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Prove su materiali e costruzioni, la competenza è anche dei tecnici

Prove su materiali e costruzioni, la competenza è anche dei tecnici

Il Tar Lazio annulla definitivamente la disposizione delle Linee guida sui ponti e viadotti che ammetteva solo i laboratori autorizzati

Vedi Aggiornamento del 17/05/2023
Foto: goodluz©123RF.com
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di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 17/05/2023
22/03/2022 - Si chiude il cerchio della competenza ad effettuare le prove e i controlli sui materiali da costruzione e le costruzioni esistenti.
 
Il Tar Lazio, con la sentenza 3132/2022, ha annullato il paragrafo 1.8 delle Linee guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza e il monitoraggio dei ponti esistenti, contenute nel DM 578 del 17 dicembre 2020.
 
A quasi un anno di distanza, i giudici confermano quindi i contenuti dell’ordinanza 2232/2022, con cui era stata disposta la sospensione del paragrafo I.8.
 

Prove su materiali e costruzioni, le linee guida

Le linee guida, messe a punto dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per definire le modalità di realizzazione, attuazione, e gestione di un sistema di monitoraggio delle infrastrutture stradali di competenza di Anas o dei concessionari autostradali pubblici, prevedevano che le prove ed i controlli sui materiali da costruzione su strutture e costruzioni esistenti devono essere effettuate e certificate da un laboratorio previsto dall’articolo 59 del Testo Unico dell’Edilizia (Dpr 380/2001).
 
In sostanza, potevano effettuare le prove solo i laboratori degli istituti universitari dei politecnici e delle facoltà di ingegneria e delle facoltà o istituti universitari di architettura, il laboratorio di scienza delle costruzioni del centro studi ed esperienze dei servizi antincendi e di protezione civile, il laboratorio dell’Istituto sperimentale di RFI Spa e del Centro sperimentale dell'Ente nazionale per le strade (ANAS) di Cesano (Roma). A questi potevano aggiungersene altri se autorizzati dal Ministero delle Infrastrutture.
 

Prove su materiali e costruzioni, competenti anche i tecnici

I giudici hanno sottolineato che, sulla base delle Norme Tecniche delle Costruzioni - NTC 2018, e della Circolare attuativa 633/2019, esistono due tipi di prove: quelle in situ (non distruttive), che possono essere svolte sul campo, e quelle distruttive, che devono essere necessariamente effettuate in laboratorio.
 
Anche se i tecnici possono effettuare le prove in situ, le linee guida per la sicurezza dei ponti e dei viadotti hanno escluso la loro competenza, riservando solo ai laboratori autorizzati lo svolgimento d tutte le prove. I requisiti imposti dalle linee guida avrebbero reso necessario che i tecnici si organizzassero in forma imprenditoriale, sbarrando di fatto la strada a molti professionisti.
 
Il Tar ha quindi disposto l’annullamento del paragrafo I.8.
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