
Infrastrutture e scuole nel Piano per il Sud varato dal Governo
NORMATIVA
Infrastrutture e scuole nel Piano per il Sud varato dal Governo
Per l’attuazione saranno utilizzate le risorse del FAS. Tra gli interventi, Alta Capacità ferroviaria, edilizia scolastica, Banca del Mezzogiorno
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del 04/01/2012
29/11/2010 - Nella seduta di venerdì scorso, il Consiglio dei Ministri ha approvato il Piano nazionale per il Sud.
Si tratta di un documento programmatico contenente le otto priorità individuate dal Governo per il rilancio del Mezzogiorno, che punta a concentrare le risorse su interventi strategici e a razionalizzare gli incentivi alle imprese.
UN PIANO IN OTTO PUNTI
Trasporto ferroviario e stradale: realizzazione dell’Alta Capacità ferroviaria sulle linee Napoli - Bari - Lecce - Taranto, Salerno - Reggio Calabria, Catania - Palermo; adeguamento della strada statale Olbia - Sassari, completamento dell’autostrada Salerno - Reggio Calabria e del sistema autostradale Catania - Siracusa - Gela - Trapani.
Edilizia scolastica: riqualificazione infrastrutturale degli edifici scolastici del I e del II ciclo, attraverso la costruzione di nuove scuole e la manutenzione di quelle esistenti. La costruzione di nuove scuole affidata ad una società in house alla Pubblica amministrazione centrale che si occuperà di espletare le gare di appalto e di progettare le nuove strutture, ai sensi dell’art. 70, c. 11, del Codice Appalti (procedura d’urgenza). Le risorse per le nuove scuole arriveranno dagli investimenti degli enti di previdenza e assistenza sociale. Anche la manutenzione delle scuole esistenti sarà realizzata dalla società in house. È previsto, inoltre, il completamento dell’infrastrutturazione informatica dei laboratori didattici.
Incentivi alle imprese: riordino del sistema degli incentivi, semplificazione delle procedure di accesso soprattutto per le PMI, flessibilità nella definizione degli strumenti di intervento, raccordo con le Regioni. Gli incentivi si divideranno in tre categorie: incentivi automatici (attraverso strumenti quali bonus fiscali e voucher); bandi per il finanziamento di programmi organici e complessi; procedure negoziali per il finanziamento di grandi progetti d’investimento (oltre i 20 milioni di euro).
Banca del Mezzogiorno: sarà un’istituzione finanziaria di secondo livello che opererà attraverso una rete di banche sul territorio che diverranno socie e attraverso la rete degli sportelli di Poste Italiane. Il Governo punta ad associare banche con un forte radicamento territoriale, quali le banche di credito cooperativo e le banche popolari. La Banca del Mezzogiorno avrà tre missioni principali: sviluppare il credito a medio-lungo termine per favorire la nascita e l’espansione delle PMI; essere banca di garanzia; gestire strumenti di agevolazione nazionali e sovranazionali. È prevista, inoltre, la costituzione di un Fondo rotativo JEREMIE per il Mezzogiorno.
Sicurezza: prosecuzione degli interventi per la sicurezza degli appalti pubblici; attuazione di un Piano straordinario di lotta al lavoro sommerso.
Gli altri punti riguardano Ricerca, Giustizia, Pubblica amministrazione.
Al Piano si affianca una Delibera Cipe, approvata venerdì, che programma le risorse residue del FAS 2000-2006 (di cui alla delibera 79/2010), le risorse del FAS 2007-2013 e stabilisce indirizzi per l’accelerazione degli interventi cofinanziati dai Fondi strutturali 2007/2013.
LE RISORSE
Sono pari a circa 100 miliardi di euro le risorse previste, di cui “20 sono in programmazione e altri 80 o non sono stati spesi o sono bloccati da mille rivoli” ha spiegato il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto. “Una parte della copertura del Piano - ha detto il Ministro - proverrà dal fondo FAS, ingenti risorse non spese, non programmate, non impegnate, che rischiano di essere perse. Nella vecchia programmazione le risorse non spese sono state superiori al 50%, c’è poi lo sblocco del Fas della nuova programmazione 2007-2013”.
