24/04/2006 - Si conclude la travagliata vicenda di Punta Perotti a Bari. Questa mattina alle 10:30 in punto i cittadini baresi hanno assistito all'ultima fase di demolizione dell'ecomostro Punta Perotti. Complesso che, ironia della sorte, ha preso il nome da Armando Perotti, poeta e storico barese che agli inizi del XX secolo fu in prima linea nella battaglia contro la costruzione del teatro Margherita a Bari, che a suo avviso 'chiudeva' il lungomare della città.
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Anche questa volta, come avvenuto il 2 ed il 23 aprile, nessun imprevisto. L’operazione è stata eseguita con precisione chirurgica. Soddisfatti i tecnici della General Smontaggi. Sia la direzione di caduta dell'edificio che la gestione delle polveri sono andate secondo programma.
Ieri qualche secondo prima delle 10:30 la sirena annunciava l’implosione che ha subito dopo buttato giù i due terzi del fabbricato B e l’ultimo modulo del fabbricato A, la cui demolizione era già stata avviata il 2 aprile scorso. Oggi è avvenuto il crollo degli ultimi 15 piani del fabbricato B.
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Anche oggi la nuvola di polvere si è diretta verso la città, e non sul mare.
L'intervento ha comportato la demolizione di una volumetria inferiore rispetto a quella delle prime due fasi di demolizione. Questa mattina 150 chilogrammi di esplosivo e 1500 metri di miccia hanno fatto crollare 23mila metri cubi di cemento; il 2 ed il 23 aprile scorsi sono stati invece utilizzati trecentocinquanta chilogrammi di esplosivo, sistemati in mille fori praticati sui pilastri ed innescati da 3500 metri di miccia, per demolire 70mila metri cubi di volumetria.
'Sin dall'inizio del cantiere - spiega il direttore commerciale dell'azienda di Novara Guido Zappa - i tecnici dell'Enea - Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia el'Ambiente - hanno effettuato «con una sonda ultrasonica» carotaggi del cemento, sul quale saranno eseguiti degli studi specifici per valutarne la resistenza durante questi anni agli agenti atmosferici e alla salsedine'.
Preparativi per la demolizione
Durante una visita guidata sul cantiere di Punta Perotti, organizzata dalla General Smontaggi alla vigilia della seconda fase dell’operazione di abbattimento, l’architetto Stefano Chiavalon - autore del progetto di demolizione - ha fornito maggiori dettagli sui preparativi delle scorse settimane.
“L’indebolimento strutturale dei fabbricati - spiega Chiavalon - è avvenuto per mezzo di un disco diamantato che ha permesso dei tagli nei vani scala”.
Sono stati minati i pilastri dei piani 1°, 3° e 6°; mentre l’operazione di indebolimento dei vani scala è stata effettuata a pian terreno, 1°, 2°, 3° e 6° piano.
“Nella prima fase di demolizione - precisa l’architetto - i vani scala dal sesto all’ultimo piano sono rimasti interi. In questi giorni stiamo ultimando la loro demolizione meccanicamente”.
Giunti all’interno del fabbricato, il progettista ha descritto le operazioni effettuate nelle scorse settimane sui pilastri, sui quali sono stati operati dei fori per l’alloggiamento dell’esplosivo (circa 4000 fori complessivi per l’intera operazione, oltre 1.000 per ciascuna giornata di demolizione).
Una rete paramassi è stata applicata sui pilastri per rallentare la proiezione dei detriti durante l’esplosione. “I fori - continua Chiavalon - sono stati collegati da un’unica miccia detonante protetta da una tavola di legno, posizionata per evitare che la proiezione dei frammenti degli altri pilastri rovinasse il circuito”.
“A terra sarà posizionato un detonatore che darà l’innesco, ed anche il tempo di esplosione: una ventina di microritardi, ciascuno dei quali è pari a 25 millesimi di secondo”.
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Lavorazione del materiale di risulta
Il materiale sarà lasciato in sito per la successiva elaborazione:
“Sarà effettuata una frantumazione primaria mediante escavatori cingolati - spiega il progettista della demolizione Stefano Chiavalon - che consentirà la riduzione del 95% del calcestruzzo; una frantumazione secondaria seguirà per mezzo di un frantoio mobile, impianto utilizzato per la riduzione volumetrica del materiale. Questo permetterà di suddividere al 100% il calcestruzzo dal tondino di armatura, in modo da poter riutilizzare il materiale per colmare le fosse e riportare il terreno in piano”.
“Dicono che siamo i killer di Punta Perotti - commenta il responsabile Commerciale e Marketing della General Smontaggi SpA Guido Zappa - in realtà noi lavoriamo per restituire spazi alla città”.
E quel momento arriverà per i cittadini baresi a fine maggio, quando sarà stata completata la terza ed ultima fase della delicata operazione di demolizione con l’ausilio del “roditore” meccanico che sbriciolerà il fabbricato C, noto come palazzo Quistelli.