
Rinnovabili, fondamentale la valutazione costi benefici
Emendamenti alla Comunitaria 2009, obiettivi 20-20-20 solo con sviluppo equilibrato dei settori produttivi
20/04/2010 - Si prolungano i tempi per l’approvazione della legge Comunitaria 2009 . Si è concluso giovedì scorso l’esame in seconda lettura alla Camera. Per il via libera definitivo il testo deve adesso incassare l’ok del Senato.
Modificato l’articolo 17, contenente i principi e i criteri direttivi ai quali il Governo deve attenersi nel recepimento delle direttive 2009/28/CE, 2009/72/CE e 2009/73/CE in materia di promozione e uso delle rinnovabili , energia elettrica e mercato interno del gas naturale.
Secondo il ddl, il Governo deve impegnarsi nell’incentivazione delle energie rinnovabili attraverso il miglioramento dell’efficienza energetica e il raggiungimenti di obiettivi obbligatori entro il 2020. Linee direttrici che devono condurre all’adozione del NAP , Piano di azione nazionale, entro il 30 giugno 2010.
Con gli emendamenti introdotti, la definizione del Nap e l’individuazione degli obiettivi nazionali per la quota di energia da fonti rinnovabili consumata nel settore dei trasporti, elettricità, riscaldamento e raffreddamento nel 2020, devono garantire lo sviluppo equilibrato dei settori che concorrono al raggiungimento di questi standard.
Diventa quindi imprescindibile l’analisi del rapporto costi - benefici derivanti dal raggiungimento degli obiettivi entro il 2020. La semplificazione deve quindi accompagnarsi alla valutazione delle ripercussioni in termini di procedure di autorizzazione, certificazione, concessione di licenze e pianificazione del territorio.
Lo spirito dell’emendamento riflette in parte l’ inversione di tendenza messa a punto dal Governo sul pacchetto clima. Secondo la maggioranza, infatti, gli obiettivi del 20 - 20- 20, istituzionalizzati con gli accordi del vertice di Copenhagen, sarebbero troppo restrittivi, bloccando di fatto i processi di industrializzazione ( Leggi tutto ).
Sul versante opposto Aper ricorda le potenzialità delle energie rinnovabili e i risultati che si potrebbero ottenere con un quadro normativo certo, in grado di rimuovere le barriere burocratiche che ostacolano la piena diffusione delle fonti alternative.
Senza un aggravio della spesa le rinnovabilinazionalipotrebbero arrivare al 16,3% dell’energia totale consumata, stimata al 2020 in 142 milioni di tonnellate di petrolio equivalente, soddisfare il 33,1% del fabbisogno elettrico e il 12,8% degli usi termici. In uno scenario semplificato, invece, si potrebbe arrivare al 18% sul totale agli usi finali, cioè 37,2% dell’elettricità e 14,3% degli usi termici.