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Riforestazione Urbana, pronti 30 milioni di euro fino al 2021

Riforestazione Urbana, pronti 30 milioni di euro fino al 2021

In Gazzetta il decreto che finanzia la progettazione di interventi per il miglioramento della qualità dell’aria e la biodiversità. Il Ministro Costa annuncia altre risorse dal Recovery Fund

Vedi Aggiornamento del 11/05/2023
Foto: www.minambiente.it
Foto: www.minambiente.it
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 11/05/2023
13/11/2020 - Sono in arrivo 30 milioni di euro per i progetti di riforestazione urbana e la tutela della biodiversità. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM 9 ottobre 2020, con cui il Ministro dell’Ambiente dà attuazione alla Legge Clima (L. 141/2019).
 

Riforestazione urbana, 30 milioni fino al 2021

Il decreto stanzia 30 milioni di euro, 15 per il 2020 e 15 per il 2021 per finanziare i progetti volti al miglioramento della qualità dell’aria e alla tutela della biodiversità nelle Città metropolitane. Le risorse saranno assegnate sulla base della qualità dell’aria delle zone oggetto della procedura di infrazione 2014/2174. Le Città oggetto della procedura di infrazione sono indicate nell’Allegato al decreto.

Le Città Metropolitane dovranno redigere o selezionare i progetti ed inviarli al Ministero dell'Ambiente entro 120 giorni dalla pubblicazione del Decreto in Gazzetta Ufficiale. Considerando che l'invio dovrà avvenire entro l'11 marzo 2021, le Città Metropolitane potrebbero pubblicare bandi per l'acquisizione di tali progetti.
 
Ogni progetto potrà ottenere un finanziamento massimo pari a 500mila euro. Dopo l’approvazione del progetto, sarà erogato il 20%, a titolo di anticipo, a seguito della comunicazione di avvio dei lavori, poi il 50% alla presentazione dello stato di avanzamento per almeno la metà delle opere finanziate ed eseguite, a fronte della presentazione di specifici documenti attestanti la contabilità, la fatturazione, la relazione di sintesi e la documentazione fotografica. Il restante 30% sarà erogato alla presentazione del certificato di regolare esecuzione e atto di collaudo delle opere realizzate, con allegata contabilità, fatturazione, documentazione fotografica, copia dei certificati di provenienza delle specie vegetali.
 

Riforestazione urbana, i criteri della progettazione

I progetti devono perseguire i seguenti obiettivi prioritari:
- assicurare la tutela della biodiversità,
- assicurare l’aumento della superficie delle infrastrutture verdi e il miglioramento della funzionalità ecosistemica;
- incrementare la salute e il benessere dei cittadini.
 
Nell’Allegato 2 del Decreto, sono indicati i criteri di valutazione delle proposte progettuali. Sarà valutata la capacità dell’intervento progettato di contrastare i cambiamenti climatici, ad esempio in base alle superfici oggetto di riforestazione e alla sostituzione di superfici impermeabili, l’assorbimento di CO2 e la valenza sociale, data per esempio dai collegamenti con piste ciclabili e trasporto pubblico.
 
Tra i criteri per valutare la qualità della proposta progettuale, sarà premiata la formazione di un gruppo di progettazione formato da professionisti ed esperti di estrazione multidisciplinare.
 

Ministro Costa: col Recovery Plan saranno piantati 50 milioni di alberi

Il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ha annunciato che intende andare oltre. ““Nel Recovery plan - ha spiegato - è mia ferma intenzione andare oltre, e piantumare nei tempi previsti, vale a dire 3 anni di impegno di spesa e 6 anni complessivi, fino a 50 milioni di alberi che si sommano ai fondi che già abbiamo messo. Stiamo facendo un piano di riforestazione urbana ed extraurbana mai fatto prima per avere un inventario forestale che riguardi anche le zone interne della città, e trasformare il concetto di superficie forestale”.
 
Queste iniziative, continua Costa, si abbinano con il CAM verde pubblico “una norma che ci consente di dire a tutti gli enti pubblici che ogni volta che si vuole fare un intervento che riguarda il green, questo va fatto secondo indicazioni precise stabilite dal Ministro dell’ambiente”.
 
Il Ministro Costa ha anche sottolineato che la condanna dell’Unione Europea si riferisce a quanto fatto fino al 2017. “L’Unione europea dice però che finalmente l’Italia dal 2018 ha cambiato regime, e sta mostrando segni incoraggianti di voler realmente migliorare la qualità dell’aria. Questa per noi è una grande soddisfazione, il Clean air dialogue è stato l’inizio di un percorso attraverso il quale, sempre in accordo con le Regioni e a  catena con i Comuni, abbiamo stanziato una media di 90 milioni di euro su base annua per un totale di 1 miliardo e 400 milioni”.
 
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