25/09/2019 - Con l’avvicinarsi della fine dell’anno, si avvicina il primo banco di prova per il Governo Conte 2: la Legge di Bilancio per il 2020. Per le numerose promesse fatte al momento dell’incarico a formare il nuovo Esecutivo arriva, dunque, la prima occasione per tradursi in provvedimenti e misure concrete.
Alcuni dei punti del programma del Governo M5S-PD riguardano i settori della progettazione, dell’edilizia e dell’urbanistica. Abbiamo chiesto ai nostri lettori un’opinione sulle possibili modalità di raggiungimento degli obiettivi, proponendo quattro azioni con la richiesta di sceglierne due.
Hanno risposto architetti, ingegneri e geometri - ma non solo - prevalentemente tra i 36 e i 55 anni che operano soprattutto nel Nord Italia.
Il nuovo Governo - come i precedenti, del resto - ha promesso di individuare il
giusto compenso per i lavoratori non dipendenti e i professionisti. Oltre metà dei partecipanti al sondaggio ha puntato sul
ripristino dei minimi tariffari, quasi la metà ha chiesto di vincolare il rilascio delle autorizzazioni al pagamento del progettista, in pochi hanno indicato le opzioni ‘obbligare le PA a rispettare il Decreto Parametri’ e ‘proseguire con le leggi regionali in materia di equo compenso’.
Nel programma si lancia un
piano di edilizia residenziale pubblica volto alla ristrutturazione del patrimonio esistente e al riutilizzo delle strutture pubbliche dismesse. Secondo metà degli interpellati occorre
coinvolgere capitali privati, per il 45% bisogna progettare per specifici target (co-houser, anziani, studenti, ecc.), il 38% chiede di coinvolgere massicciamente i progettisti, il 31% ritiene che si debba cogliere l’occasione per sperimentare nuove tecnologie edilizie.
Tra le priorità del Governo ci sono la
rigenerazione delle città e il contenimento del consumo del suolo. Per favorire la rigenerazione urbana, il 71% indica la via della
demolizione e ricostruzione, il 51% quella degli sconti fiscali; solo il 30% chiede che i comuni vietino il consumo di nuovo suolo.
Per accelerare la
ricostruzione delle aree terremotate, obiettivo importante del Governo, il 54% chiede di
destinare più risorse ai territori da ricostruire, il 48% di favorire la ricostruzione attraverso regole edilizie più permissive, il 40% auspica che i progettisti siano coinvolti massicciamente coinvolti.
Sul tema
infrastrutture il Governo intende mettere in campo investimenti mirati all’ammodernamento e alla realizzazione di nuove opere. Tre quarti dei partecipanti chiede di destinare maggiori risorse all’
ammodernamento delle infrastrutture esistenti, il 40% di investire maggiormente sulle nuove infrastrutture, il 39% porre maggiore attenzione agli impatti sociali e ambientali delle infrastrutture; l’idea di non realizzare affatto l’opera piace solo al 10%.
Il Governo intende potenziare il
piano nazionale per l’edilizia scolastica. Il 67% di chi ha risposto al sondaggio chiede di
riqualificare le scuole esistenti e il 64% di rafforzare la
manutenzione continua degli edifici; il 32% pensa che si debbano costruire nuove scuole e solo il 10% è d’accordo con l’ipotesi di privatizzare la proprietà e la gestione degli edifici.
Il Governo si appresta a rivedere le
detrazioni fiscali e i crediti di imposta. Secondo il 70% degli interpellati, i bonus casa (ristrutturazione, ecobonus, sismabonus, ecc.)
vanno rafforzati; molto più basse le percentuali di chi chiede di ridurli ma semplificarli (27%), di sottoporre a controlli fiscali i beneficiari dei bonus (29%) e di eliminare i bonus riducendo le aliquote Irpef/Ires ordinarie (16%).
Se questo tema si registra l'intenzione del Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli di
prorogare il pacchetto legato agli incentivi per le ristrutturazioni e quello per l'efficienza energetica, resa nota sabato scorso.
Per quanto riguarda, invece, aliquote, esenzioni e regimi fiscali agevolati, il 46% ritiene che i
regimi forfetari per i professionisti vadano
rafforzati, il 32% che vadano eliminati con contestuale riduzione delle aliquote Irpef/Ires ordinarie, il 23% propone di ridurli ma semplificarli.
Ultimo tema il
turismo, settore strategico per il nostro Paese, secondo il Governo. Ma come promuoverne i multiformi percorsi, e come valorizzare la ricchezza del nostro patrimonio naturale, storico, artistico e culturale? L’opzione di destinare
fondi pubblici al recupero di borghi e centri storici piace al 70% dei partecipanti, quella di finanziare progetti privati nel settore ricettivo al 46%. Meno condivisibili le idee di ‘alleggerire’ i vincoli paesaggistici e architettonici (31%) e di vendere gli immobili di pregio a imprese turistiche (solo il 16%).