Il Piano sarà quindi finanziato con risorse finanziarie già contenute nei programmi pluriennali di spesa straordinaria, ora rimodulate. Non saranno quindi modificati i capitoli di spesa ordinari già decisi con la Finanziaria 2011.
L’ATTUAZIONE
Il Piano si compone di un documento programmatico contenente le priorità per il rilancio del Mezzogiorno, di due decreti in attuazione del federalismo fiscale, una delibera Cipe sui fondi e un decreto legislativo sugli incentivi alle imprese.
Il CdM di venerdì ha dato il via libera ai primi due decreti attuativi: il decreto interministeriale sulla perequazione infrastrutturale e il decreto legislativo sulle “risorse aggiuntive ed interventi speciali per la rimozione degli squilibri economici e sociali” che trasformerà il Fondo per le Aree Sottoutilizzate (FAS) in un “Fondo per lo sviluppo e la coesione”.
Il Cipe di venerdì ha invece approvato la delibera che riprogramma risorse della programmazione europea 2007-2013 e del FAS impegnate ma non ancora spese; potrebbero così rendersi disponibili circa 32-35 miliardi di euro.
I COMMENTI
I presidenti delle Regioni di centrodestra si sono espressi favorevolmente sul Piano. Critici invece quelli di centrosinistra: il presidente della Basilicata, Vito De Filippo, non vede da parte del governo “uno sforzo finanziario per il Mezzogiorno, vengono solo spostati soldi da una parte all’altra e alla fine per il Sud non c’è un euro in più”. Il governatore si chiede come mai lo Stato vari un piano straordinario per il Sud, per realizzare interventi infrastrutturali che al Nord sono ordinari.
Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, giudica “importanti gli aiuti automatici per le imprese”, mentre secondo la segretaria della Cgil, Susanna Camusso, gli 80 miliardi di euro ventilati sarebbero non più ma meno di quanto già disponibile. Positivi i commenti di Raffaele Bonanni (Cisl) e Luigi Angeletti (Uil).
Si tratta di un documento programmatico contenente le otto priorità individuate dal Governo per il rilancio del Mezzogiorno, che punta a concentrare le risorse su interventi strategici e a razionalizzare gli incentivi alle imprese.
UN PIANO IN OTTO PUNTI
Trasporto ferroviario e stradale: realizzazione dell’Alta Capacità ferroviaria sulle linee Napoli - Bari - Lecce - Taranto, Salerno - Reggio Calabria, Catania - Palermo; adeguamento della strada statale Olbia - Sassari, completamento dell’autostrada Salerno - Reggio Calabria e del sistema autostradale Catania - Siracusa - Gela - Trapani.
Edilizia scolastica: riqualificazione infrastrutturale degli edifici scolastici del I e del II ciclo, attraverso la costruzione di nuove scuole e la manutenzione di quelle esistenti. La costruzione di nuove scuole affidata ad una società in house alla Pubblica amministrazione centrale che si occuperà di espletare le gare di appalto e di progettare le nuove strutture, ai sensi dell’art. 70, c. 11, del Codice Appalti (procedura d’urgenza). Le risorse per le nuove scuole arriveranno dagli investimenti degli enti di previdenza e assistenza sociale. Anche la manutenzione delle scuole esistenti sarà realizzata dalla società in house. È previsto, inoltre, il completamento dell’infrastrutturazione informatica dei laboratori didattici.
Incentivi alle imprese: riordino del sistema degli incentivi, semplificazione delle procedure di accesso soprattutto per le PMI, flessibilità nella definizione degli strumenti di intervento, raccordo con le Regioni. Gli incentivi si divideranno in tre categorie: incentivi automatici (attraverso strumenti quali bonus fiscali e voucher); bandi per il finanziamento di programmi organici e complessi; procedure negoziali per il finanziamento di grandi progetti d’investimento (oltre i 20 milioni di euro).
