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Sono 3.060 i Comuni autosufficienti per i fabbisogni elettrici

Sono 3.060 i Comuni autosufficienti per i fabbisogni elettrici

Rapporto ‘Comuni Rinnovabili 2018’ di Legambiente: in tutti i Comuni almeno un impianto da energie pulite

Vedi Aggiornamento del 23/07/2019
Foto: folewu ©123RF.com
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di Alessandra Marra
Vedi Aggiornamento del 23/07/2019
27/11/2018 - Sono 3.060 i Comuni autosufficienti per i fabbisogni elettrici e 37 i Comuni al 100% rinnovabili per autoproduzione. In tutti e 7.978 i municipi italiani sono stati installati uno o più impianti da fonti rinnovabili. Un risultato ottimo se si considera che 10 anni fa erano solo 356.
 
È quanto emerge dal Rapporto Comuni Rinnovabili 2018 di Legambiente che aggiorna il quadro della situazione in relazione alle fonti di energia rinnovabile in Italia e racconta 100 storie dal territorio che raccontano il futuro dell’energia.
 

Rinnovabili: i numeri del Rapporto 2018

Secondo il Rapporto in tutti i 7.978 Comuni sono stati installati uno o più impianti da fonti rinnovabili: sono 7.862 i Comuni in cui sono presenti impianti fotovoltaici, 6.822 quelli del solare termico, 1.489 quelli del mini idroelettrico (in particolare al centro nord) e 1.025 quelli dell’eolico (soprattutto al centro sud), 4.130 quelli delle bioenergie e 595 quelli della geotermia.
 
Grazie a questo mix di impianti distribuiti su tutto il territorio, ben 3.060 comuni sono diventati autosufficienti per i fabbisogni elettrici e 58 per quelli termici, mentre 37 municipi si confermano rinnovabili al 100% per tutti i fabbisogni delle famiglie.
 
In dieci anni la produzione da rinnovabili è cresciuta di oltre 50 TWh mettendo in crisi il modello fondato sulle fossili, con un contributo delle rinnovabili che è passato dal 15 al 34,4% rispetto ai consumi elettrici e dal 7 al 17,7% in quelli complessivi.
 
Secondo il rapporto Comuni Rinnovabili 2018, è la Lombardia la regione con il maggior numero di impianti a fonte rinnovabile in Italia, con 7.989 MW installati, grazie soprattutto all’eredità dell’idroelettrico del secolo scorso. La Puglia è invece la regione col maggior numero di installazioni delle "nuove” rinnovabili, ossia solare e eolico (5.056 MW su 5.388 MW totali).
 

Energie rinnovabili: gli obiettivi futuri

"Dobbiamo, e finalmente possiamo, fermare la febbre del Pianeta - ha dichiarato la Responsabile Energia di Legambiente Katiuscia Eroe. - In Italia entro il 2030, dobbiamo riuscire almeno a triplicare i 20 GW installati di impianti solari e realizzare investimenti capaci di ridurre drasticamente consumi energetici e emissioni di CO2”.
 
“Obiettivi realizzabili, come dimostrano i risultati già raggiunti dalle storie che premiamo oggi. Storie di pionieri che hanno scelto di puntare a un modello 100% rinnovabile costruito con risorse locali. Un modello che si può allargare a tutta l’Italia, dai condomini ai distretti produttivi, grazie alla nuova direttiva sulle fonti rinnovabili che finalmente consentirà anche in Italia di premiare chi si autoproduce l’energia e di aprire alle comunità energetiche. Ci aspettiamo quindi che il Governo recepisca subito queste nuove regole per permettere alle famiglie e alle imprese di ridurre la spesa energetica diminuendo le emissioni climalteranti” ha concluso Katiuscia Eroe.
 
Legambiente ha registrato un rallentamento delle rinnovabili negli ultimi anni: nel 2017 è calato il contributo della produzione da rinnovabili rispetto ai consumi e sono tornate ad aumentare le emissioni di CO2. In molte regioni, inoltre, è di fatto vietata la realizzazione di nuovi progetti rinnovabili, visto l’incrocio di burocrazia, limiti posti con il recepimento delle linee guida nazionali e veti dalle soprintendenze. In questi anni non vi è stata alcuna semplificazioni importante per gli interventi di piccola taglia e mancano ancora riferimenti chiari di integrazione nei territori per gli impianti più grandi e complessi.
 
Per Legambiente, quindi, “occorre cambiare registro e i rilanciare gli investimenti per raggiungere non più solo gli obiettivi stabiliti a livello europeo, in coerenza con l’Accordo di Parigi sul Clima, ma livelli più ambiziosi e in grado di scongiurare le drammatiche conseguenze sociali e economiche di un aumento della temperatura oltre i 2 gradi”.
 
Il Vice Presidente di Legambiente Edoardo Zanchini ha aggiunto: "il nuovo Piano energia e clima, che l’Italia dovrà presentare in una prima versione entro dicembre 2018, dovrà fissare la traiettoria degli obiettivi e delle politiche al 2030, inquadrate dentro una strategia di lungo termine al 2050 di decarbonizzazione dell’economia, come previsto dalle nuove Direttive europee”.
 
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