13/12/2021 - Le
porte interne, oltre ad aggiungere valore estetico ad un’abitazione, sono funzionali a garantire la privacy e ad attutire suoni e rumori, e devono essere resistenti a graffi ed urti e soprattutto impermeabili.
Ci sono
molteplici tipologie di porte interne che si differenziano per il sistema di apertura e per il materiale utilizzato per l’anta.
Quali sono le caratteristiche tecnico-funzionali che un acquirente o un tecnico dovrebbero conoscere per acquistare o proporre un prodotto con minimi e necessari standard di qualità?
Per rispondere a questa domanda abbiamo coinvolto due aziende rinomate nella produzione di porte: Garofoli e Scrigno. Con
Leonardo Filippetti, Marketing Manager di Garofoli approfondiremo gli aspetti legati alle
porte a battente, con
Stefano Rossi, Product Manager di Scrigno, invece quelli legati alle
porte scorrevoli.
Nel mondo tecnico-commerciale legato alle porte è consueto l’uso dell’aggettivo ‘standard’. Ma cosa significa standard? Standard è anche sinonimo di qualità?
Dai pareri espressi sia da Garofoli che da Scrigno, emerge che a livello tecnico l’aggettivo standard è riferito alle
misure comunemente utilizzate, ovvero 210 cm per l’altezza e 80 cm per la larghezza, escludendo tutte le soluzioni fuori misura.
“Dal punto di vista commerciale l’aggettivo ‘standard’ assume il significato di
entry level, ha detto Scrigno, ovvero una porta proposta nella sua versione più basica”.
“La qualità, ha sottolineato Garofoli, dipende dai materiali e dalle tecniche costruttive utilizzati.”
Le caratteristiche indispensabili di una porta a battente
Una porta a battente ha diversi componenti, quali l’anta, il telaio fisso, i coprifili, la maniglia, la serratura, le cerniere e le guarnizioni. Quali caratteristiche devono avere tali elementi affinché una porta sia resistente, robusta e di qualità?
“Esistono tanti tipi di porte, con stili, materiali e versioni differenti, per cui è molto difficile dare una risposta esauriente e che possa comprendere tutta la casistica esistente - ha detto il dott. Filippetti -. In generale, consiglio ad un futuro acquirente o ad un professionista di informarsi attentamente sui materiali che compongono la porta.
Ad esempio, nei modelli considerati più economici ci sono grandi differenze in termini di qualità: una porta può essere in solo MDF, il che la espone molto più facilmente ai possibili danni causati da un pavimento bagnato, oppure può essere in HDF idrofugo con elementi in massello e multistrato, come i nostri prodotti, per i quali garantiamo la massima resistenza all'umidità. Un altro suggerimento che vorrei dare è quello di verificare che tutte le parti sottoposte a usura, come le cerniere, siano garantite da produttori referenziati.”
Dettaglio cerniera ©Garofoli
Qual è la finitura maggiormente resistente e longeva per una porta a battente?
A parere di Garofoli, “una
porta in legno massiccio rappresenta il massimo in termini di
durata e di
sostenibilità. Il legno è un materiale riparabile, ripristinabile, ravvivabile, e soprattutto intramontabile. L’azienda è testimone di porte installate 40 anni fa che sono ancora come nuove e soprattutto attuali.”
La maggior parte delle porte sono di dimensioni standard, ma in case più datate è possibile imbattersi in porte fuori misura. Per evitare di acquistare porte fuori misura, si sceglie di eliminare il traverso e/o il montante del telaio fisso per adattare una porta con misure standard. È un’operazione fattibile o converrebbe riquadrare il vano porta?
“Se c'è la possibilità di installare una porta di misure standard facendo un'operazione semplice e gratuita come
eliminare il traverso superiore del controtelaio, allora è consigliabile, ha suggerito Garofoli, perché una porta ‘fuori misura’ in genere ha un costo superiore. Eliminare un elemento del controtelaio è un'operazione non solo fattibile, ma anche abbastanza veloce; con le
dovute attenzioni in fase di posa, non compromette la stabilità della porta.”
Fuori misura possono essere non sono solo l’altezza e la larghezza ma anche gli spessori, come avviene nel caso di pareti portanti, o pareti con rivestimenti su entrambi i lati. Come bisogna procedere in queste situazioni?
“Quando si parla di spessore standard del telaio normalmente si fa riferimento allo spessore standard delle pareti divisorie in ambito residenziale, spessore che oscilla tra i 10 e 12 centimetri.
In fase di ordine di una porta è fondamentale indicare anche lo spessore del muro in cui va installata, perché il telaio viene prodotto a misura e al di sopra di certi spessori il prezzo della porta subisce un aumento. Risolto questo aspetto, non ci sono problemi nel realizzare telai fuorimisura: le aziende sono abituate a produrre porte per spessori muro anche molto grandi e a livello di prestazioni non ci sono differenze tra telai di misura standard e non standard.”
