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Infrastrutture strategiche, presentato il V rapporto

Infrastrutture strategiche, presentato il V rapporto

Verificato l’andamento del programma nel tempo e la sua rispondenza ad obiettivi e impegni finanziari

Vedi Aggiornamento del 18/11/2014
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10/08/2010 - Il Presidente della Commissione Ambiente e i rappresentanti dei gruppi hanno presentato il V Rapporto sullo stato di attuazione del Programma per le infrastrutture strategiche della Legge obiettivo (PIS). Il Rapporto analizza l'andamento del Programma e la sua rispondenza rispetto agli obiettivi e agli impegni finanziari, verificandone lo sviluppo nel tempo, sia nel complesso che in modo particolare per le opere oggetto di delibera CIPE.

Secondo quanto emerge dal V Rapporto sullo stato di avanzamento della Legge obiettivo, aggiornato al 30 aprile 2010, il Programma delle infrastrutture strategiche comprende 348 opere per un valore complessivo di 358.092 milioni di euro.
Il costo è riferito all'intero Programma già monitorato ad aprile 2009 integrato con i nuovi inserimenti di cui alla tabella 14 del DPEF 2010-2013 e con quelli compresi - nello stesso documento - nella “Scheda Regioni Intese Generali quadro e gli aggiornamenti” relativi a richieste aggiuntive delle Regioni e a opere programmate negli Allegati Infrastrutture ai DPEF della XIV e XVI Legislatura, non monitorati in precedenza. Si tratta quindi di un insieme diverso da quello richiamato nei DPEF 2009 - 2013 e 2010-2013, che fissa il valore del PIS in 174,2 miliardi di euro, in quanto in esso non vengono computate tutte le opere, ma soltanto quelle per le quali è stata avviata la fase istruttoria o pre-istruttoria.

Rispetto all’universo delle opere comprese nel PIS, alla fine di aprile 2010, il valore delle opere/lotti deliberati dal CIPE, ovvero con progetto preliminare o progetto definitivo e quadro finanziario approvati, è di 131 miliardi, pari al 37% del costo dell’intero programma. La restante parte, pari a 227 miliardi, fa riferimento al costo di opere inserite nel programma ai soli fini procedurali, non pervenute in forma progettuale alla Struttura Tecnica di Missione (STM), istruite o in attesa di esserlo presso la STM, ovvero in pre istruttoria al CIPE.Rispetto ad aprile 2009, il numero delle opere è aumentato di 49 unità, pari a una crescita del 16%.

Il costodel Programma risulta incrementato complessivamente di 43,861 miliardi (+14%), di cui 25 miliardi relativi all’avanzamento progettuale delle opere, all’aggiornamento dei prezzi nonché al reperimento di costi non disponibili in precedenza, e circa 19 miliardi riguardanti i nuovi inserimenti. Rispetto al primo monitoraggio (Aprile 2004), l’incremento è stato di circa 125 miliardi di euro (+53%).
Il numero delle opere ultimate è cresciuto rispetto allo scorso anno: al 30 aprile 2010 risultano infatti ultimate o prossime ad esserlo 63 opere per un costo complessivo di 32,8 miliardi, che rappresentano il 12,6% dell’intero Programma per numero di progetti e il 10% per costo. Ad aprile 2009 erano 52 con un valore di circa 30 miliardi. Aumenta anche il numero delle infrastrutture con contratto, vale a dire le opere aggiudicate o cantierate, che rappresenta il 23% dell’intero Programma.

Con la risoluzione 6-00004 approvata nella seduta dell’8 luglio 2008 e la risoluzione 6-00028 approvata nella seduta del 29 luglio 2009 , il Parlamento ha evidenziato l’esigenza di proseguire nella realizzazione del Programma Infrastrutture Strategiche (PIS) allegato al DPEF, al fine di recuperare il gap infrastrutturale che penalizza il nostro Paese nei confronti degli altri Paesi dell'Unione europea. Tale Programma contiene l’elenco aggiornato delle opere da realizzare ai sensi della legge obiettivo e indicate nella delibera CIPE 121/2001.
Le risoluzioni contengono le seguenti priorità: la realizzazione dei corridoi multimodali paneuropei, dei collegamenti trasversali e dei valichi, l'infrastrutturazione del Mezzogiorno, il rilancio economico e sociale della Sardegna nonché le infrastrutture necessarie per Expo 2015  e impegnano il governo a:

