
Sismabonus, CNI: ‘il progetto strutturale è fondamentale’
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Sismabonus, CNI: ‘il progetto strutturale è fondamentale’
Ingegneri: ‘evitare il modello delle certificazioni energetiche’. In arrivo una raccolta di esempi di diagnosi antisismiche
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del 23/05/2017

29/03/2017 - Il meccanismo del Sismabonus mette al centro il progetto strutturale evitando di ricadere nel modello delle certificazioni energetiche.
Questo ciò che il Consiglio Nazionale Ingegneri (CNI) ha evidenziato nella circolare 31/2017 in cui spiega le ‘Linee guida per la classificazione sismica degli edifici’ (DM 28 febbraio 2017, come modificato dal DM 65/2017) e anticipa la realizzazione di un vademecum con esempi concreti sulle classificazioni sismiche effettuate da ciascun Ordine provinciale.
Il CNI specifica che l’asseverazione viene ribadita dal Direttore dei Lavori, a valle della esecuzione degli interventi progettati e, quando previsto dal DLgs 380/2001, dal collaudatore statico.
Il cuore del provvedimento, quindi, è il progetto strutturale e la figura chiave è il progettista delle strutture. Questo aspetto, fortemente voluto dal Consiglio Nazionale, ha rimesso così al centro il progetto ed ha evitato la creazione di nuove figure come il 'verificatore della sicurezza’, e, con essa, il possibile ripetersi delle negative esperienze in tema di attestazione energetica.
Secondo gli Ingegneri, infatti, la prima stesura del decreto aveva interpretato, in modo restrittivo ma preciso, il dettato della legge primaria che aveva voluto individuare nei professionisti abilitati, in particolare ingegneri ed architetti, la necessità di documentate specifiche capacità.
Di conseguenza, il CNI ha proposto al Consiglio Superiore dei Lavori pubblici di raccogliere almeno un esempio di classificazione proveniente da ciascun ordine, riferito a casi concretamente studiati da professionisti. In altre parole si tratta di applicare, ex post, le linee guida per valutarne gli aspetti tecnici e numerici.
Il Consiglio Nazionale produrrà un format che unificherà tutti i contributi che verranno raccolti ed accompagnati da una sintesi finale utile alla validazione delle Linee Guida.
Questo ciò che il Consiglio Nazionale Ingegneri (CNI) ha evidenziato nella circolare 31/2017 in cui spiega le ‘Linee guida per la classificazione sismica degli edifici’ (DM 28 febbraio 2017, come modificato dal DM 65/2017) e anticipa la realizzazione di un vademecum con esempi concreti sulle classificazioni sismiche effettuate da ciascun Ordine provinciale.
Sismabonus: al centro progetto e progettista
Nella circolare gli Ingegneri ricordano i passaggi fondamentali del processo: la diagnosi sismica dell’edificio, in una certa classe di rischio, prima dell’intervento; il progetto degli interventi strutturali; la classificazione dell’edificio dopo gli interventi progettati e, infine, l’asseverazione del passaggio, a seguito dei lavori, ad una classe di rischio più bassa.Il CNI specifica che l’asseverazione viene ribadita dal Direttore dei Lavori, a valle della esecuzione degli interventi progettati e, quando previsto dal DLgs 380/2001, dal collaudatore statico.
Il cuore del provvedimento, quindi, è il progetto strutturale e la figura chiave è il progettista delle strutture. Questo aspetto, fortemente voluto dal Consiglio Nazionale, ha rimesso così al centro il progetto ed ha evitato la creazione di nuove figure come il 'verificatore della sicurezza’, e, con essa, il possibile ripetersi delle negative esperienze in tema di attestazione energetica.
Sisimabonus e competenze professionali
Circa l’ampliamento delle figure professionali coinvolte nel processo di classificazione sismica (con il DM 65/2017) il CNI ha evidenziato come si sia tornati a ripetere un vecchio protocollo generico, basato su regole datate che mal si adatta ad una situazione nuova che parla il linguaggio della riduzione del rischio e della complessità della sicurezza sismica che, al di là della tipologia di costruzione, non può mai essere armonica con le categorie del "modesto", riferite alle competenze di tecnici diplomati.Secondo gli Ingegneri, infatti, la prima stesura del decreto aveva interpretato, in modo restrittivo ma preciso, il dettato della legge primaria che aveva voluto individuare nei professionisti abilitati, in particolare ingegneri ed architetti, la necessità di documentate specifiche capacità.
Di conseguenza, il CNI ha proposto al Consiglio Superiore dei Lavori pubblici di raccogliere almeno un esempio di classificazione proveniente da ciascun ordine, riferito a casi concretamente studiati da professionisti. In altre parole si tratta di applicare, ex post, le linee guida per valutarne gli aspetti tecnici e numerici.
Il Consiglio Nazionale produrrà un format che unificherà tutti i contributi che verranno raccolti ed accompagnati da una sintesi finale utile alla validazione delle Linee Guida.