04/10/2024 - Investimenti pubblici, housing sociale, rigenerazione urbana, prevenzione e messa in sicurezza idrogeologica e sismica del territorio, attuazione della Direttiva Case Green, bonus edilizi, caro materiali.
Sono queste le richieste dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili (
Ance) presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato, in audizione sul
Piano Strutturale di Bilancio di medio termine per gli anni 2025-2029 (PSB), il documento propedeutico alla Legge di Bilancio 2025.
La presidente dei costruttori, Federica Brancaccio, ha sottolineato che il Piano rappresenta un’importante innovazione programmatica, che può garantire un percorso coerente di politica economica,
andando oltre le misure di emergenza e a breve termine che hanno caratterizzato molte Leggi di Bilancio negli ultimi vent’anni.
Tuttavia, la lettura del PSB non ha rassicurato i costruttori sul timore che si apra una stagione di risanamento di bilancio realizzata, come nel passato, tagliando la spesa per investimenti.
L’Ance, infatti, esprime preoccupazione per le possibili conseguenze che l’obiettivo di una progressiva riduzione dell’incidenza della spesa primaria sul PIL possa determinare sulla componente in conto capitale della spesa.
Ance: ‘non comprimere gli investimenti pubblici’
Il Piano - sottolinea Brancaccio -, nel fare esplicito riferimento al contenimento della spesa primaria corrente e alla minore spesa per i contributi agli investimenti (per effetto del
ridimensionamento dei bonus edilizi), non indica strumenti efficaci per contenere le spese correnti, il cui difficile contenimento potrebbe spingere il decisore pubblico ad intervenire sugli investimenti.
La Presidente ha ricordato quanto avvenuto in passato, quando il rigore sui conti pubblici ha determinato il blocco degli investimenti delle amministrazioni, con conseguenze negative per la manutenzione del territorio e delle infrastrutture.
Secondo Ance, è fondamentale che la Legge di Bilancio 2025, la prima del ciclo pluriennale di attuazione del PSB,
non limiti gli investimenti pubblici ordinari, al fine di evitare di rallentare la crescita e per permettere al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) di mantenere la sua natura aggiuntiva e di contribuire all’espansione economica e alla resilienza del Paese.
Legge di Bilancio 2025, investimenti pubblici e ‘dopo PNRR’
L’ANCE sottolinea l’importanza di orientare tutte le prossime manovre di finanza pubblica verso il sostegno della crescita economica, sia per proseguire il percorso di modernizzazione avviato con il PNRR, sia per rispettare i nuovi vincoli del Patto di Stabilità e Crescita europeo. Il PSB riconosce l’impatto positivo che il PNRR ha avuto e continuerà ad avere sul PIL, con una previsione di crescita del 6% entro il 2031, grazie agli investimenti e alle riforme attuate.
Tuttavia, Brancaccio ha espresso il timore che, nonostante queste previsioni, il PSB sia timido nel delineare impegni programmatici concreti. L’Ance sottolinea che, mentre il Piano si concentra su settori importanti come giustizia, amministrazione fiscale, gestione responsabile della spesa pubblica, supporto alle imprese e promozione della concorrenza, questi temi non sono sufficienti ad affrontare le sfide cruciali per la crescita economica e la modernizzazione del Paese.
La Presidente ha quindi individuato alcuni temi che, secondo l’Ance, dovrebbero avere un rango primario nella Legge di Bilancio 2025:
Housing sociale, priorità per le classi vulnerabili
Uno dei punti principali sollevati dall’Ance è la questione dell’abitazione. Brancaccio ha evidenziato come anni di disimpegno dello Stato abbiano creato un vuoto nella disponibilità di case a prezzi accessibili, colpendo in particolare le classi più vulnerabili, come i giovani e le famiglie a basso reddito. Le esperienze di housing sociale di natura privata, pur lodevoli, sono insufficienti a rispondere alla crescente domanda di alloggi a canoni sostenibili, soprattutto nelle grandi città, dove il turismo ha ulteriormente esacerbato la carenza di abitazioni disponibili per uso residenziale.
