07/08/2019 - Sviluppare e valorizzare l’impegno civile degli architetti che intendono lavorare in situazioni emergenziali, svantaggiate e critiche nell’ambito della cooperazione internazionale.
Questo l’obiettivo della
Guida ‘Lo spazio morale’, pubblicata dal Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, in particolare dal Dipartimento Cooperazione, solidarietà e protezione civile in collaborazione con il Dipartimento Ambiente, energia e sostenibilità.
Cooperazione umanitaria: l’importanza del progetto architettonico
Si identifica come Settore Umanitario l’insieme di tutti quegli ambiti in cui si opera a beneficio di
popolazioni svantaggiate o in pericolo (per guerre,
alluvioni, terremoti, ecc). Per crisi umanitarie si intendono situazioni che possono mettere in pericolo la sopravvivenza della comunità stessa. Chi opera in questo ambito si deve preoccupare di attuare in modo chirurgico e tempestivo al fine di contenere nel modo più efficace possibile il rischio di perdere vite.
La
progettualità gioca un ruolo determinante anche nel settore umanitario. Chi finanzia, infatti, ha capito che solo inquadrando gli interventi all’interno di un modello capace di controllarne il loro funzionamento è possibile garantirne l’efficacia.
La formazione dell’architetto, che si fonda proprio sulla cultura del progetto, in questo senso è estremamente vantaggiata. La guida, però, spiega che in un progetto umanitario le costruzioni non possono mai essere considerate un obiettivo fine a sé stesso, ma semplicemente uno dei diversi strumenti che si mettono a disposizione per stimolare un determinato processo.
Architettura umanitaria: verso una nuova professione
Infine, la Guida elenca i soggetti con cui è possibile lavorare nell’ambito della cooperazione internazionale e l’offerta formativa presente in Italia sul tema.
Inoltre, elenca una serie di progetti di cooperazione internazionale già realizzati grazie alla collaborazione di tanti architetti.