
Piano Casa, la Giunta del Friuli approva il testo per l'edilizia
NORMATIVA
Piano Casa, la Giunta del Friuli approva il testo per l'edilizia
Nessun limite di tempo per l’applicazione della norma, spazio a rinnovabili e rispetto delle distanze
Vedi Aggiornamento
del 17/01/2011
17/06/2009 - La Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato il Testo Unico dell’Edilizia . Tra le principali novità la riduzione delle prassi burocratiche, oltre a edilizia libera e ampliamenti volumetrici. Come in altre Regioni, quali l'Emilia Romagna, il provvedimento abbraccia misure di più ampio respiro, riservando alcuni articoli alle misure per gli aumenti volumetrici. Secondo Federica Saganti, Assessore regionale alla Pianificazione Territoriale, il ddl, che passa ora all’esame del Consiglio, contiene le indicazioni della bozza nazionale, cercando di conciliare gli interessi di categoria.
Obiettivi : la norma, sottoposta all'esame di Collegi professionali, Federazioni, Anci, Upi e Ance, promuove la semplificazione delle procedure necessarie agli interventi edilizi, la riduzione dei controlli amministrativi, il contenimento dei consumi energetici e la promozione dell'uso delle fonti rinnovabili, nonchè la diffusione dell'edilizia e lo sviluppo economico attraverso il miglioramento della competitività. Il Testo unico dell’edilizia consente l'omogenea applicazione dei principali parametri edilizi.
Interventi consentiti : L’accordo raggiunto all’interno della maggioranza prevede la conformità degli interventi ai Piani regolatori comunali, con possibili ampliamenti in deroga fino a 200 metri cubi per gli edifici esistenti nei centri storici e del 35% in periferia. Nei centri storici è permesso il recupero, a fini abitativi, del sottotetto, senza modifica alla sagoma ed in deroga agli strumenti urbanistici vigenti e alla legge regionale 44/85, purchè il recupero sia attuato contestualmente ad interventi di ristrutturazione, restauro e risanamento conservativo dell'edifico o di una sua parte. Fuori dai centri storici è ammesso il recupero del sottotetto con innalzamento, la variazione della pendenza di falda e l'apertura di lucernari, finestre e abbaini. Nel caso di ristrutturazione con demolizione e ricostruzione, saranno conservate le prerogative regionali e sarà ammessa la diversa collocazione dell'edificio nell'area di sedime.
Il Comune dovrà accertare miglioramenti sul piano energetico, con l’installazione di pannelli solari, fotovoltaici o con l’utilizzo di fonti rinnovabili, ma anche la compatibilità architettonica degli interventi sugli edifici storici, l’allineamento degli immobili, la protezione del nastro stradale e il rispetto delle distanze minime, stabilite dal Codice Civile. Resta l’obbligo del permesso di costruire , ex concessione edilizia, per gli aumenti di cubatura del 35% realizzati fuori dai centri storici in deroga ai piani regolatori. Gli ampliamenti fino al 20% richiederanno invece la Dia , Denuncia di inizio attività. Liberalizzati anche gli interventi fino al 10% per le pertinenze residenziali e al 5% per quelle commerciali ed industriali, manutenzione ordinaria, eliminazione di barriere architettoniche, bonifica in aree agricole, raccordi per le utenze di acqua, luce e gas, la costruzione di verande, barbecue o depositi per gli attrezzi, le recinzioni di fondi privati, e la realizzazione di strutture per attività ludiche e turistiche. Sarà inoltre possibile rendere abitabili le mansarde mantenendo l’altezza del tetto dell’edificio nei centri storici e prevedendo invece la possibilità di alzarlo in periferia. Per le opere pubbliche l'accertamento della conformità urbanistica avverrà attraverso l'intesa rilasciata entro 60 giorni dal competente assessore regionale. Nei Comuni la delibera di approvazione del progetto definitivo sostituirà i titoli abitativi edilizi, mentre il collaudo prenderà il posto del certificato di agibilità.
Fonti rinnovabili : Il ddl liberalizza gli interventi per il risparmio energetico, come l’installazione di pannelli fotovoltaici o solari. Previsti inoltre contributi regionali fino al 50% della spesa per un massimo di 10 mila euro. Non è necessario nessun controllo preventivo o titolo abilitativo per l'installazione di pannelli solari, fotovoltaici, depositi interrati di Gpl, e interventi mirati al risparmio energetico sugli edifici esistenti.
Termini normativi : La norma regionale prevede l’istituto del silenzio assenso. Se il Comune non si esprime entro 60 giorni dalla richiesta di permesso a costruire, il progetto viene considerato accettato, con la possibilità di procedere ai lavori. I Comuni possono accelerare le prassi burocratiche ancora esistenti istituendo uno Sportello unico per l'edilizia destinato a gestire i permessi di costruire e le Dia, mentre per l'ampliamento delle imprese la gestione spetterà allo Sportello unico per le attività produttive. Non sono invece previsti limiti temporali per l’applicazione della legge.