Secondo l’ultimo rapporto della Banca Europea per gli Investimenti (BEI), il 66% delle famiglie a basso reddito in Italia si trova a fronteggiare un “sovraccarico dei costi abitativi”, con spese per la casa che superano il 40% del reddito disponibile. Per affrontare questa emergenza abitativa, l’Ance propone un
Piano nazionale di housing sociale, che includa una più ampia offerta di alloggi per diverse fasce di utenza e favorisca il mix tra proprietà e affitto.
Rigenerazione urbana per il futuro delle città
Il tema della rigenerazione urbana è stato posto al centro della strategia di investimento proposta dall’Ance. Secondo Brancaccio, le città italiane devono giocare un ruolo fondamentale nel modello di sviluppo sostenibile, basato sul riuso delle aree urbanizzate, la
sostituzione del patrimonio edilizio obsoleto e il
contenimento del consumo di suolo.
La rigenerazione urbana offre anche una risposta ai rischi legati al cambiamento climatico, favorendo l’adattamento delle città e degli edifici alle nuove esigenze ambientali ed energetiche. Per garantire l'efficacia delle politiche di rigenerazione, l’Ance ha chiesto la creazione di un Fondo nazionale dedicato, che assicuri risorse adeguate e stabili nel tempo, evitando la frammentazione degli interventi che ha caratterizzato il passato.
Un Fondo nazionale per la rigenerazione urbana, da 3 miliardi e 550 milioni di euro, è previsto dal disegno di legge sulla rigenerazione urbana
all’esame del Senato ma la dotazione finanziaria,
secondo Ance, non è sufficiente rispetto alle destinazioni previste.
Ambiente e sicurezza del territorio
Brancaccio ha inoltre ricordato che l’Italia, a causa della sua fragilità territoriale e dei cambiamenti climatici, necessita di un Piano nazionale di messa in sicurezza idrogeologica e sismica. La spesa pubblica per contrastare il dissesto idrogeologico è triplicata negli ultimi 15 anni, ma resta insufficiente.
È fondamentale, secondo l’Ance, destinare risorse adeguate per intervenire nelle aree a maggior rischio, accelerando anche la realizzazione del Piano nazionale per la sicurezza del settore idrico. La crisi climatica sta mettendo sotto pressione le risorse idriche del Paese, richiedendo un utilizzo più efficiente dell’acqua attraverso investimenti mirati e l’adozione di tecnologie innovative.
Legge di Bilancio 2025, Direttiva Case Green e bonus edilizi
La Presidente Brancaccio ha posto l’accento sull’entrata in vigore della direttiva 1275/2024, relativa alla
prestazione energetica nell’edilizia, che imporrà all’Italia di avviare un piano di riqualificazione energetica e sismica del patrimonio immobiliare, riducendo progressivamente le emissioni di CO2 e migliorando la sicurezza degli edifici.
Un altro punto critico è la scadenza degli incentivi per la riqualificazione edilizia, che si ridurranno
al 36% dopo il 31 dicembre 2024. La mancanza di un piano strutturato per sostenere l’efficientamento energetico potrebbe rallentare il processo di rinnovamento necessario, soprattutto considerando che il 75% degli edifici residenziali italiani è stato costruito prima dell’introduzione delle norme antisismiche ed energetiche.
Caro materiali: proroga per evitare blocco cantieri
Un’ulteriore richiesta ribadita dall’Ance è la proroga della misura sul caro materiali, prevista nel DL Aiuti e in scadenza a fine 2024. Senza tale proroga, migliaia di cantieri
rischiano di bloccarsi, mettendo a rischio non solo gli investimenti previsti dal PNRR, ma anche quelli ordinari. Il problema dei costi elevati dei materiali - spiegano i costruttori - rimane una delle principali cause di rallentamenti nei cantieri, nonostante la riduzione dell’inflazione.