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Linee guida per la classificazione sismica, il 20 febbraio il parere del CSLP

Linee guida per la classificazione sismica, il 20 febbraio il parere del CSLP

Il decreto renderà operativi gli incentivi fino all'85% previsti dal sismabonus

Vedi Aggiornamento del 02/03/2017
Linee guida per la classificazione sismica, il 20 febbraio il parere del CSLP
di Alessandra Marra
Vedi Aggiornamento del 02/03/2017
14/02/2017 - Il prossimo 20 febbraio il Consiglio Superiore dei lavori pubblici si esprimerà sulle Linee guida per la classificazione sismica degli edifici.   
 
A riferirlo il sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture (MIT), Umberto Del Basso De Caro, nel corso di un’interrogazione sull’iter di approvazione delle linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni.
 

Classificazione sismica: in attesa del parere dei Lavori Pubblici

Del Basso De Caro ha informato che il 20 febbraio 2017 è stata convocata un’assemblea generale straordinaria del Consiglio Superiore dei lavori pubblici (CSLP) per l’espressione del parere sulle linee guida; non appena acquisito, il MIT agirà tempestivamente per portare a termine tutti gli adempimenti nel rispetto dei tempi previsti.
 
Il sottosegretario ha sottolineato che è necessario agire con urgenza in quanto l’operatività degli incentivi per l’adeguamento sismico è subordinata all’approvazione delle linee guida, nonché delle modalità per l’attestazione, da parte dei professionisti abilitati, dell’efficacia degli interventi effettuati.
 

Sismbonus e classificazione sismica

Ricordiamo che le linee guida sulla classificazione sismica degli edifici completeranno il quadro del Sismabonus, cioè il sistema d’incentivi riconosciuto a chi avvierà interventi per il miglioramento sismico.
 
La Legge di Bilancio 2017 riconosce una detrazione fiscale del 50%, con tetto di spesa incentivabile a 96mila euro e rimborso in cinque anni, per gli interventi realizzati dal 1° gennaio 2017 fino al 31 dicembre 2021 sugli edifici situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3 (ex opcm 3274/2003). L’incentivo cresce a seconda dei risultati raggiunti con l’intervento: ai lavori che comportano un miglioramento di una o due classi di rischio è riconosciuto un bonus del 70% o dell’80% delle spese sostenute; rientrano nelle spese incentivabili anche quelle per la classificazione e la verifica sismica.
 
Nei condomìni il bonus fiscale parte dal 50%, ma può arrivare al 75% e 85% in presenza di miglioramenti di una o due classi di rischio riguardanti tutto l’edificio. Il tetto di spesa incentivabile è pari a 96mila euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari del condominio. I condòmini possono cedere il credito di imposta corrispondente alla quota di detrazione spettante ai fornitori che effettuano gli interventi o ad altri soggetti privati, tranne banche e altri intermediari finanziari.
 
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Le linee guida sono fondamentali per il decollo del Sismabonus, perché permetteranno di valutare i miglioramenti ottenuti con gli interventi e, quindi, di usufruire di percentuali di bonus maggiori. Stando alle anticipazioni più volte comunicate dal Governo, il decreto dovrebbe introdurre sei classidalla A alla F, che indicheranno il rischio cui è sottoposto l’edificio e il modo in cui risponde ad un evento sismico.
 
Lo strumento consentirà di misurare il miglioramento antisismico generato da un intervento di messa in sicurezza non solo dal punto di vista strutturale, ma anche da quello economico. In base alle condizioni degli edifici, verranno misurati infatti i costi necessari per riparare i danni causati da un terremoto.
 
Nelle linee guida ci saranno inoltre le indicazioni cui i professionisti dovranno attenersi per classificare l’immobile e certificare il miglioramento ottenuto con l’intervento. 
 
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