  • individuare i provvedimenti di reintegro delle risorse FAS destinate ad infrastrutture;
  • sostenere il potenziamento della dotazione infrastrutturale del Paese e favorire lo sviluppo delle reti di comunicazione di nuova generazione, con riferimento alla comunicazione elettronica a banda larga;
  • assicurare le priorità indicate nell'allegato infrastrutture che devono conformarsi agli indirizzi di carattere generale, quali la sostenibilità ambientale, l'intermodalità, la riduzione del trasporto su gomma e l'incentivazione di quello su rotaia.
Con riguardo alle risorse finanziare, si ricorda che l’art. 6 del decreto-legge 112/2008, ha istituito un Fondo per il finanziamento di interventi finalizzati al potenziamento della rete infrastrutturale, comprese le reti di telecomunicazione e energetiche, alimentato con gli stanziamenti  del Quadro strategico nazionale 2007-2013. In tale ambito, viene definito principio fondamentale, ai sensi dell’ articolo 117, terzo comma, della Costituzione, la concentrazione, da parte delle regioni, su infrastrutture di interesse strategico regionale delle risorse del predetto Quadro in sede di predisposizione dei programmi finanziati dal Fondo per le aree sottoutilizzate e di ridefinizione dei programmi finanziati dai Fondi strutturali comunitari. La Corte costituzionale, con la sentenza n. 16 del 2010hadefinito tale disposizione "norma di principio in materia di coordinamento della finanza pubblica". Successivamente,l’art. 21 del decreto-legge 185/2008 ha autorizzato la concessione di due contributi quindicennali di 60 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2009 e 150 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2010 per la realizzazione delle opere strategiche della legge obiettivo.

Le delibere CIPE 10/2009 , 26 giugno 2009 e 31 luglio 2009 hanno quindi ripartito le predette risorse. Tra gli interventi si ricorda anche il Piano per la messa in sicurezza degli edifici scolastici. La delibera CIPE del 6 novembre 2009hainfine stanziato risorse per l'avvio e la prosecuzione di numerose opere incluse nel Piano, tra le quali si ricordano i 413 milioni di euro per il Programma opere minori ed interventi finalizzati al supporto dei servizi di trasporto nel Mezzogiorno.

Da ultimo, nella seduta del 13 maggio 2010, il CIPE ha approvato la rimodulazione del quadro di dettaglio del Fondo infrastrutture, destinando i residui, pari a 1.424 milioni di euro, alle opere manutentive della rete stradale e ferroviaria (560 milioni di euro), al superamento di emergenze idriche, alla funzionalità del trasporto metropolitano, alla organizzazione delle piastre logistiche, alle opere infrastrutturali supportate da capitali privati per una quota superiore al 50%.

L'articolo 20 del decreto-legge 185/2008ha introdotto norme volte a velocizzare le procedure esecutive dei progetti del quadro strategico nazionale e le disposizioni processuali amministrative, anche attraverso la nomina di commissari straordinari, con poteri di monitoraggio e di impulso. A seguito delle modifiche introdotte dall’art. 7, comma 3-bis, lett. a) del decreto-legge 5/2009, il commissario esercita i poteri, anche sostitutivi, degli organi ordinari o straordinari ed agisce in deroga ad ogni disposizione vigente, nel rispetto della normativa comunitaria nonché dei princìpi generali dell’ordinamento giuridico.

La Corte Costituzionale con sentenza n. 215 del 2010 ha dichiarato illegittimo l’art. 4, commi 1-4, del decreto legge n. 78/2009 sull'utilizzo di commissari straordinari per accelerare la realizzazione di infrastrutture energetiche, individuate dal governo come “urgenti”. Con tale sentenza la Consulta ha sostenuto che gli interventi per i quali sussisterebbero particolari ragioni di urgenza sono realizzati con capitale prevalentemente o interamente privato mentre, trattandosi di iniziative di rilievo strategico, l’urgenza dovrebbe comportare l’assunzione diretta, da parte dello Stato, della realizzazione delle opere. Il ricorso al contributo dei privati, secondo la Corte, per sua natura aleatorio, non è coerente con la dichiarazione di l’urgenza degli interventi: di conseguenza mancano le ragioni che avrebbero potuto determinare l’intervento sostitutivo dello Stato su potestà regionali. Il Consiglio dei Ministri del 24 giugno 2010 ha quindi approvato un decreto-legge recante interventi urgenti in materia di trasmissione, distribuzione e produzione dell’energia che rivestono carattere strategico nazionale. Il decreto prevede che il Governo, d’intesa con le regioni e le province autonome interessate, individui gli interventi e le opere urgenti e indifferibili per i quali ricorrano particolari ragioni di urgenza anche in riferimento allo sviluppo socio-economico e che devono essere effettuati con mezzi e poteri straordinari.

L'art. 41 della legge 99/2009 ha devoluto alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo e attribuite alla competenza del tribunale amministrativo regionale del Lazio, con sede in Roma, tutte le controversie, anche in relazione alla fase cautelare e alle eventuali questioni risarcitorie, comunque attinenti alle procedure e ai provvedimenti dell’amministrazione pubblica o dei soggetti alla stessa equiparati concernenti la produzione di energia elettrica da fonte nucleare, i rigassificatori, i gasdotti di importazione, le centrali termoelettriche di potenza termica superiore a 400 MW nonché quelle relative ad infrastrutture di trasporto ricomprese o da ricomprendere nella rete di trasmissione nazionale o rete nazionale di gasdotti.

La legge 191/2009 (legge finanziria 2010), all'articolo 2, commi 232-234, anche al fine di superare alcuni rilievi mossi dalla Corte dei conti e di facilitare l'avvio di progetti strategici, ha introdotto la nozione di “lotto costruttivo” nella realizzazione dei progetti prioritari, nell’ambito dei corridoi europei TEN -T, i quali prevedano costi superiori a 2 miliardi di euro e tempi di realizzazione superiore a quattro anni, da individuarsi con DPCM. 

Fonte: Camera dei Deputati
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