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No-dig: la tecnologia senza scavo per i sottoservizi stradali
di Redazione Edilportale

No-dig: la tecnologia senza scavo per i sottoservizi stradali

Un approccio non invasivo che riduce significativamente i disagi e i costi associati agli scavi tradizionali: interruzione del traffico, rumore, polvere e potenziali danni a strutture e vegetazione esistenti

Vedi Aggiornamento del 31/03/2025
Esempio di scavo con la tecnologia No-fig - Foto: dmitrimaruta 123rf.com
Esempio di scavo con la tecnologia No-fig - Foto: dmitrimaruta 123rf.com
di Redazione Edilportale
Vedi Aggiornamento del 31/03/2025
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10/04/2024 - La tecnologia No-dig o trenchless è la tecnologia senza scavo che permette di evitare gli scavi a cielo aperto per gli interventi di posa, riparazione e sostituzione di infrastrutture sotterranee, come tubazioni, cavi e condotte.
 
Questo approccio non invasivo riduce significativamente i disagi e i costi associati agli scavi tradizionali, quali l'interruzione del traffico, il rumore, la polvere e i potenziali danni a strutture e vegetazione esistente.
 

Vantaggi della tecnologia No-dig

Intervenendo su una superficie minima, la tecnologia No-dig consente di lavorare con precisione, velocità e flessibilità, adattandosi perfettamente agli ambienti urbani densamente popolati e così come alle aree naturali protette.
 
I vantaggi derivanti da questa soluzione sono molteplici.

Da una parte consente di ridurre:
 
  • la movimentazione di materiale (ad esempio il conferimento del materiale di risulta in discarica);
  • il traffico di mezzi pesanti;
  • il tempo e lo spazio di occupazione del suolo pubblico;
  • l’effrazione del manto stradale;
  • l’impatto sulla viabilità;
  • le interferenze con attività commerciali, residenziali o di svago;
 
dall’altra offre:
 
  • maggior sicurezza al cittadino grazie all’eliminazione dei pericoli legati a scavi aperti;
  • tutela della manodopera in termini di sicurezza (condizioni dei cantieri meno gravose).
 

Campi di applicazione

La versatilità della tecnologia No-Dig la rende adatta a una vasta gamma di applicazioni che interessano il sottosuolo, tra cui:
 
  • posa di reti tecnologiche per acqua, energia e telecomunicazioni senza la necessità di scavi tradizionali;
  • riparazione e rinnovamento di condotte esistenti rinforzando e sigillando le tubazioni danneggiate senza rimuoverle;
  • ispezione e manutenzione di infrastrutture attraverso l'uso di telecamere, robot e AI (intelligenza artificiale) per diagnosi precise e indagini conoscitive senza scavi.
 

Come si utilizza la tecnologia No-dig 

In base al campo di applicazione ci sono differenti metodi di attuazione della tecnologia No-dig, ciascuno adatto a specifiche esigenze e tipologie di terreno.
 
Ad esempio, per le ispezioni e le indagini si può intervenire attraverso dei georadar così come delle telecamere; in generale tutti questi sistemi consentono di ispezionare la superficie delle condotte idriche, fognarie e del gas direttamente dall’interno. Tute le tecniche di ispezione sono propedeutiche alle successive fasi di intervento, sempre con tecnologia No-dig, che comportano invece perforazioni o scavi ridotti. Le tecniche di ispezione sono centrali nel processo No-dig, in quanto permettono di valutare le dimensioni reali delle tubazioni, di individuare la presenza di fratture, intrusioni o infiltrazioni, nonché di eventuali allacci abusivi. Solo analizzando lo stato delle condotte è possibile progettare puntualmente e in maniera predittiva il loro risanamento.
 
Per le nuove installazioni è possibile intervenire con la tecnica della Trivellazione Orizzontale Controllata (TOC). È una tecnologia che consente la posa lungo un profilo trivellato di tubazioni in polietilene, in acciaio o in ghisa sferoidale. Le tubazioni installabili hanno diametri compresi tra 40 mm e 1600 mm e vengono utilizzate per numerosi sottoservizi (acqua, energia, telecomunicazioni etc).
 
