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Beni strumentali, anche i professionisti forfetari possono acquistarli con il bonus

Beni strumentali, anche i professionisti forfetari possono acquistarli con il bonus

Nella Legge di Bilancio 2020 un credito di imposta del 6% per chi si dota di nuovi computer e arredi per lo studio

Vedi Aggiornamento del 26/02/2020
Foto: rawpixel©123RF.com
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di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 26/02/2020
10/01/2020 - Dal 2020 i professionisti che rientrano nel regime forfetario possono usufruire del credito di imposta per l’acquisto di computer, arredi e strumentazioni per lo studio. La novità è stata introdotta dalla Legge di Bilancio per il 2020.
 

Professionisti forfetari, le novità del 2020

La Legge di Bilancio 2020 ha modificato la normativa sul super ammortamento, dal quale erano espressamente esclusi i professionisti forfetari. La Legge di Bilancio stabilisce espressamente che il credito di imposta per l'acquisto di beni materiali strumentali si applica, alle stesse condizioni, alle imprese e agli esercenti arti e professioni. Non essendoci altre specifiche, si desume che sono ammessi all’agevolazione tutti i professionisti, a prescindere dal regime fiscale in cui ricadono.
 
La Legge di Bilancio 2020, lo ricordiamo, ha anche rivisto le condizioni di accesso al regime forfetario escludendo chi percepisce un reddito da lavoro dipendente superiore a 30mila euro e chi nell'anno precedente ha sostenuto spese per lavoro accessorio superiori a 20mila euro.
 

Professionisti forfetari, bonus per i beni strumentali

I professionisti con compensi o ricavi fino a 65mila euro, soggetti ad una tassazione con aliquota al 15%, potranno accedere alle agevolazioni per l’acquisto di beni materiali strumentali nuovi.
 
L’agevolazione consiste in un credito di imposta del 6% entro il limite massimo di 2 milioni di euro. Per gli investimenti effettuati mediante contratti di locazione finanziaria, si assume il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni.
 
Il credito di imposta può essere utilizzato solo in compensazione in cinque rate di pari importo, a decorrere dall’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni.
 
Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile dell’Irap ed è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito, non porti al superamento del costo sostenuto.
 

Beni strumentali ammessi ed esclusi dall'agevolazione

Il credito di imposta è riconosciuto per l’acquisto di beni materiali strumentali nuovi, cioè computer, completi dei software indispensabili al loro funzionamento, stampanti e arredi per lo studio o l’ufficio. Si tratta di un elenco non esaustivo. All'agevolazione sono ammessi i beni con un coefficiente di ammortamento superiore al 6,5%, elencati dal DM 31 dicembre 1988. 

Sono invece esclusi dall’agevolazione:
- i software non indispensabili al funzionamento del pc;
- ​i beni materiali e immateriali rientranti nel programma Industria 4.0 (Allegati A e B della Legge 232/2016);
- i veicoli;
- i fabbricati e le costruzioni.
 

Professionisti forfetari, controlli sui beni strumentali

I soggetti che si avvalgono del credito d'imposta sono tenuti a conservare, pena la revoca del beneficio, la documentazione idonea a dimostrare l'effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili. 
 
Le fatture e gli altri documenti relativi all'acquisizione dei beni agevolati devono quindi l’espresso riferimento alle disposizioni dei commi da 184 a 194 della Legge di Bilancio (Sottolineiamo che le agevolazioni per i professionisti iniziano dal comma 188).
 
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