendo le politiche per il settore dell’autotrasporto e abolendo le proroghe delle concessioni autostradali legate a progetti di nuove tratte autostradali.