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Piano Casa Puglia, proroga a rischio

Piano Casa Puglia, proroga a rischio

Maggioranza divisa sui cambi di destinazione d’uso degli edifici demoliti e ricostruiti nelle zone produttive

Vedi Aggiornamento del 11/11/2021
Foto: facebook.com/enzo.colonna.9
Foto: facebook.com/enzo.colonna.9
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 11/11/2021
06/12/2019 - In bilico la proroga del Piano Casa in Puglia. Fino a qualche giorno fa sembrava che le misure per il rilancio dell’edilizia, in scadenza al 31 dicembre 2019, dovessero essere prorogate, senza modifiche, al 31 dicembre 2020.
 
La proroga dovrebbe essere l’ultima. Poi il Piano Casa lascerebbe il posto alle misure strutturali contenute nel disegno di legge sulla bellezza del territorio pugliese, in fase di approvazione. Durante la discussione del ddl per la proroga del Piano Casa in Consiglio Regionale, è stato però approvato un emendamento che ha causato una spaccatura nella maggioranza e il mancato raggiungimento del numero legale per l’approvazione della legge.
 

Piano Casa Puglia, il ddl per la proroga

Il ddl prevede la proroga del Piano Casa al 31 dicembre 2020 e sposta al 1° agosto 2019, anche la data entro la quale gli immobili devono risultare “esistenti” per poter essere interessati dagli interventi di ampliamento o sostituzione edilizia.
 
Il testo, al momento in bilico, lascia invariate le percentuali di ampliamento volumetrico consentite, che partono dal 20% e possono raggiungere il 35% in caso di demolizione e ricostruzione o al 45% se alla demolizione segue la delocalizzazione dell’edificio e la rigenerazione urbana dell’area su cui sorgeva.

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Piano Casa, l’emendamento approvato

L'iter del ddl per la proroga del Piano Casa è stato messo in crisi quando il Consiglio Regionale ha approvato, con un voto di differenza, un emendamento proposto dal consigliere di maggioranza Domenico Santorsola, appartenente al gruppo “Noi a sinistra per la Puglia”. L’emendamento vieta l’utilizzo ad uso residenziale dei volumi derivanti dalle demolizioni e ricostruzioni di edifici a destinazione diversa, situati nelle zone ad uso produttivo, direzionale o commerciale.
 
Come spiegato su Facebook da Vincenzo Colonna, consigliere dello stesso gruppo, non è stata presa in considerazione la sua ipotesi intermedia di consentire l’utilizzo ad uso residenziale solo nell’ambito di uno specifico piano di intervento, ai sensi della LR 18/2019 sulla perequazione e compensazione urbanistica, o programma integrato di rigenerazione urbana adottato dal Comune.
 
Sull’argomento è intervenuto anche l'assessore regionale alla Pianificazione Territoriale Alfonso Pisicchio sostenendo che l’acceso dibattito è la dimostrazione di come “in presenza di una norma, soggetta ormai da dieci anni a continue proroghe, si alimentano valutazioni e interpretazioni normative (sotto forma di emendamenti) che rischiano di stravolgere il principio cardine dello strumento edilizio e di creare ulteriore confusione nei Comuni e nella pianificazione dei territori”. La soluzione, secondo Pisicchio, è l’approvazione della legge sulla Bellezza.
 
Si attende ora la prossima riunione del Consiglio Regionale per scoprire se il Piano casa sarà prorogato con o senza modifiche.
 
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