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Antisismica, scuole e rischio idrogeologico: in arrivo un Fondo da 47,5 miliardi di euro

Antisismica, scuole e rischio idrogeologico: in arrivo un Fondo da 47,5 miliardi di euro

Bilancio 2017: le risorse finanzieranno anche trasporti, ricerca, edilizia pubblica e sviluppo tecnologico

Vedi Aggiornamento del 30/05/2017
Antisismica, scuole e rischio idrogeologico: in arrivo un Fondo da 47,5 miliardi di euro
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 30/05/2017
02/11/2016 - In arrivo 47,5 miliardi di euro per sicurezza del territorio, antisismica, trasporti e nuove tecnologie. Prende forma il nuovo Fondo per lo sviluppo infrastrutturale introdotto dal disegno di Legge di Bilancio 2017, che oggi inizia il suo iter parlamentare dalla Commissione Bilancio della Camera.
 
Il Fondo, inserito all’ultimo momento nella bozza del disegno di legge, non aveva una dotazione. Il testo bollinato e inviato al Presidente della Repubblica ha messo però le cifre nero su bianco.
 

Il Fondo per lo sviluppo delle infrastrutture

Il Fondo finanzierà lo sviluppo infrastrutturale del Paese nei seguenti settori: trasporti e viabilità, infrastrutture, ricerca, difesa del suolo e dissesto idrogeologico, edilizia pubblica, compresa quella scolastica, attività industriali ad alta tecnologia e sostegno alle esportazioni, informatizzazione dell'amministrazione giudiziaria, prevenzione del rischio sismico.
 
La dotazione complessiva sarà di 47,5 miliardi di euro ripartiti in questo modo: 1,9 miliardi per il 2017, 3,15 miliardi nel 2018, 3,5 miliardi nel 2019 e 3 miliardi di euro all'anno dal 2020 al 2032.
 
La novità, rispetto ad altri Fondi, sta nel fatto che le risorse potranno essere gestite in modo flessibile, cioè non saranno vincolate su capitoli di spesa definiti, ma saranno assegnate ai programmi man mano proposti dalle Amministrazioni centrali e giudicati realizzabili.
 

Come funzionerà il Fondo 

Gli interventi da finanziare e gli importi saranno individuati con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri , di concerto con il Ministero dell’Economia e gli altri ministeri interessati.
 
Per l’uso delle risorse si potrà ricorrere a mutui agevolati, con oneri di ammortamento a carico dello Stato, con la Banca Europea degli Investimenti (BEI), la Council of Europe Development Bank (CEB) e la Cassa Depositi e Prestiti.
 
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