
Ecobonus, Ance propone di differenziare le aliquote in base alla destinazione d’uso
RISPARMIO ENERGETICO
Ecobonus, Ance propone di differenziare le aliquote in base alla destinazione d’uso
I costruttori in audizione sulla SEN chiedono tasse agevolate per gli immobili efficienti e Fondo di garanzia per i prestiti
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del 11/11/2019

04/10/2019 - Ecobonus stabile e con aliquote differenziate in base alla destinazione d’uso degli immobili, tasse agevolate per gli edifici efficienti, incentivi per l’uso di abitazioni sostitutive durante i lavori e Fondo di garanzia per i prestiti alle famiglie che intendono riqualificare la propria casa. Sono gli strumenti che, secondo l’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), renderebbero più appetibili le detrazioni fiscali.
L’Ance è intervenuta in audizione in Commissione Attività produttive della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle prospettive di attuazione e di adeguamento della Strategia energetica nazionale (SEN) al piano nazionale energia e clima per il 2030. Obiettivi che, sostengono i costruttori edili, devono coordinarsi con la Visione strategica europea al 2050 che punta alla decarbonizzazione degli edifici.
Ance propone di detassare l’affitto percepito dai proprietari che hanno realizzato interventi di efficienza energetica sugli immobili, ma anche di prevedere un incentivo economico per l’uso di abitazioni sostitutive dove alloggiare gli abitanti durante i lavori di riqualificazione e/o di ricostruzione. Ance ipotizza anche un sistema di tasse differenziato, cioè una tassazione agevolata per gli immobili nuovi ad alta efficienza energetica o esistenti che siano stati oggetto di riqualificazione energetica e aliquote dell’Ecobonus differenziate a seconda della destinazione d’uso dell’immobile.
È poi essenziale, sottolinea l’Ance, attivare azioni di formazione e diffusione rivolta ai proprietari e amministratori di condominio, ma anche introdurre un sistema di indicatori misurabili sulle prestazioni conseguibili a seguito degli interventi.
L’Ance propone inoltre di utilizzare i certificati bianchi nelle ristrutturazioni assegnando al proprietario dell’immobile (o al soggetto incaricato della gestione energetica) certificati bianchi proporzionali al risparmio energetico conseguito rispetto al fabbisogno medio del parco edilizio esistente.
Secondo l’Ance, andrebbe aumentata la dotazione del Fondo e ridotti i requisiti per l’accesso ai finanziamenti. I costi agevolabili non dovrebbero essere poi limitati ai soli costi di investimento supplementari che consentono di realizzare extralivelli di efficientamento.
Ance ritiene inoltre opportuna la creazione di un Fondo di Garanzia per i prestiti erogati alle famiglie all’interno del Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa.
L’Ance è intervenuta in audizione in Commissione Attività produttive della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle prospettive di attuazione e di adeguamento della Strategia energetica nazionale (SEN) al piano nazionale energia e clima per il 2030. Obiettivi che, sostengono i costruttori edili, devono coordinarsi con la Visione strategica europea al 2050 che punta alla decarbonizzazione degli edifici.
Riqualificazione edifici, Ance: ‘potenziare gli incentivi’
Secondo i costruttori edili, per far sì che un maggior numero di soggetti ricorra ai bonus fiscali è necessario estendere la possibilità di cessione del credito di imposta a tutti gli incentivi, compreso il bonus ristrutturazione, e ampliare la platea dei soggetti cedenti e cessionari.Ance propone di detassare l’affitto percepito dai proprietari che hanno realizzato interventi di efficienza energetica sugli immobili, ma anche di prevedere un incentivo economico per l’uso di abitazioni sostitutive dove alloggiare gli abitanti durante i lavori di riqualificazione e/o di ricostruzione. Ance ipotizza anche un sistema di tasse differenziato, cioè una tassazione agevolata per gli immobili nuovi ad alta efficienza energetica o esistenti che siano stati oggetto di riqualificazione energetica e aliquote dell’Ecobonus differenziate a seconda della destinazione d’uso dell’immobile.
È poi essenziale, sottolinea l’Ance, attivare azioni di formazione e diffusione rivolta ai proprietari e amministratori di condominio, ma anche introdurre un sistema di indicatori misurabili sulle prestazioni conseguibili a seguito degli interventi.
Semplificare il Conto termico e i Certificati bianchi
I costruttori edili ritengono che, per spingere le Amministrazioni a riqualificare gli edifici pubblici, è fondamentale la semplificazione del Conto termico.L’Ance propone inoltre di utilizzare i certificati bianchi nelle ristrutturazioni assegnando al proprietario dell’immobile (o al soggetto incaricato della gestione energetica) certificati bianchi proporzionali al risparmio energetico conseguito rispetto al fabbisogno medio del parco edilizio esistente.
Fondo nazionale per l’efficienza energetica
L’Ance ha segnalato che il DM 22 dicembre 2017 riconosce come beneficiari del Fondo solo le Esco, mentre esclude le imprese di costruzioni. Questa esclusione, affermano i costruttori edili, rischia di distorcere la concorrenza, perché, su di uno stesso intervento, un soggetto (le Esco) potrà finanziarsi a costi bassissimi e usufruire della garanzia pubblica mentre un’impresa di costruzioni non potrà accedere al Fondo.Secondo l’Ance, andrebbe aumentata la dotazione del Fondo e ridotti i requisiti per l’accesso ai finanziamenti. I costi agevolabili non dovrebbero essere poi limitati ai soli costi di investimento supplementari che consentono di realizzare extralivelli di efficientamento.
Ance ritiene inoltre opportuna la creazione di un Fondo di Garanzia per i prestiti erogati alle famiglie all’interno del Fondo di Garanzia Mutui Prima Casa.