Sezione mostrina a infilare a sinistra e Sezione mostrina a toppa a destra ©Garofoli
In fase di scelta viene spesso proposta una porta con chiusura rallentata anziché con chiusura normale. Quando è utile optare per una porta da interno con chiusura rallentata?
“Si
utilizzano sistemi a chiusura rallentata soprattutto nei locali pubblici, ma anche in casa quando c'è la necessità che una porta si richiuda subito ed autonomamente. A questo scopo si montano su qualsiasi porta a battente
cerniere autochiudenti o bracci che agiscano sull'anta per riportarla a contatto col telaio.”
Sottoscala Miraquadra ©Garofoli
Altro suggerimento di scelta riguarda i coprifili: scegliere tra coprifili piatti, telescopici o curvi è solo una questione di gusto o vi sono differenze tecnico-prestazionali?
A quest’ultima domanda il dott. Filippetti ha risposto: “direi che sia solo questione di gusto, al netto della comodità del coprifilo telescopico in fase di posa in opera. Quando si installa la porta nella sua sede muraria, raramente si trova la parete perfettamente a piombo e di uno spessore costante. In questi casi il
coprifilo telescopico è molto utile perché permette di compensare i millimetri di troppo senza inficiare l'estetica del prodotto.”
Le caratteristiche indispensabili di una porta scorrevole
Abbiamo posto delle domande molto simili a Scrigno per le porte scorrevoli, con l’obiettivo di individuare le caratteristiche che contraddistinguono un buon prodotto.
Anche in una scorrevole troviamo elementi quali anta, controtelaio, telaio fisso, coprifili, maniglia, serratura e guarnizioni. In una soluzione scorrevole non ci sono le cerniere. Quali caratteristiche devono avere i vari componenti affinché una porta scorrevole sia resistente, robusta e di qualità?
“Per quanto riguarda le porte scorrevoli, sono il
controtelaio e la sua posa a fare la differenza, ha affermato il dott. Rossi. La silenziosità e la resistenza a pesi elevati e alla corrosione denotano la qualità del sistema di scorrimento, garantendo la sua durata nel tempo.
Il comfort legato alle soluzioni scorrevoli deriva dalla
percezione di uno scorrimento rettilineo, senza oscillazioni laterali e ondulatorie del pannello, ad esempio, noi di Scrigno utilizziamo una guida in alluminio anodizzato e una coppia di carrelli dotati di cuscinetti a sfera, per ottenere la massima scorrevolezza con il minimo sforzo.
Per ciò che concerne
l’anta impiallacciata di qualità, invece, è importante che il perimetro strutturale sia realizzato con materiale nobile;
stipite listellare e coprifili multistrato conferiscono stabilità al prodotto.”
Ammortizzatore doppio, in apertura e in chiusura ©Scrigno
Il controtelaio per una porta scorrevole è un elemento scatolare all'interno del muro. Come sceglierlo? Ci sono degli accorgimenti da seguire durante la sua posa per non incorrere in problemi successivi quando sarà montata la scorrevole?
“È
fondamentale rispettare lo spessore e la tipologia della parete nella quale è inserito il controtelaio, ha sottolineato Scrigno. La posa deve avvenire a regola d’arte, rispettando piombo e piano, utilizzando materiale adatto al rivestimento del fianco per
evitare spiacevoli ‘spanciamenti’. In particolare, per ciò che riguarda la posa su intonaco, è importante fare particolare attenzione alla composizione della prima mano di malta con la quale si riveste il fianco; una quantità idonea di cemento garantirà, infatti, la giusta robustezza al fianco.”
Passando a proposte di scelta, che ruolo ha la finitura nella resistenza e durata della porta? Quali sono le finiture maggiormente resistenti e durature per una porta scorrevole?
“
I laminati rappresentano la finitura più duratura per una porta scorrevole, la lamina plastica applicata sulla superficie rende l’anta più resistente a colpi e graffi da usura. Si tratta inoltre di un materiale meno soggetto a variazioni di colore dovute all’irraggiamento solare.”
Porta scorrevole per Essential - linea Comfort Sound finitura palissandro bianco ©Scrigno
Ci sono porte scorrevoli con chiusura rallentata o normale; quale converrebbe scegliere in termini tecnici e di utilità?
“Nella quotidianità
il beneficio di una chiusura rallentata è rilevante, ha sostenuto il dott. Rossi, soprattutto quando questa unisce la funzione di freno in chiusura a quella di richiamo, permettendo quindi di non preoccuparsi di accostare la porta ad ogni utilizzo. Rallentando la corsa della porta nell’ultimo tratto di chiusura si evitano, inoltre, possibili situazioni di pericolo.”
Quali coprifili è meglio scegliere per una scorrevole, piatti, telescopici o curvi?
“La scelta tra coprifili piatti e curvi è prettamente estetica; i
coprifili telescopici offrono invece una regolazione aggiuntiva che consente l’adeguamento in cantiere di situazioni non standard.”