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Case per i dipendenti e riduzione degli affitti, le strategie della PA

Case per i dipendenti e riduzione degli affitti, le strategie della PA

Inps, Inail, Casse previdenziali dei liberi professionisti e Fondi pensione investiranno nella valorizzazione degli immobili pubblici

Vedi Aggiornamento del 03/04/2025
Case per dipendenti pubblici e riduzione affitti della PA - Foto: morris71 123rf.com
Case per dipendenti pubblici e riduzione affitti della PA - Foto: morris71 123rf.com
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 03/04/2025
21/02/2025 - Ampliare l’offerta di alloggi a canone calmierato destinati ai lavoratori dipendenti e ridurre le spese per gli affitti sostenute dalle amministrazioni pubbliche.
 
Sono questi gli obiettivi delle misure finalizzate a rafforzare la capacità amministrativa degli enti pubblici, ottimizzare l’uso degli spazi e razionalizzare le spese per locazioni passive che il Governo ha introdotto nel Decreto-legge sulla Pubblica Amministrazione approvato il 19 febbraio scorso dal Consiglio dei Ministri.
 
La norma inserita nel DL prevede di destinare risorse pubbliche alla valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico attraverso l’acquisizione, la ristrutturazione e la conversione di immobili a uso abitativo o amministrativo.
 
Il DL Pubblica Amministrazione interviene sull’articolo 33 del DL 98/2011 convertito dalla Legge 111/2011, che disciplina la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, introducendo il nuovo comma 3-bis con il quale si dispone che gli enti pubblici di natura assicurativa o previdenziale (come INPS, INAIL, Casse Previdenziali dei Liberi Professionisti, Fondi Pensione Pubblici), nel triennio 2025-2027, destinino fino al 40% del loro piano di impiego dei fondi disponibili alla sottoscrizione di quote di fondi immobiliari.
 
Di questo 40%, una quota non superiore al 20% è riservata ai fondi istituiti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per valorizzare o dismettere il patrimonio immobiliare disponibile degli enti pubblici. La percentuale complessiva del 40% può essere rimodulata su proposta della società di gestione del risparmio (SGR), in base alle esigenze di finanziamento dei diversi fondi.
 


Case per dipendenti pubblici e riduzione affitti della PA

Questa operazione potenzialmente attiverebbe 1 miliardo di euro di investimenti e avrebbe due finalità:
 
1. Creazione di alloggi a canone accessibile
Uno degli obiettivi principali della misura è aumentare la disponibilità di alloggi a canone calmierato, destinati a dipendenti pubblici e privati che si trasferiscono per motivi lavorativi. L’intervento si concentrerebbe principalmente nelle regioni settentrionali, dove la carenza di alloggi a prezzi sostenibili rappresenta un ostacolo alla mobilità lavorativa.
 
L’operazione prevede il riuso di immobili pubblici sottoutilizzati o dismessi, convertendoli in abitazioni per lavoratori. Questo consentirebbe di ridurre la pressione abitativa nelle città più costose, favorendo al tempo stesso l’efficientamento del patrimonio immobiliare pubblico.
 
2. Riduzione della spesa per locazioni passive
L’altra finalità chiave dell’intervento è la razionalizzazione delle spese per affitti sostenute dalle amministrazioni pubbliche. Il settore pubblico spende ogni anno miliardi di euro per locazioni di edifici destinati a uffici, con costi spesso elevati e con contratti non sempre vantaggiosi. Il piano prevede quindi che gli enti pubblici possano acquisire direttamente gli immobili necessari alle proprie attività, riducendo gradualmente la dipendenza dalle locazioni passive e generando risparmi a lungo termine.
 
La gestione degli investimenti verrebbe affidata a una società di gestione del risparmio (SGR) istituita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che si occuperebbe di: istituire e gestire i fondi di investimento immobiliare, coinvolgere gli enti pubblici e previdenziali nella gestione del fondo, selezionare gli immobili da acquisire o ristrutturare, in linea con le necessità delle amministrazioni e dei potenziali beneficiari.
 
Questi investimenti vanno incontro alle richieste di ampliare l’offerta abitativa con procedure rapide e incentivi espresse nelle scorse settimane da Confindustria e Ance in sede di presentazione del Piano Nazionale Casa redatto dalle imprese proprio per rispondere all’emergenza abitativa attraverso quattro leve: urbanistica, sinergia pubblico-privato, leva finanziaria-fiscale e una nuova governance statale con fondi stabili.
 
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