Banca del Mezzogiorno: sarà un’istituzione finanziaria di secondo livello che opererà attraverso una rete di banche sul territorio che diverranno socie e attraverso la rete degli sportelli di Poste Italiane. Il Governo punta ad associare banche con un forte radicamento territoriale, quali le banche di credito cooperativo e le banche popolari. La Banca del Mezzogiorno avrà tre missioni principali: sviluppare il credito a medio-lungo termine per favorire la nascita e l’espansione delle PMI; essere banca di garanzia; gestire strumenti di agevolazione nazionali e sovranazionali. È prevista, inoltre, la costituzione di un Fondo rotativo JEREMIE per il Mezzogiorno.
Sicurezza: prosecuzione degli interventi per la sicurezza degli appalti pubblici; attuazione di un Piano straordinario di lotta al lavoro sommerso.
Gli altri punti riguardano Ricerca, Giustizia, Pubblica amministrazione.
Al Piano si affianca una Delibera Cipe, approvata venerdì, che programma le risorse residue del FAS 2000-2006 (di cui alla delibera 79/2010), le risorse del FAS 2007-2013 e stabilisce indirizzi per l’accelerazione degli interventi cofinanziati dai Fondi strutturali 2007/2013.
LE RISORSE
Sono pari a circa 100 miliardi di euro le risorse previste, di cui “20 sono in programmazione e altri 80 o non sono stati spesi o sono bloccati da mille rivoli” ha spiegato il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto. “Una parte della copertura del Piano - ha detto il Ministro - proverrà dal fondo FAS, ingenti risorse non spese, non programmate, non impegnate, che rischiano di essere perse. Nella vecchia programmazione le risorse non spese sono state superiori al 50%, c’è poi lo sblocco del Fas della nuova programmazione 2007-2013”.
Il Piano sarà quindi finanziato con risorse finanziarie già contenute nei programmi pluriennali di spesa straordinaria, ora rimodulate. Non saranno quindi modificati i capitoli di spesa ordinari già decisi con la Finanziaria 2011.
L’ATTUAZIONE
Il Piano si compone di un documento programmatico contenente le priorità per il rilancio del Mezzogiorno, di due decreti in attuazione del federalismo fiscale, una delibera Cipe sui fondi e un decreto legislativo sugli incentivi alle imprese.
Il CdM di venerdì ha dato il via libera ai primi due decreti attuativi: il decreto interministeriale sulla perequazione infrastrutturale e il decreto legislativo sulle “risorse aggiuntive ed interventi speciali per la rimozione degli squilibri economici e sociali” che trasformerà il Fondo per le Aree Sottoutilizzate (FAS) in un “Fondo per lo sviluppo e la coesione”.
Il Cipe di venerdì ha invece approvato la delibera che riprogramma risorse della programmazione europea 2007-2013 e del FAS impegnate ma non ancora spese; potrebbero così rendersi disponibili circa 32-35 miliardi di euro.
I COMMENTI
I presidenti delle Regioni di centrodestra si sono espressi favorevolmente sul Piano. Critici invece quelli di centrosinistra: il presidente della Basilicata, Vito De Filippo, non vede da parte del governo “uno sforzo finanziario per il Mezzogiorno, vengono solo spostati soldi da una parte all’altra e alla fine per il Sud non c’è un euro in più”. Il governatore si chiede come mai lo Stato vari un piano straordinario per il Sud, per realizzare interventi infrastrutturali che al Nord sono ordinari.
Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, giudica “importanti gli aiuti automatici per le imprese”, mentre secondo la segretaria della Cgil, Susanna Camusso, gli 80 miliardi di euro ventilati sarebbero non più ma meno di quanto già disponibile. Positivi i commenti di Raffaele Bonanni (Cisl) e Luigi Angeletti (Uil).