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Punta Perotti: pronto in cantiere il maxi scavatore

Punta Perotti: pronto in cantiere il maxi scavatore

Martedì 9 maggio l’inizio dei lavori di demolizione meccanica

Vedi Aggiornamento del 21/01/2009
di Roberta Dragone
Vedi Aggiornamento del 21/01/2009
05/05/2006 - La lunga vicenda del complesso Punta Perotti di Bari volge definitivamente al termine. Martedì 9 maggio avranno inizio i lavori di demolizione meccanica per “Palazzo Quistelli” (nella foto accanto) , il terzo ed ultimo fabbricato del complesso. Movimentato come trasporto eccezionale e scortato dalla polizia stradale, il maxi scavatore della General Smontaggi è arrivato in cantiere ieri pomeriggio. Si tratta di una macchina dotata di potenti “mascelle” e “denti ciclopici” capace di sminuzzare, partendo dall’apice, un edificio di una quindicina di piani. Questa mattina sono già iniziate le operazione di montaggio per poter procedere con l’abbattimento a partire da martedì prossimo. Lo “sbriciolamento” dell’edificio verrà effettuato in due fasi, ciascuna delle quali richiederà 15 giorni di lavori. A demolire il blocco Quistelli sarà l’escavatore cingolato “PMI 980 Superlong Demolition (nella foto in basso)” , un macchinario da 140 tonnellate di peso con un motore endotermico da 14.000 cc di cilindrata, di cui esistono solo 4 produzioni al mondo; di queste 2 in Europa. La General Smontaggi lo definisce una sorta di dinosauro “roditore”. La macchina Essenzialmente costituita da 90 tonnellate di leghe acciaose è lunga 9 metri, larga 3,60 e alta 3,80. Si integra con un braccio modulare lungo 12,5 metri pesa 18 tonnellate. Un terzo modulo aggiuntivo pesa 3 tonnellate. La potenza È fornita da uno SCANIA DSC14 a 8 cilindri da 14190 cc con erogazione massima di 353 KW. Questo motore si avvale di un serbatoio per il combustibile da 1000 litri (consumo della macchina a regime, circa 130 litri/h.) La “forza” dell’intero sistema viene trasmessa da circuiti oleodinamici (serbatoio del fluido oleodinamico da 950 litri). I comandi Sono integrati in una cabina ribaltabile comandata oleodinamicamente dotata di visione a circuito chiuso collegata a due telecamere installate in punta al braccio, al fine di permettere la massima visibilità all’operatore durante le attività di demolizione; Servizi e sicurezza Carro dotato di impianto idraulico per l’allargamento/chiusura (dimensioni carro chiuso metri. 3,60 – dimensioni carro allargato metri 4,80). Dotazione supplementare di sicurezza – n. 4 stabilizzatori per un peso totale di circa 1.500 kg. Accessori intercambiabili La dotazione della macchina comprende un braccio da demolizione modulare che raggiunge un’altezza alla punta dell’attrezzatura di mt. 52. L’attrezzatura che è montata in punta al braccio, dipende strettamente dall’altezza operativa e dal manufatto da demolire. Ogni accessorio può variare da un minimo di 1500 ad un massimo di 4500 kg. (cesoia per il taglio d’acciaio al carbonio o pinza per il taglio del cemento e pinza frantumatrice). Affidabilità e Precisione Nonostante peso e dimensioni imponenti, il PMI 980 Superlong Demolition della General Smontaggi SpA è una macchina che permette l’esecuzione di demolizioni controllate a quote elevate, consentendo una precisione di lavoro particolare se si considera che tra il punto d’impatto dell’attrezzatura e gli occhi dell’operatore esiste una distanza di circa 50 metri. Trasporto su strada Il PMI 980 completo deve essere autorizzato al trasferimento su strada come Trasporto Eccezionale con apposito mezzo gommato. L’escavatore è movimentato e scortato in carovana di quattro mezzi. Un mezzo per il corpo macchina e tre per il trasporto di zavorra, braccio 1° modulo, braccio 2° modulo, stabilizzatori e zavorra. Ricordiamo che la lavorazione del materiale di risulta avverrà in sito. Secondo la tabella di marcia, l’operazione dovrebbe essere ultimata entro i primi di agosto. “Sarà effettuata una frantumazione primaria mediante escavatori cingolati – spiega il progettista della demolizione Stefano Chiavalon - che consentirà la riduzione del 95% del calcestruzzo; una frantumazione secondaria seguirà per mezzo di un frantoio mobile, impianto utilizzato per la riduzione volumetrica del materiale. Questo permetterà di suddividere al 100% il calcestruzzo dal tondino di armatura, in modo da poter riutilizzare il materiale per colmare le fosse e riportare il terreno in piano”. Terminata l’attività di riduzione volumetrica delle macerie, verrà steso sulla superficie uno strato di terreno vegetale.
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