19/06/2017 - Urbanpromo, la manifestazione nazionale di riferimento per la rigenerazione urbana organizzata dall’Istituto Nazionale di Urbanistica e da Urbit, propone nella gallery sul proprio sito i progetti che hanno partecipato all’ultima edizione dell’evento. Significativa la presenza dei Comuni dell’Emilia-Romagna.
Nuovo quartiere Darsena a Ferrara
Tra questi Ferrara, con il nuovo quartiere Darsena. L’area progetto è situata a sud-ovest della città, in prossimità del Centro Storico, a ridosso dalle mura Estensi, e comprende il vecchio Mercato Ortofrutticolo (MOF), la darsena di San Paolo e l’ex Carcere di Piangipane, oggi sede del
Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (MEIS), con le relative connessioni al sistema delle piazze centrali, al Po di Volano ed alla stazione ferroviaria.

L’area del MOF, attualmente usata come parcheggio pubblico, costituisce, unitamente al MEIS, la principale connessione tra il centro della città, il fiume e la Darsena che sarà destinata principalmente ad usi ricreativi, realizzando un
luogo attrezzato per il tempo libero.

Il progetto vuole creare un ambiente urbano che consenta
alti standard di vita, ponendo uguale attenzione alle diverse esigenze dei futuri residenti, come dei turisti e di quanti vi si trovano per ragioni di lavoro e di studio, non determinando nuovo consumo di suolo ma una valorizzazione e un processo di riqualificazione. A sostegno del programma sono stati siglati protocolli d’intesa tra Comune di Ferrara e Agenzia del Demanio e tra Comune di Ferrara e Fondazione MEIS.
Parco attrezzato e Museo del Territorio a Riccione
Il Comune di Riccione, infine, ha riprogettato una vasta area prossima alla fascia turistico-costiera, sedimento di una parte significativa della memoria della città nonché custode di valori paesaggistici in attesa di un coordinato progetto di valorizzazione. Si tratta dell’unità di paesaggio situata in
riva destra del torrente Melo tra la strada statale (tracciato dell’antica Flaminia) e l’asse di scorrimento mediano; essa è caratterizzata dalla presenza del
ponte di epoca romana, dal vecchio cimitero monumentale, dalla vecchia fornace in parte già trasformata in scuola media e dalla relativa cava d’argilla sul cui limite sorgeva un antico monastero nonché dalla pista ciclabile che conduce sino al mare.

Il progetto prevede la connessione fisica e concettuale dei vari elementi del paesaggio trasformando la cava in un
parco cittadino attrezzato e fruibile (denominato in ricordo del monastero: Parco degli Olivetani) e lo spazio interno della limitrofa cortina edilizia, recentemente restaurata, del forno Hoffmann della vecchia fornace, che ospiterà un moderno museo come una sorta di “casa dentro la casa” di ungersiana memoria.

La struttura didattico-espositiva sarà sede del
Museo del Territorio ricco di reperti archeologici e materiale divulgativo. È altresì previsto un approdo con banchina lignea sul torrente di cui si pensa di
ripristinare la navigabilità con una chiatta per il trasporto di cittadini e turisti sino al ponte romano, primo ‘oggetto in situ’ del percorso archeologico attrezzato all’aperto che condurrà attraverso il nuovo parco al museo.

L’acqua quale linea sulla quale scorrono i movimenti dell’uomo, gli usi, le esperienze sensoriali, un torrente che pur avendo perso la sue funzioni primarie può ancora contribuire alla restituzione di un rapporto fra uomo e paesaggio, dal quale non è possibile prescindere. Si tratta in sintesi di una fusione di valori ambientali, archeologici, naturali, culturali, civili, architettonici e paesaggistici che si candida a diventare un
nuovo polo urbano e di vita della città.
“Paesaggi in divenire” a Ravenna
Da segnalare il progetto “Paesaggi in divenire” del Comune di Ravenna: con il Piano del Verde del 1993 Ravenna avvia la trasformazione del “Paesaggio Urbano”; la cintura del verde si struttura e cresce per definire il nuovo margine della città. Da allora con la cintura del verde tante aree sono state realizzate:
Parchi Urbani (Teodorico e Baronio),
Giardini di Quartiere, valorizzazione di
Giardini storici. Assieme alle funzioni degli spazi verdi connessi sono state integrate le funzioni ambientali: acqua, boschi e campagna. L’acqua è stata immaginata sia come elemento compositivo sia come risorsa ambientale per la rigenerazione delle falde e il recupero dell’acqua piovana e di laminazione.

I boschi ormai caratterizzano il perimetro urbano della città e sono oggi riconosciuti come veri e propri
polmoni ambientali per Ravenna. L’agricoltura torna ad essere protagonista dentro la città non solo come spazi agrari coltivati ad orto, ma anche nella salvaguardia di un patrimonio paesaggistico che oggi ci consente di riproporre il valore di
coltivare e utilizzare i prodotti della terra.