10/02/2022 - L’impermeabilizzazione è una fase fondamentale del processo costruttivo. Se non viene eseguita correttamente può causare problemi in post-produzione, come le infiltrazioni, che sono causa di molteplici contenziosi.
In edilizia, per nuove opere e rifacimenti, vengono impiegati diversi
sistemi per comporre una stratigrafia impermeabile, che possono essere divisi in due macro categorie:
- le impermeabilizzazioni prefabbricate;
- le impermeabilizzazioni liquide.
Tra le impermeabilizzazioni liquide ci sono quelle in
resina a base di PMMA (soluzione costituita da resina di polimetilmetacrilato), che trovano applicazione in tetti piani, tetti verdi, balconi e terrazze, parcheggi, segnaletica orizzontale, scale, piscine, risvolti, giunti di dilatazione e dettagli complessi. Sono usate anche per applicazioni in sedi industriali e progetti speciali quali impianti sciistici e di produzione di energia e, in generale, in tutte quelle situazioni soggette a sollecitazioni meccaniche molto intense.
Le soluzioni liquide a base di resine PMMA permettono di realizzare impermeabilizzazioni molto elastiche e risolvere diverse problematiche relative a dettagli di difficile realizzazione, come ad esempio
compensare quote e pendenze.
Le resine PMMA per impermeabilizzazione non sono una novità: il
PMMA fu scoperto in Germania dal chimico Walter Bauer nel 1933 e le soluzioni a base di PMMA vengono utilizzate, in particolare nell’Europa centrale, da almeno 40 anni.
Per le impermeabilizzazioni liquide, e quindi anche per quelle a base di PMMA, le normative di riferimento sono:
- la norma UNI 11345;
- le linee guida ETAG 005.
La
UNI 11345 fornisce istruzioni circa le attività da adottarsi per il controllo durante la fase di progettazione, esecuzione e gestione di coperture continue realizzate con membrane flessibili per impermeabilizzazione.
Le linee guida ETAG 005 sono state definite dall’EOTA e definiscono le prestazioni richieste ai sistemi di impermeabilizzazione realizzati con prodotti applicati liquidi. L’ETAG può quindi essere letto come un “parere autorevole” fornito da un ente indipendente (ITC-CNR in Italia, DIBt in Germania).
L’acquirente del prodotto può quindi orientarsi tra diversi sistemi e prodotti, verificando che la soluzione soddisfi le normative citate.
I
vantaggi di questa soluzione possono essere riassunti nei seguenti punti:
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Elevato crack-brinding, ovvero la capacità di un sistema o di una membrana impermeabilizzante di resistere senza deterioramenti alla propagazione di crepe dal supporto in funzione della sua elasticità, mantenendo così inalterate le proprietà di tenuta della superficie impermeabilizzata.
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Alta resistenza ai raggi UV.
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Ottima adesione su qualsiasi supporto, senza quindi la necessità di dover demolire.
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Carrabile e pedonabile.
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Alta resistenza alle temperature, per intervalli che vanno dai -30 +90 °C.
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Trasparente.
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Impermeabilizzazione senza giunture; rispetto alle impermeabilizzazioni prefabbricate il principale vantaggio delle impermeabilizzazioni in resina, consta nel fatto che esse vengono applicate a freddo in forma liquida; ciò consente di impermeabilizzare efficacemente dettagli complessi - limite tipico degli impermeabilizzanti prefabbricati - senza alcuna giuntura o saldatura.
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Velocità di posa in opera; le resine PMMA catalizzano ed induriscono dopo pochi minuti dalla miscelazione, questo consente interventi rapidissimi e con minimi disagi. Per questo motivo è indispensabile che la progettazione e posa sia eseguiti da personale specializzato.
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Resistenza alle radici; tipico problema per le impermeabilizzazioni di tetti verdi.
Un esempio applicativo in cui sono state utilizzate soluzioni impermeabilizzanti liquide a base di PMMA è il progetto di
riqualificazione di un complesso di edilizia residenziale pubblica Eastland Homes, realizzato con lo standard di casa passiva a Manchester. La resina è stata usata per l’
impermeabilizzazione dei passaggi pedonali a sbalzo, dei balconi esistenti e dei tetti di entrambi i blocchi di appartamenti che costituiscono il complesso.