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A ottobre cala la domanda di servizi tecnici, Oice: effetto boomerang di Codice Appalti e equo compenso

A ottobre cala la domanda di servizi tecnici, Oice: effetto boomerang di Codice Appalti e equo compenso

Registrato un calo del 78% rispetto all’anno precedente. Le gare sopra i 140mila euro sono il 15% del totale

Vedi Aggiornamento del 15/10/2024
Progettazione e servizi tecnici - Foto: rawpixel123RF.com
Progettazione e servizi tecnici - Foto: rawpixel123RF.com
di Paola Mammarella
Vedi Aggiornamento del 15/10/2024
16/11/2023 - A ottobre cala la domanda di servizi tecnici e progettazione. Secondo l’Oice, la decrescita è dovuta all’effetto boomerang del Codice Appalti e della legge sull’equo compenso.
 

Progettazione e servizi tecnici, calo a ottobre

Dalle rilevazioni dell’Oice emerge che il totale del valore per servizi tecnici immessi nel mercato pubblico a ottobre comprende ammonta a 172,2 milioni di euro, di cui 128 milioni derivati dai bandi di architettura e ingegneria e i 43 milioni dai servizi tecnici contenuti negli appalti integrati. Una cifra quasi doppia rispetto agli 86 milioni di settembre, che però ha rappresentato il minimo storico dal 1994, ma in calo del 78% rispetto a ottobre 2022.
 
Nei bandi per soli servizi tecnici, senza appalti integrati, il calo è del76%. A pesare, spiega Oice, è l’assenza di alcuni grandi committenti che non emettono bandi anche perché in attesa di chiarimenti sull’applicazione della legge sull’equo compenso.
 
Le gare per servizi tecnici pubblicate sulla gazzetta europea (sopra la soglia UE di 215.000 euro) sono solo 66, un dato che secondo Oice mostra il ricorso al frazionamento artificioso dei bandi per rientrare nella fascia degli affidamenti diretti (fino a 140.000 euro).
 
Gli affidamenti sotto i 140.000 euro stati 504, cioè il 74% del totale dei bandi, per un valore di 21,7 milioni di euro, che rappresenta il 18% del totale.
 
Per le gare di sola progettazione, ci sono stati 187 affidamenti, il 77% del totale, per 10,2 milioni di euro, cioè il 18% del totale.
 
Requisiti di partecipazione e ribassi nelle gare di progettazione e servizi tecnici
Dal primo luglio ad oggi ci sono stati 69 bandi con richiesta di ribasso unico (sul compenso a base d’asta e sulle spese) e soltanto 15 in cui si chiede il ribasso solo sulle spese e si lascia fisso il compenso (16 gare non citano le modalità di ribasso).
 
Per la richiesta dei requisiti tecnici, in 50 gare le stazioni appaltanti fanno riferimento a 3 anni, in 19 gare a 5 anni e in 24 gare a 10 anni. Solo 7 gare non riportano il dato di richiesta dei requisiti tecnici.
 
Per i requisiti economico finanziari, 51 gare fanno riferimento a 3 anni, 4 gare a 10 anni, 20 ai migliori 3 anni degli ultimi 5. 25 gare non riportano il dato di richiesta dei requisiti tecnici.
 


Progettazione e servizi tecnici, il commento di Oice

Oice considera molto negativo il dato delle gare di sola progettazione: il valore si attesta su 41 milioni di euro contro i 209 di ottobre 2022 (-80,4%). Nonostante lo scorso mese di settembre sia stato il peggiore degli ultimi anni, il valore della progettazione di ottobre sale soltanto del 16%.
 
Sempre per la sola progettazione, i dieci mesi del 2023 si chiudono con 1.762 bandi per 1,1 miliardi di euro. Il confronto con i primi dieci mesi del 2022 vede il numero calare del 38% e il valore del 27%. Nell’ultimo quadrimestre, da luglio ad ottobre, per i servizi di ingegneria e architettura, il numero dei bandi arriva a 1.063, contro i 1.483 del quadrimestre precedente, da marzo a giugno, con un calo del 28%, mentre il valore si ferma a 587,8 milioni, contro i 2.078,4 milioni del precedente quadrimestre, con un calo del 72%.
 
