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Progettazione, le PA devono motivare gli affidamenti in-house

Progettazione, le PA devono motivare gli affidamenti in-house

Fondazione Inarcassa: ‘nuove opportunità di lavoro per i liberi professionisti’

Vedi Aggiornamento del 09/02/2022
Foto: Andrea De Martin © 123rf.com
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Vedi Aggiornamento del 09/02/2022
08/11/2021 - Le pubbliche amministrazioni che intendano affidare la progettazione direttamente a propri organismi in-house sono tenute a motivare la scelta e a dimostrarne la convenienza economica e sociale rispetto al ricorso al mercato, pena l’illegittimità dell’affidamento stesso.
 
Per aiutare le Stazioni appaltanti a rispettare questa norma - contenuta nell’articolo 192, comma 2, del Codice dei contratti pubblici - l’ANAC sta per emanare apposite Linee Guida che forniranno indicazioni per la formulazione della motivazione.
 
Prima di pervenire alla scelta di non affidare la progettazione all’esterno, la P.A. deve mettere in atto un processo valutativo finalizzato ad individuare il modello più conveniente di affidamento del contratto, comparando tutti gli interessi pubblici e privati coinvolti, tenendo conto degli aspetti economici e valutando la congruità economica.
 
Solo dopo aver accertato che le prestazioni richieste non sono reperibili sul mercato, la stazione appaltante può procedere con l’affidamento in-house. I risultati delle ricerche costituiranno la motivazione che giustificherà l’affidamento interno.
 

 
Fondazione Inarcassa: ‘opportunità di lavoro per i liberi professionisti’

Fondazione Inarcassa esprime grande soddisfazione per le nuove Linee Guida Anac sugli affidamenti in-house, che contengono una proposta formulata nel corso della consultazione aperta a tutti gli stakeholder a marzo scorso.
 
“Sono stati accolti i principi evidenziati nel nostro contributo, osserva Franco Fietta, Presidente della Fondazione Inarcassa. Adesso ci aspettiamo più gare da parte delle Società pubbliche che dovranno acquisire i servizi di ingegneria e architettura ricorrendo al mercato.
 
Quei servizi che prima le amministrazioni affidavano alle proprie controllate, senza effettivamente verificare se vi fossero le competenze e le professionalità più adatte, dandone motivate ragioni, ora, invece, saranno più facilmente individuati sul mercato per il perseguimento di scopi pubblici.
 
L’introduzione dell’obbligo di motivazione avrà l’effetto di un ricorso più frequente sul mercato, favorendo nuove opportunità e occasioni di lavoro per i liberi professionisti. Siamo convinti che in questo modo si determinerà un indubbio vantaggio per la collettività grazie alla maggiore qualità garantita dalla concorrenza”. 
 
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