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Piano Casa, Scia e attività di impresa: il CdM decide le strategie di rilancio

Piano Casa, Scia e attività di impresa: il CdM decide le strategie di rilancio

Ddl di modifica della Costituzione, realizzazione di grandi opere a Sud e Ecodesign tra le misure adottate oggi

di Paola Mammarella
09/02/2011 - Piano Casa in una nuova versione centralizzata, snellimento dell’edilizia, misure per il Sud e Ecodesign. Sono i contenuti discussi stamattina dal Consiglio dei Ministri, che oltre ad un pacchetto di misure per il rilancio dell’economia, ha approvato alcune modifiche alla Carta costituzionale per la liberalizzazione dell’attività di impresa.
 
Piano Casa
Il Ministro per le Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli ha annunciato un nuovo provvedimento legislativo per il rilancio del Piano Casa 1 - edilizia sociale - e 2 - ampliamento volumetrico e riqualificazione. Attualmente, le leggi regionali approvate in attuazione dell'intesa Stato - Regioni del 2009 escluderebbero il 60% degli edifici esistenti dalle possibilità di aumento delle cubature.
Secondo il presidente Berlusconi, lo scenario delineato dai provvedimenti regionali sarebbe in contrasto con l'idea iniziale di rilancio dell'edilizia, che avrebbe dovuto mettere in circolo circa 70 miliardi di euro nel sistema economico. Per il premier, infatti, "alcune Regioni non hanno fatto nulla, non sono stati tolti di mezzo gli impedimenti burocratici che rendono lunghissimo il tempo tra la decisione e l'attuazione delle norme". Per questo, ha aggiunto, "intendiamo intervenire con le capacità che sono proprie del Governo centrale".

Sulla stessa lunghezza d'onda il Ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, che ha proposto di abolire l'autorizzazione della Soprintendenza nel caso in cui il Comune accetti il piano paesistico.

Nei giorni scorsi, l’Ance aveva anche proposto la riapertura dei termini dell’intesa Stato - Regioni, dando tempo agli Enti locali  fino al 31 dicembre 2011 per approvare norme sulla riqualificazione urbana di aree degradate e la sostituzione di complessi industriali dismessi.
I rappresentanti del settore costruzioni avevano anche manifestato la necessità di abbinare le detrazioni fiscali agli interventi previsti dal Piano Casa. 

In realtà tutte le Regioni hanno dato attuazione all'intesa dell'aprile 2009 emanando leggi regionali. Tranne che in Veneto e Sardegna, però, il Piano Casa si è rivelato un flop. Lo dimostra il basso numero di istanze presentate, cui alcune regioni hanno cercato di far fronte approvando modifiche di contenuto, liberalizzazioni e proroghe dei termini. In molti casi, però, i contenuti delle nuove leggi regionali continuano ad essere poco chiari. Come in Campania, dove si attendono le linee guida per l’applicazione di una norma che si presta a varie interpretazioni. Altri tentativi di modifica sono portati avanti nel Lazio, in Liguria e Piemonte.
 
Attività edile ed economica
Si basa sul motto “è permesso tutto ciò che non è espressamente vietato” il ddl di modifica all’articolo 41 della Costituzione per la liberalizzazione dell’attività di impresa. Secondo il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, per avviare un’attività oggi servono 18 autorizzazioni preventive. Con le modifiche apportate dal disegno di legge si passerà invece ad un unico controllo amministrativo ex-post.
 
Potrebbero quindi trovare risposta in questa formulazione gli interrogativi sull’applicazione della Scia all’edilizia. A riguardo, il Ministro per la Semplificazione aveva già spiegato che la nuova procedura poteva sostituire la Dia, ma non la Super-Dia.
 
Le altre misure
Il CdM si è occupato anche dl Piano per il Sud per la realizzazione di infrastrutture immediatamente cantierabili, come l’Alta Velocità. Il Ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, ha infatti spiegato che dopo una verifica del Cipe sull'utilizzo delle risorse, gli sforzi saranno concentrati nei grandi interventi strategici dal momento che i piccoli interventi non avrebbero finora dimostrato l'efficacia sperata.

All'ordine del giorno del Consiglio dei Ministri anche la progettazione ecocompatibile dei prodotti connessi all’energia, che riprende la Direttiva 2009/125/CE. La disposizione mira a una migliore progettazione dei prodotti come finestre, isolanti e rubinetti, per ridurre l’impatto ambientale durante il loro utilizzo.
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