
Terre e rocce da scavo e inerti da costruzione e demolizione, regole più semplici per il riuso
LAVORI PUBBLICI
Terre e rocce da scavo e inerti da costruzione e demolizione, regole più semplici per il riuso
In consultazione il decreto Mase per velocizzare le opere PNRR snellendo la gestione dei materiali escavati. Pronte anche le correzioni al decreto ‘End of waste’
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del 18/02/2025

25/09/2023 - Gestione più snella delle terre e rocce da scavo per velocizzare la realizzazione delle opere finanziate con il PNRR, ma anche correzione del decreto “End of waste” per semplificare il riutilizzo degli inerti da costruzione e demolizione.
Sono gli obiettivi di due decreti messi a punto dal Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase).
La bozza di decreto regola l’utilizzo semplificato delle terre e rocce da scavo come sottoprodotto e non come rifiuto.
Il decreto del Mase sulle terre e rocce da scavo darà attuazione al Decreto “PNRR 3” (DL 13/2023 convertito nella Legge 41/2023), che ha previsto una gestione semplificata per velocizzare la realizzazione delle opere finanziate dal PNRR, la costruzione degli impianti necessari a garantire la sicurezza energetica e l’adeguamento della rete infrastrutturale idrica per contrastare la siccità.
Rispetto alla normativa vigente (DPR 120/2017), la bozza di decreto sulle terre e rocce da scavo prevede un utilizzo più ampio dei materiali escavati, consentendo ad esempio il riutilizzo dei sedimenti come sottoprodotti nell’entroterra.
La bozza di decreto sulle terre e rocce da scavo contiene definizioni più chiare e prevede lo snellimento della disciplina sul deposito intermedio e sul riuso delle terre e rocce da scavo provenienti da piccoli cantieri, ma anche semplificazioni della modulistica per il trasporto.
“Semplifichiamo gli oneri burocratici in capo alle imprese e facilitiamo l’utilizzo di sedimenti che derivano da scavi e lavori per la realizzazione di infrastrutture” ha commentato il viceministro all’Ambiente e Sicurezza Energetica Vannia Gava alla conferenza nazionale Smart Ports di Ferrara nell’ambito di Remtech Expo.
“Per le Autorità - ha spiegato - sarà così possibile accelerare le operazioni di dragaggio, attraverso interventi di ripascimento e consolidamento di argini e barene. Una svolta epocale. Con il collega Viceministro Rixi stiamo anche completando l’iter di adozione del Piano nazionale per i dragaggi sostenibili per favorire lo sviluppo dell'accessibilità marittima, la resilienza delle infrastrutture portuali e la manutenzione di invasi e bacini idrici”.
L’obiettivo del decreto è la semplificazione delle regole per reintrodurre sul mercato gli inerti da costruzione e demolizione, ma anche l’ampliamento degli ambiti di riutilizzo di questi materiali. Il decreto correggerà, dopo le interlocuzioni con gli operatori del settore, le criticità del Decreto “End of waste” (DM 152/2022).
Come spiegato in una nota dal viceministro Gava, “la norma amplia il novero delle possibili applicazioni cui possono essere destinati i materiali, differenziando i requisiti che devono avere, più o meno stringenti a seconda della finalità cui sono destinati”.
“Questo significa - ha dichiarato il Viceministro - più volumi recuperati, meno discarica, migliore circolarità e tutela ambientale, in un mercato che ha un peso importante in Italia e impatti su molteplici filiere, tra cui quella estrattiva, delle costruzioni e delle demolizioni, della produzione di aggregati riciclati, bitumi, calcestruzzi e cementi”.
Il testo ha già affrontato la fase di consultazione e deve essere trasmesso al Consiglio di Stato. Dopo il via libera, il Mase potrà procedere all’adozione formale.
Sono gli obiettivi di due decreti messi a punto dal Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase).
Terre e rocce da scavo, semplificazioni per rispettare i tempi del PNRR
La bozza del primo decreto, riguardante le terre e rocce da scavo, è stata posta in consultazione sul sito del Mase.La bozza di decreto regola l’utilizzo semplificato delle terre e rocce da scavo come sottoprodotto e non come rifiuto.
Il decreto del Mase sulle terre e rocce da scavo darà attuazione al Decreto “PNRR 3” (DL 13/2023 convertito nella Legge 41/2023), che ha previsto una gestione semplificata per velocizzare la realizzazione delle opere finanziate dal PNRR, la costruzione degli impianti necessari a garantire la sicurezza energetica e l’adeguamento della rete infrastrutturale idrica per contrastare la siccità.
Rispetto alla normativa vigente (DPR 120/2017), la bozza di decreto sulle terre e rocce da scavo prevede un utilizzo più ampio dei materiali escavati, consentendo ad esempio il riutilizzo dei sedimenti come sottoprodotti nell’entroterra.
La bozza di decreto sulle terre e rocce da scavo contiene definizioni più chiare e prevede lo snellimento della disciplina sul deposito intermedio e sul riuso delle terre e rocce da scavo provenienti da piccoli cantieri, ma anche semplificazioni della modulistica per il trasporto.
“Semplifichiamo gli oneri burocratici in capo alle imprese e facilitiamo l’utilizzo di sedimenti che derivano da scavi e lavori per la realizzazione di infrastrutture” ha commentato il viceministro all’Ambiente e Sicurezza Energetica Vannia Gava alla conferenza nazionale Smart Ports di Ferrara nell’ambito di Remtech Expo.
“Per le Autorità - ha spiegato - sarà così possibile accelerare le operazioni di dragaggio, attraverso interventi di ripascimento e consolidamento di argini e barene. Una svolta epocale. Con il collega Viceministro Rixi stiamo anche completando l’iter di adozione del Piano nazionale per i dragaggi sostenibili per favorire lo sviluppo dell'accessibilità marittima, la resilienza delle infrastrutture portuali e la manutenzione di invasi e bacini idrici”.
Inerti da costruzione e demolizione, correzioni al decreto 'End of waste'
Il secondo decreto del Mase riguarda il riutilizzo degli inerti da costruzione e demolizione.L’obiettivo del decreto è la semplificazione delle regole per reintrodurre sul mercato gli inerti da costruzione e demolizione, ma anche l’ampliamento degli ambiti di riutilizzo di questi materiali. Il decreto correggerà, dopo le interlocuzioni con gli operatori del settore, le criticità del Decreto “End of waste” (DM 152/2022).
Come spiegato in una nota dal viceministro Gava, “la norma amplia il novero delle possibili applicazioni cui possono essere destinati i materiali, differenziando i requisiti che devono avere, più o meno stringenti a seconda della finalità cui sono destinati”.
“Questo significa - ha dichiarato il Viceministro - più volumi recuperati, meno discarica, migliore circolarità e tutela ambientale, in un mercato che ha un peso importante in Italia e impatti su molteplici filiere, tra cui quella estrattiva, delle costruzioni e delle demolizioni, della produzione di aggregati riciclati, bitumi, calcestruzzi e cementi”.
Il testo ha già affrontato la fase di consultazione e deve essere trasmesso al Consiglio di Stato. Dopo il via libera, il Mase potrà procedere all’adozione formale.