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Friuli VG: qualità energetica e ambientale in edilizia

Friuli VG: qualità energetica e ambientale in edilizia

In arrivo il Protocollo Vea per la certificazione degli edifici

Vedi Aggiornamento del 18/10/2011
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 18/10/2011
16/07/2008 - La Regione Friuli Venezia Giulia ha messo a punto il Protocollo Vea (Valutazione della qualità energetica ed ambientale degli edifici), un sistema di valutazione per la certificazione degli edifici, attuativo della legge regionale 23/2005 in materia di edilizia sostenibile.
 
Il sistema, illustrato qualche giorno fa dall’assessore regionale ai Lavori pubblici Vanni Lenna, si propone di disciplinare la valutazione del livello di sostenibilità dei singoli interventi, anche al fine di graduare i contributi previsti dalla legge. Si tratta di una procedura che aggiunge alla valutazione energetica, prevista dalla normativa nazionale, la valutazione ambientale.
 
“Il protocollo - ha spiegato l’assessore Lenna - imprime una svolta a quella che oggi si configura come una vera e propria esigenza: costruire secondo criteri sostenibili per l’ambiente. Ciò è da farsi - ha precisato l’assessore - non solo nella fase di reperimento delle materie prime, ma fino allo smaltimento dei rifiuti ovvero alla dismissione delle opere edilizie”.
 
Il documento si ispira al Protocollo Itaca, per la valutazione della qualità energetica ed ambientale degli edifici, un metodo di valutazione innovativo che consente di definire il livello di efficienza energetica e di eco-sostenibilità di un edificio, in linea con la direttiva europea.
 
Il Protocollo - ricordiamo - è stato messo a punto da Itaca (Istituto per la Trasparenza l’Aggiornamento e la Certificazione degli Appalti), l’organo tecnico in materia di appalti pubblici della Conferenza delle Regioni, che si è fatto carico di approfondire le tematiche connesse con le principali esigenze in tema di compatibilità ambientale degli interventi edilizi, sia a livello regionale che nazionale.
 
Già molte regioni hanno recepito il Protocollo Itaca, ma con il limite - sottolinea il comunicato del Friuli Venezia Giulia - di essersi concentrate essenzialmente sull’aspetto energetico. “L’adeguato isolamento termico però non è sufficiente, abbiamo voluto allargare il ragionamento guardando oltre le fonti energetiche alternative - ha aggiunto l’assessore Lenna - concentrandoci sull'aspetto ambientale complessivo degli edifici, andando a valutare le fonti rinnovabili, i materiali di costruzione, il risparmio idrico, qualità interna ed esterna dell'edificio stesso”.
 
Attualmente la normativa nazionale non definisce l’obbligatorietà della valutazione ambientale, ma si limita ad introdurre la certificazione energetica. Unendo i due aspetti, quello energetico e quello ambientale, il Protocollo Vea “rappresenta un ottimo strumento di controllo, monitoraggio ed promozione in materia di risparmio energetico e sostenibilità, che sicuramente avrà importanti ricadute nel campo immobiliare e delle costruzioni e potrà essere di forte impulso all'innesco di un processo generale di incentivi verso un’edilizia eco-compatibile caratterizzata da riduzione dei consumi, utilizzo di fonti rinnovabili, materiali e tecnologie costruttive sostenibili”.
 
La procedura di adozione prevede l’esame da parte della competente Commissione consiliare ed il recepimento degli eventuali pareri, per arrivare all’adozione definitiva con una delibera della Giunta.
Il prossimo passo sarà pertanto la predisposizione di alcune modifiche sostanziali alla legge 23/2005 per adeguarla alle recenti indicazioni normative ed al fine del raggiungimento degli obiettivi prefissati. A breve sarà convocato un nuovo tavolo per raccogliere le osservazioni delle categorie.
 
 
Fonte: Regione Friuli Venezia Giulia
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