
Codice Appalti, conclusa la consultazione sul regolamento attuativo
LAVORI PUBBLICI
Codice Appalti, conclusa la consultazione sul regolamento attuativo
La maggior parte dei contributi si concentra sul responsabile del procedimento. Il cambio di Governo potrebbero rallentare la riforma dei contratti pubblici
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del 29/11/2019
![Foto: Sede Ministero delle infrastrutture e dei trasporti - Wikipedia [CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)]](https://img.edilportale.com/News/j_72097_01.jpg)
05/09/2019 - Dopo la chiusura della consultazione sul regolamento attuativo del Codice Appalti, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) inizia a tirare le somme dei contributi ricevuti.
La conclusione della consultazione, avviata a luglio, dovrebbe dare il via alla stesura del nuovo documento che, come previsto dal decreto “Sblocca cantieri” e richiesto dagli operatori, sostituirà il sistema di soft law lanciato nel 2016. Gli addetti ai lavori vorrebbero far presto per dare finalmente certezza alla normativa sui contratti pubblici. Il condizionale però è d’obbligo, dato che i lavori sono stati rallentati dalla crisi di governo sopraggiunta ad agosto, con il conseguente cambiamento dei vertici del Ministero.
La macroarea sottoposta a consultazione che ha ricevuto più contributi, soprattutto da parte di operatori del settore, è quella relativa a nomina, ruolo e compiti del responsabile del procedimento.
Il regolamento, lo ricordiamo, regolerà una serie di temi: nomina, ruolo e compiti del responsabile del procedimento; progettazione di lavori, servizi e forniture, e verifica del progetto; sistema di qualificazione e requisiti degli esecutori di lavori e dei contraenti generali; procedure di affidamento e realizzazione dei contratti di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie comunitarie; direzione dei lavori e dell'esecuzione; esecuzione dei contratti di lavori, servizi e forniture, contabilità, sospensioni e penali; collaudo e verifica di conformità; affidamento dei servizi attinenti all'architettura e all'ingegneria e relativi requisiti degli operatori economici; lavori riguardanti i beni culturali.
Dal 2016 ad oggi, queste materie sono state regolate dalle linee guida dell’Anac e da altri decreti Ministeriali monotematici, che secondo gli addetti ai lavori non hanno sortito gli effetti di semplificazione voluti, aggravando, al contrario, l’incertezza e l’instabilità del quadro normativo.
Nonostante gli annunci sull’imminente arrivo della riforma, i tempi per la modifica del Codice Appalti si sono dilatati parecchio. Lo scorso giugno lo Sblocca Cantieri ha introdotto le prime modifiche urgenti. Tra le più importanti ricordiamo, oltre al regolamento attuativo unico, il tetto del 40% al subappalto, la procedura negoziata fino a 1 milione di euro, l’appalto integrato fino al 2020, la possibilità di affidare le manutenzioni su progetto definitivo.
Si tratta delle prime modifiche. La materia dei contratti pubblici sarà infatti riscritta in profondità dalla legge delega per la semplificazione, la razionalizzazione, il riordino, il coordinamento e l'integrazione della normativa in materia di contratti pubblici. Il disegno di legge è fermo in Senato dallo scorso aprile e si può ipotizzare che ci resterà ancora per un po’, sempre a causa degli stravolgimenti interni al Governo e alla maggioranza e delle priorità del nuovo Esecutivo, che dovrà concentrarsi sulla manovra di bilancio e sui provvedimenti di fine anno.
La conclusione della consultazione, avviata a luglio, dovrebbe dare il via alla stesura del nuovo documento che, come previsto dal decreto “Sblocca cantieri” e richiesto dagli operatori, sostituirà il sistema di soft law lanciato nel 2016. Gli addetti ai lavori vorrebbero far presto per dare finalmente certezza alla normativa sui contratti pubblici. Il condizionale però è d’obbligo, dato che i lavori sono stati rallentati dalla crisi di governo sopraggiunta ad agosto, con il conseguente cambiamento dei vertici del Ministero.
Codice Appalti, i risultati della consultazione sul regolamento unico
In tutto, i contributi arrivati sono circa 600, di cui il 48,42% da parte di operatori del settore, il 38,64% da parte di associazioni di categoria e il 12,94% da parte di istituzioni.La macroarea sottoposta a consultazione che ha ricevuto più contributi, soprattutto da parte di operatori del settore, è quella relativa a nomina, ruolo e compiti del responsabile del procedimento.
Il regolamento, lo ricordiamo, regolerà una serie di temi: nomina, ruolo e compiti del responsabile del procedimento; progettazione di lavori, servizi e forniture, e verifica del progetto; sistema di qualificazione e requisiti degli esecutori di lavori e dei contraenti generali; procedure di affidamento e realizzazione dei contratti di lavori, servizi e forniture di importo inferiore alle soglie comunitarie; direzione dei lavori e dell'esecuzione; esecuzione dei contratti di lavori, servizi e forniture, contabilità, sospensioni e penali; collaudo e verifica di conformità; affidamento dei servizi attinenti all'architettura e all'ingegneria e relativi requisiti degli operatori economici; lavori riguardanti i beni culturali.
Dal 2016 ad oggi, queste materie sono state regolate dalle linee guida dell’Anac e da altri decreti Ministeriali monotematici, che secondo gli addetti ai lavori non hanno sortito gli effetti di semplificazione voluti, aggravando, al contrario, l’incertezza e l’instabilità del quadro normativo.
Codice Appalti, il regolamento e le altre modifiche
Il confronto sulla riforma del Codice Appalti è sempre stato in moto. Un’altra consultazione del Mit, conclusa lo scorso anno, ha fatto emergere l’esigenza di superare la soft law, oltre ad una serie di richieste contrapposte, avanzate dal mondo imprenditoriale e da quello dei professionisti. Le imprese di costruzione hanno sempre chiesto, ad esempio, il ritorno all’appalto integrato, istituto temuto dai professionisti, che hanno sempre spinto per una maggiore centralità della progettazione.Nonostante gli annunci sull’imminente arrivo della riforma, i tempi per la modifica del Codice Appalti si sono dilatati parecchio. Lo scorso giugno lo Sblocca Cantieri ha introdotto le prime modifiche urgenti. Tra le più importanti ricordiamo, oltre al regolamento attuativo unico, il tetto del 40% al subappalto, la procedura negoziata fino a 1 milione di euro, l’appalto integrato fino al 2020, la possibilità di affidare le manutenzioni su progetto definitivo.
Si tratta delle prime modifiche. La materia dei contratti pubblici sarà infatti riscritta in profondità dalla legge delega per la semplificazione, la razionalizzazione, il riordino, il coordinamento e l'integrazione della normativa in materia di contratti pubblici. Il disegno di legge è fermo in Senato dallo scorso aprile e si può ipotizzare che ci resterà ancora per un po’, sempre a causa degli stravolgimenti interni al Governo e alla maggioranza e delle priorità del nuovo Esecutivo, che dovrà concentrarsi sulla manovra di bilancio e sui provvedimenti di fine anno.