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Comune di Roma, nuova edilizia più efficiente

Comune di Roma, nuova edilizia più efficiente

Nel Regolamento edilizio le norme per il risparmio energetico e l’uso delle fonti rinnovabili

Vedi Aggiornamento del 03/08/2010
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 03/08/2010
27/11/2009 - I nuovi edifici dovranno essere dotati di impianti energetici alimentati da fonti rinnovabili; l’acqua calda sarà fornita, almeno per il 50%, da pannelli solari e ogni appartamento dovrà produrre energia rinnovabile in relazione alla sua superficie.

Lo prevede la bozza di delibera con cui la Giunta comunale di Roma integrerà il Regolamento Edilizio Comunale con nuove misure finalizzate al risparmio energetico e all’uso di fonti rinnovabili di energia, per tutti gli edifici pubblici e privati, sia di nuova costruzione che ristrutturati.
 
Il Comune di Roma sta attuando così la norma della Finanziaria 2008 secondo cui, entro il 1° gennaio 2010, ai fini del rilascio del permesso di costruire, i regolamenti edilizi prevedano, per i nuovi edifici, l’installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. La Finanziaria 2008 aveva fissato questa scadenza al 1° gennaio 2009 (leggi tutto), successivamente, la L. 14/2009, di conversione del DL 207/2008 “Milleproroghe” l'ha differita al 1° gennaio 2010 (leggi tutto).
 
La bozza di delibera della giunta capitolina prescrive, per gli edifici pubblici e privati di nuova costruzione, un indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale (E.P.i.) migliorativo rispetto a quello stabilito dal Dlgs 192/2005, e cioè:
- per S/V ≤ 0,2 è richiesto un indice pari a 0%;
- per 0,2 < S/V ≤ 0,9 è richiesta un’interpolazione lineare tra 0% e 40%;
- per S/V > 0,9 è richiesto un indice del 40%.

Il miglioramento deve essere ottenuto attraverso misure di contenimento, sistemi solari passivi e l’impiego di fonti rinnovabili di energia. Per gli edifici destinati al culto, escluse le loro pertinenze, la percentuale migliorativa è ridotta della metà. Negli edifici pubblici e privati di nuova costruzione, almeno il 50% dell’acqua calda sanitaria dovrà essere ottenuta da fonti di energia rinnovabile.
 
Negli edifici pubblici e privati di nuova costruzione, il cui titolo abilitativo sia stato richiesto dopo il 22 giugno 2008 (data di entrata in vigore della LR 6/2008) e non ancora rilasciato, dovrà essere assicurata la produzione di energia da fonte rinnovabile di almeno 1.000 kWh annui per le abitazioni e le strutture ricettive. Tali prescrizioni si applicano anche agli interventi sugli edifici esistenti nel caso di consistenti ristrutturazioni.
 
Al fine di favorire gli interventi per il risparmio energetico e per l’utilizzo delle fonti rinnovabili, dal calcolo del volume fuori terra, della superficie utile lorda (SUL) e dell’altezza degli edifici sono esclusi gli ingombri dei muri, gli spessori dei solai, e i maggiori volumi necessari agli interventi.
 
Negli edifici con più di 10 unità abitative o superiori a 2500 mc è obbligatorio l’impiego di impianti di riscaldamento centralizzati, con sistema di gestione e contabilizzazione individuale dei consumi. In tutti gli edifici, le reti di distribuzione dell’acqua calda sanitaria interne alle abitazioni dovranno prevedere un allaccio per gli elettrodomestici che utilizzano acqua calda. Nelle abitazioni e nelle strutture ricettive sono vietati gli scaldabagni elettrici.
 
Per quanto riguarda l’illuminazione, va innanzitutto favorita quella naturale. Nella parti comuni degli edifici residenziali vanno installati interruttori a tempo e/o azionati da sensori di presenza e, in ogni caso, lampade a basso consumo. Nelle aree esterne, i corpi illuminanti dovranno essere orientati verso il basso per ridurre al minimo le dispersioni verso la volta celeste e il riflesso sugli edifici.
 
Per gli interventi migliorativi rispetto alle prescrizioni del Regolamento, sono previsti incentivi di tipo urbanistico, finanziario ed economico.

La delibera sarà ora sottoposta al Consiglio Comunale per l'approvazione.
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