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Rinnovabili, entro il 10 aprile il 4° Conto Energia per il fotovoltaico

Rinnovabili, entro il 10 aprile il 4° Conto Energia per il fotovoltaico

Prestigiacomo: ‘tetto non in MW ma in milioni di euro; saranno salvaguardati gli impianti posati, anche se non ancora allacciati’

Vedi Aggiornamento del 14/04/2011
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 14/04/2011
30/03/2011 - Dopo le consultazioni del Governo con gli operatori del settore delle rinnovabili e l’incontro con le Regioni, si va delineando il quarto Conto Energia per il fotovoltaico.

Tutto il comparto è infatti in attesa dei provvedimenti attuativi del Decreto Rinnovabili (Dlgs 28/2011) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 28 marzo ed entrato in vigore il 29.
 
Lunedì sera il Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, al termine di un incontro presso la Regione Lombardia, ha assicurato che “entro la prima decade di aprile concluderemo i lavori di consultazione ed emaneremo il decreto ministeriale, che dovrà rispettare quanto votato all’unanimità sia dalla Camera che dal Senato, e cioè che gli investimenti in corso devono essere salvaguardati, intendendo per impianti messi in esercizio quelli posati e non allacciati”.
 
Ricordiamo che la Camera, con una mozione approvata circa dieci giorni fa, ha chiesto al Governo di convocare un tavolo con gli operatori del settore rinnovabili per definire al più presto i nuovi incentivi e di emanare entro la prima decade di aprile il provvedimento attuativo del Decreto Rinnovabili (leggi tutto). Pochi giorni fa il Senato ha approvato sei mozioni nelle quali si chiede al Governo di potenziare e incentivare le rinnovabili, riconoscendo però la necessità di una graduale revisione degli incentivi ma evitandone drastiche ed improvvise riduzioni (leggi tutto).
 
Prestigiacomo ha poi illustrato le intenzioni del Governo sul sostegno al fotovoltaico spiegando che, nella seconda metà del 2011, ci sarà una “riduzione molto lieve degli incentivi, in modo da non penalizzare gli investimenti in corso, compresi quelli programmati col vecchio regime e non conclusi alla fine di maggio”.
 
Dal 2012 scatterà uno ‘scalone’ e verrà fissato un tetto non in Megawatt annuali, ma in milioni di euro da destinare agli incentivi. “Si tratta - ha spiegato il Ministro - del modello tedesco di flessibilità annuale, che è quello che tutti gli operatori ci hanno chiesto”. “Il Governo - ha detto Prestigiacomo - intende sostenere le rinnovabili, adeguando alla media europea gli incentivi, che ora sono sovradimensionati; vogliamo evitare speculazioni e valorizzare la filiera senza che fondi stranieri approfittino di un incentivo nazionale alto” ha concluso il Ministro.

Per domani mattina è convocata una riunione straordinaria della Conferenza delle Regioni e Province autonome, per discutere degli incentivi per la produzione di energia da fonte fotovoltaica.
 
I costruttori
“Le imprese di costruzione sono nettamente a favore dello sviluppo delle rinnovabili” e della diffusione di impianti sia sulle costruzioni esistenti che sulle nuove, anche per contribuire agli obiettivi di risparmio energetico. È quanto si legge in un comunicato congiunto diramato da Ance e Ancpl-Legacoop.
 
Ciò che però le due associazioni di costruttori non condividono sono le norme contenute nel Decreto Rinnovabili, che comportano una sostanziale parificazione dei diritti acquisiti - e che vanno assolutamente salvaguardati (autorizzazioni uniche rilasciate a seguito di un processo che attraverso VIA e consultazioni di tutti gli Enti interessati si conclude al termine di un percorso che in molti casi richiede fino a due anni) - con le iniziative semplicemente avviate prima del 1° gennaio 2011, che sono quindi ad oggi prive di qualsiasi titolo abilitativo.
 
Inoltre - spiegano - il termine del 31 maggio 2011, riferito tra l’altro all’entrata in esercizio dell’impianto (legata ad attività di Enel o Terna) risulta, da una parte, assolutamente incongruo - in quanto i tempi di connessione sono mediamente di alcuni mesi e, quindi, la disposizione è sostanzialmente retroattiva - dall’altra crea una disparità di trattamento con gli operatori che, rispetto al termine del 30 giugno 2011, concesso dalla cosiddetta ‘legge Alcoa’, per beneficiare della medesima tariffa, hanno dovuto completare gli impianti entro il 31 dicembre 2010. Le imprese di costruzione chiedono quindi che siano garantiti i diritti acquisiti, eliminando il termine del 31 maggio 2011 per l’entrata in esercizio dei soli impianti in possesso di Autorizzazioni Uniche ottenute prima dell’entrata in vigore del decreto.
 
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