Per tubazioni con diametri maggiori si potrebbe optare per il Microtunneling. Tale tecnologia consente la posa di tubazioni di diametro di 250 / 2.500 mm in acciaio, in calcestruzzo o in gres ceramico. La posa avviene mediante la spinta, da un pozzo di partenza fino ad uno di arrivo, di sezioni di tubo della lunghezza variabile da 1 a 3 metri.
 
Molto simile a questa tecnologia è quella del Tunnel Boring Machine (TBM). Essa consente di realizzare tunnel di grandi dimensioni, di notevole lunghezza e in qualsiasi tipo di terreno, con l’uso di frese rotanti, seguite o meno da rivestimenti o rinforzi del tunnel.
 
Un’altra tecnica è la Minitrincea. Tale tecnologia permette la posa dell’infrastruttura di determinati sottoservizi, quali l’idrico, l’energia elettrica e le telecomunicazioni, attraverso l’esecuzione, contemporanea o meno, di fresatura di dimensioni ridotte del manto stradale, la sistemazione di tubi e/o cavi e il riempimento del solco con malta cementizia. La tecnica è applicabile a tracciati che presentano superfici asfaltate, cementate, aventi un sottofondo di materiale compatto, e si esegue normalmente in prossimità del ciglio stradale.
 
Per quanto riguarda l’uso della tecnologia No-dig negli interventi di riparazione e rinnovamento delle condotte esistenti, avevamo dedicato un focus specifico alla tecnica del relining riabilitativo. Una soluzione di risanamento non distruttivo delle tubazioni di scarico verticali interne agli edifici.
 
Le tecniche di riparazione No-dig si basano quasi tutte sullo stesso principio esecutivo, ovvero l’inserimento, all’interno della condotta, di una nuova tubazione con diametro ridotto, generalmente in PEAD (polietilene alta densità) che, attraverso il processo del close-fit lining (che può avvenire ad esempio mediante l’azione termica del vapore), va ad aderire perfettamente alla condotta esistente, ristabilendo così i valori di impermeabilità e scabrezza superficiale, rendendo la condotta nuovamente resistente alla corrosione e all’usura.
 

Tecniche trenchless, normativa di riferimento

Le tecniche trenchless, data la loro capacità di minimizzare gli impatti ambientali e sociali, sono contemplate all’interno di varie normative.
 
Ad esempio, nel nuovo Codice dei Contratti Pubblici, in vigore dal 1° luglio 2023, le ritroviamo nella categoria di opere specializzate OS 35: “Interventi a basso impatto ambientale”, che riguardano la costruzione e la manutenzione di qualsiasi opera interrata mediante l'utilizzo di tecnologie di scavo non invasive. La categoria comprende, in via esemplificativa, le perforazioni orizzontali guidate e non, con l'eventuale riutilizzo e sfruttamento delle opere esistenti, nonché l'utilizzo di tecnologie di video-ispezione, risanamento, rinnovamento e sostituzione delle sottostrutture interrate ovvero di tecnologie per miniscavi superficiali.
 
La tecnologia No-dig è anche richiamata in diverse UNI. La più recente è la UNI/PdR 101:2020
“Tecnologia di realizzazione delle infrastrutture interrate a basso impatto ambientale - Metodologie di posa della fibra ottica nelle infrastrutture esistenti di gestori e operatori”.
 

L’incidenza su costi di un intervento con tecnologia No-dig

Il costo di un intervento No-Dig può variare notevolmente a seconda della tecnologia specifica utilizzata, della dimensione e della complessità del progetto, e delle condizioni del sito.
 
Tuttavia, nonostante i costi iniziali possano essere più elevati rispetto agli scavi tradizionali, la comparazione deve essere eseguita su due fronti:
 
  • l’intervento;
  • i benefici a lungo termine.
 
Rispetto ad una soluzione tradizionale a cielo aperto, le tecniche No-dig permettono di risparmiare in termini di costi di realizzazione, poiché determinano solo costi diretti di produzione e abbattono tutti i costi indiretti come la gestione del traffico e gli imprevisti operativi, così come i tempi di intervento e i costi di ripristino del sito.
 
Nel lungo termine la tecnologia No-dig determina un minore impatto ambientale e sociale, ma fornisce nuove e più semplici prospettive per la gestione e la manutenzione delle infrastrutture nel sottosuolo.
 
 
Riferimento Bibliografico
IATT - Italian association for trenchless technology - https://www.iatt.it/


 
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