
Sanatoria catastale, audizioni per la conversione in legge
NORMATIVA
Sanatoria catastale, audizioni per la conversione in legge
Timori sulla tolleranza dei piccoli abusi edilizi, più potere al Governo nelle controversie in Conferenza di Servizi
Vedi Aggiornamento
del 02/07/2010
09/06/2010 - Inizia oggi in Senato il ciclo di audizioni sul ddl 2228 per la conversione in legge della manovra economica, varata con il DL 78/2010 per la stabilizzazione finanziaria e la competitività economica.
Al centro del dibattito la sanatoria catastale, misura studiata per la regolarizzazione fiscale degli “immobili fantasma” non dichiarati. Diversi esponenti dell’opposizione ed operatori del settore hanno da subito denunciato il pericolo di un condono mascherato, più volte smentito dalla maggioranza.
Nella fase di conversione in legge il Parlamento può introdurre emendamenti ed elementi innovativi, senza però modificare il saldo di bilancio previsto.
Il timore maggiore espresso da associazioni del settore costruzioni e mondo ambientalista riguarda la possibile tolleranza del piccoli abusi, commessi per necessità e non a fini speculativi senza incidere sulle zone protette da vincoli ambientali o paesaggistici.
Secondo alcuni esponenti della maggioranza, però, questa ipotesi non è del tutto condivisa e non mira neanche ad estendere a tutto il territorio nazionale lo stop alle demolizioni degli edifici abusivi destinati a prima casa che non violano i vincoli paesaggistici, come successo in Campania grazie alla conversione in legge del DL 62/2010.
L’obiettivo del rilancio economico passa anche attraverso lo snellimento della Conferenza di servizi, inizialmente contenuto nel ddl per la semplificazione dei rapporti con la Pubblica Amministrazione.
L’inerzia dei funzionari che non partecipano alle riunioni viene risolta con valutazioni negative e il taglio dei premi di risultato. Se l’opera da analizzare necessita anche dell’autorizzazione paesaggistica, il soprintendente si esprime in via definitiva, motivando un eventuale parere negativo. Nei casi in cui l'intervento è stato sottoposto positivamente a Vas, i risultati devono essere utilizzati senza modificazioni nell’ambito della Via. Il silenzio assenso non può essere applicato ai procedimenti di Via, Vas e Aia.
Il Governo assume maggiore potere in caso di controversie. A pronunciarsi in ultima analisi sui dissensi è, dopo 60 giorni, il Consiglio dei Ministri e non più gli enti locali, che comunque mantengono il potere di incidere sulla localizzazione delle opere strategiche. Il Governo entro 30 giorni può infatti tentare una conciliazione con gli enti coinvolti. In mancanza di accordo, nei 30 giorni successivi, la deliberazione del CdM può comunque essere adottata.
Al centro del dibattito la sanatoria catastale, misura studiata per la regolarizzazione fiscale degli “immobili fantasma” non dichiarati. Diversi esponenti dell’opposizione ed operatori del settore hanno da subito denunciato il pericolo di un condono mascherato, più volte smentito dalla maggioranza.
Nella fase di conversione in legge il Parlamento può introdurre emendamenti ed elementi innovativi, senza però modificare il saldo di bilancio previsto.
Il timore maggiore espresso da associazioni del settore costruzioni e mondo ambientalista riguarda la possibile tolleranza del piccoli abusi, commessi per necessità e non a fini speculativi senza incidere sulle zone protette da vincoli ambientali o paesaggistici.
Secondo alcuni esponenti della maggioranza, però, questa ipotesi non è del tutto condivisa e non mira neanche ad estendere a tutto il territorio nazionale lo stop alle demolizioni degli edifici abusivi destinati a prima casa che non violano i vincoli paesaggistici, come successo in Campania grazie alla conversione in legge del DL 62/2010.
L’obiettivo del rilancio economico passa anche attraverso lo snellimento della Conferenza di servizi, inizialmente contenuto nel ddl per la semplificazione dei rapporti con la Pubblica Amministrazione.
L’inerzia dei funzionari che non partecipano alle riunioni viene risolta con valutazioni negative e il taglio dei premi di risultato. Se l’opera da analizzare necessita anche dell’autorizzazione paesaggistica, il soprintendente si esprime in via definitiva, motivando un eventuale parere negativo. Nei casi in cui l'intervento è stato sottoposto positivamente a Vas, i risultati devono essere utilizzati senza modificazioni nell’ambito della Via. Il silenzio assenso non può essere applicato ai procedimenti di Via, Vas e Aia.
Il Governo assume maggiore potere in caso di controversie. A pronunciarsi in ultima analisi sui dissensi è, dopo 60 giorni, il Consiglio dei Ministri e non più gli enti locali, che comunque mantengono il potere di incidere sulla localizzazione delle opere strategiche. Il Governo entro 30 giorni può infatti tentare una conciliazione con gli enti coinvolti. In mancanza di accordo, nei 30 giorni successivi, la deliberazione del CdM può comunque essere adottata.