Nei primi dieci mesi del 2023, il mercato dei servizi di ingegneria e architettura rimane in campo negativo nel confronto con i primi dieci del 2022 e restituisce un quadro ancora preoccupante: un calo del 24% nel numero dei bandi, passati da 4.468 nel 2022 a 3.402 nel 2023, e del 18% nel loro valore, da 3,8 miliardi nel 2022 a 3,1 nel 2023. Nei dieci mesi il valore totale messo in gara per servizi tecnici, sommando il valore dei bandi di architettura e ingegneria e il valore dei servizi tecnici compresi nei bandi per appalti integrati, arriva a 4,1 miliardi, con un calo del 15% sul 2022.
 
Sempre nei dieci mesi del 2023, per tutti i servizi tecnici e gli appalti integrati per interventi a valere sulle risorse del PNRR si registra un calo sensibile in valore rispetto allo scorso anno: sono state censite 2.569 gare, con 1,3 miliardi di servizi tecnici e 25 miliardi di lavori. Nei primi dieci mesi del 2022, le gare erano state 1.912, con 2,9 miliardi di servizi tecnici e 25 miliardi di lavori: il numero è salito del 34%, ma il valore dei servizi tecnici calato del 55%.
 
Per i bandi per appalti integrati, nel mese di ottobre 2023 le gare rilevate sono state 103, per un importo complessivo dei lavori di 1,7 miliardi, con un importo dei servizi compresi stimato in 43,1 milioni di euro. Rispetto al mese di ottobre 2022, il numero è sceso del 29%, il valore dei lavori del 30%, quello dei servizi è sceso dell’82%. Dei 103 bandi, 17 hanno riguardato i settori speciali, per 26,3 milioni di euro di servizi, e 86 i settori ordinari, per 16,8 milioni di euro di servizi. Nei primi dieci mesi del 2023 il valore aumenta sull’anno scorso anche se limitatamente per la progettazione esecutiva, che comunque rappresenta circa un terzo del totale dei servizi tecnici: le gare rilevate sono state 1.667, +144% sul 2022, con un valore di 25,8 miliardi di euro di lavori (+51%) e 991,3 milioni di servizi (-3%).
 
“I primi dieci mesi dell’anno si chiudono senza che dal mercato arrivino segnali positivi - ha dichiarato Giorgio Lupoi, a commento dei dati dell’osservatorio - in particolare da alcune grandi stazioni appaltanti che di fatto sono quasi ferme da luglio ad oggi. La discesa è generalizzata e riguarda tutto il settore”.
 
“Siamo sempre più preoccupati della frenata della domanda che è determinata anche dall’entrata in vigore del nuovo codice, oltre che dalle incertezze sull’applicazione della legge sull’equo compenso, e si caratterizza per il massiccio ricorso ai micro affidamenti che adesso, alla luce dei dati Anac che abbiamo iniziato ad acquisire da quando sono stati resi disponibili, rendono evidente come le stazioni appaltanti stiano frazionando molti affidamenti di importo maggiore”.
 
“Bisognerà tenerne conto nella revisione del codice - ha continuato - anche perché l’assenza di concorrenza, frutto anche della fretta di acquisire elaborati anche per interventi PNRR, difficilmente andrà di pari passo con livelli qualitativi adeguati. Notiamo poi come l’impatto della legge sull’equo compenso e della tesi per cui le gare andrebbero effettuate con compensi fissi e ribassi solo sulle spese rimanga residuale e quindi le stazioni appaltanti sembra seguire le indicazioni del nostro bando-tipo”
 
 
“Va nuovamente segnalato invece  - ha concluso - come sia deleteria la scelta di chiedere requisiti su tre anni, rilevata nella metà delle gare; è comunque da apprezzare che la restante metà dei bandi preveda - come da noi suggerito - 5 o 10 anni di requisiti. È un aspetto molto importante, quello dell’accesso al mercato, sul quale occorre intervenire al più presto per non penalizzare le strutture di minori dimensioni, ma ormai anche quelle di media dimensione, che non sono in grado di qualificarsi per le gare di maggiore importo."
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