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Resto al Sud, al via le domande di incentivi per professionisti under 46

Resto al Sud, al via le domande di incentivi per professionisti under 46

Operativo dalle 12:00 di oggi lo sportello Invitalia che gestisce la misura da 1,2 miliardi di euro per Sud e cratere sismico

Vedi Aggiornamento del 28/05/2024
Foto: goodluz ©123RF.com
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di Alessandra Marra
Vedi Aggiornamento del 28/05/2024
09/12/2019 - A partire dalle ore 12:00 di oggi, i professionisti under 46 residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e nelle aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e 2017 possono accedere agli incentivi previsti da ‘Resto al Sud’ e presentare i progetti sulla piattaforma online di Invitalia.
 
È stata, infatti, pubblicata la Circolare 22/2019, che modifica la circolare del 2017 in attuazione del DM 134/2019, con le modalità operative per inviare le domande relative alla misura ‘Resto al Sud’ con una dotazione finanziaria complessiva di 1.250 milioni di euro.
 

Resto al Sud per professionisti

La nuova circolare, oltre ad indicare la data di apertura dello sportello di Invitalia, conferma l’innalzamento dell’età dei beneficiari da 35 a 45 anni e consente l’invio della domanda di contributo anche per le attività libero-professionale svolte da “soggetti iscritti in ordini o collegi professionali nonché dagli esercenti le professioni non organizzate in ordini o collegi disciplinate dalla legge 14 gennaio 2013, n. 4”.  
 
Con le modifiche apportate alla misura ‘Resto al Sud, possono accedere all’incentivo i liberi professionisti che, nei 12 mesi che precedono la richiesta di agevolazione, non sono stati titolari di partita Iva per un’attività analoga a quella proposta per il finanziamento e che mantengono la sede operativa nelle regioni interessate. Si tratta, ad esempio, di professionisti, ex dipendenti di uno studio, che vogliono aprirne uno proprio o di chiunque voglia uscire da una situazione di precariato o lavoro irregolare.
 
Il finanziamento Resto al Sud copre il 100% delle spese ammissibili e consiste in:
- un contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo;
- un finanziamento bancario pari al 65% dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi del finanziamento sono interamente coperti da un contributo in conto interessi.
 
L’importo massimo del finanziamento erogabile è di 50mila euro per ciascun socio, fino ad un ammontare massimo complessivo di 200mila euro.
 
Le domande, corredate da tutta la documentazione relativa al progetto imprenditoriale, vanno inviate a Invitalia, attraverso la piattaforma dedicata sul sito invitalia.it. L’Agenzia esaminerà i progetti in base all’ordine cronologico di arrivo e ne valuterà la sostenibilità tecnico-economica.
 
‘Resto al Sud’ esteso alle zone colpite dal Sisma
Le agevolazioni gestite da Invitalia in favore degli imprenditori under 46, finora riservate alle 8 regioni del Mezzogiorno, sono state estese anche ai giovani che vogliono avviare un'impresa nelle zone dell'Italia centrale colpite dai terremoti del 2016 e 2017, cioè Abruzzo, Umbria, Lazio e Marche. Ciò è previsto dal Decreto Sisma e dalle legge di conversione.  
 
Resto al Sud: cosa prevede la misura
La misura permette di avviare iniziative imprenditoriali per 1) la produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura; 2) fornitura di servizi alle imprese e alle persone; 3) turismo.
 
Sono ammissibili le spese per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili, per l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature e programmi informatici e per le principali voci di spesa utili all’avvio dell’attività.
 
Ricordiamo che la prima versione della misura “Resto al Sud” è stata introdotta nel 2017 dalla legge “Mezzogiorno” per sostenere la nascita di nuove attività imprenditoriali promosse da giovani dai 18 ai 35 anni nelle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).

Le modalità operative sono state definite dal DM 174/2017. Gli incentivi inizialmente erano limitati alle imprese; la Legge di Bilancio 2019 ha poi esteso l’incentivo agli under 46 e ai liberi professionisti ma per rendere realmente operativo quanto previsto è stato necessario attendere prima il DM 134/2019 e poi la nuova circolare.
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